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Forme della leggerezza tra Kundera e Calvino

Nel tentativo di essere essa stessa ''leggera'', questa riflessione sulla leggerezza si guarda bene dal pretendere che i suoi spunti abbiano validità generale, e quando cede alla tentazione di dare definizioni lo fa esclusivamente in via negationis, nell'assoluta convinzione che la leggerezza non sia una qualità intrinseca di determinate immagini o procedimenti stilistici e che nulla di oggettivo possa essere detto su di essa. Ciò pone seri problemi di individuazione del campo d'indagine.
Per evitare il rischio di perdersi nel vago o di imbastire un inventario di stilemi arbitrariamente catalogati come leggeri, ho immaginato una dialettica della leggerezza, i cui tre momenti (tesi, antitesi, sintesi) fossero rappresentati rispettivamente dalle riflessioni di Nietzsche, Kundera e Calvino.

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1 INTRODUZIONE Nel tentativo di essere essa stessa «leggera», questa riflessione sulla leggerezza si guarda bene dal pretendere che i suoi spunti abbiano validità generale, e quando cede alla tentazione di dare definizioni lo fa esclusivamente in via negationis, nell’assoluta convinzione che la leggerezza non sia una qualità intrinseca di determinate immagini o procedimenti stilistici e che nulla di oggettivo possa essere detto su di essa. Ciò pone seri problemi d’individuazione del campo d’indagine. Per evitare il rischio di perdersi nel vago o di imbastire un inventario di stilemi arbitrariamente catalogati come leggeri, il discorso si sarebbe potuto adagiare nel solco del «già detto» sulla prima delle Lezioni americane; ma un’operazione del genere – oltre a risultare meramente compilatoria – avrebbe tradito, con la sua rigidità, lo spirito stesso del suo argomento. Occorreva lasciare che materiali eterogenei si combinassero tra loro, ma occorreva anche una struttura che arginasse l’astrattezza

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Beniamino Mirisola Contatta »

Composta da 102 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.