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Valutazione dell'interazione bambino cavallo in un centro di riabilitazione equestre: esperienze e metodi di ricerca

La PET THERAPY è un’area di ricerca relativamente nuova che cerca di realizzare programmi per la graduale introduzione di animali, selezionati ed addestrati, nelle vicinanze di un individuo, o di gruppi di individui, con scopi terapeutici. Sembra infatti che la presenza di un animale da compagnia abbia effetti benefici su persone normali ed addirittura effetti terapeutici per alcune categorie di individui disagiati sia fisicamente che psicologicamente.
La presenza di un animale da compagnia ha sicuramente effetti benefici sulla persona che si prende cura di lui, sia essa un bambino, un adulto o un anziano.
La RIABILITAZIONE EQUESTRE fa parte della Pet Therapy e può essere definita come un metodo terapeutico globale (cioè una terapia che coinvolge il paziente nella sua globalità di mente e corpo) che può essere utilizzato sia con handicappati fisici che mentali. Un terapeuta che si occupa di R.E. utilizza il cavallo come uno strumento. Per poter fare della vera riabilitazione, la presenza del terapista rimane comunque fondamentale.
La R.E si suddivide in tre fasi principali:
- IPPOTERAPIA
- EQUITAZIONE TERAPEUTICA
- EQUITAZIONE PRESPORTIVA
Questa terapia può apportare sia benefici a livello fisico, sia a livello psicologico.
I benefici fisici sono legati alla specifica posizione assunta in sella dal paziente e alle caratteristiche del movimento del cavallo.
Questo tipo di movimento produce effetti positivi sulla muscolatura, sull’equilibrio, sul ritmo ed anche sul sistema cardiaco e respiratorio.
In QUESTA RICERCA ci si è invece occupati dei benefici psicologici, ed in particolare relazionali, che possono derivare da questa terapia. Il lavoro, svolto presso il Centro di Riabilitazione Equestre “Vittorio di Capua” ed in collaborazione con l’Istituto di Zootecnica della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Milano, è inserito in un progetto sperimentale complesso che ha preso in considerazione non solo i bambini che si sottopongono alla terapia a cavallo, ma anche i cavalli stessi, dei quali è stato filmato il comportamento e monitorato il battito cardiaco. Questo lavoro è una prima analisi descrittiva dei dati: in un successivo lavoro sarà possibile ampliare questa analisi con ulteriori dati.
L’obiettivo della ricerca, iniziata nel mese di Dicembre 1999 e terminata del mese di Ottobre 2000, era di capire e constatare se nel corso del tempo si verificasse un cambiamento nelle capacità di interazione nei pazienti che si sottopongono alla Riabilitazione Equestre. Il campione sperimentale è costituito da 10 bambini disabili che frequentano il Centro. Inoltre si è osservato anche il comportamento di 10 bambini normodotati, per mettere in evidenza eventuali differenze o somiglianze.
Questi bambini sono stati seguiti nello svolgimento della loro terapia per tutto il tempo che si fermano al Centro. Per la codifica dei filmati, si è deciso di conservare la suddivisione della terapia in fasi:
- Fase di salita a cavallo
- Terapia a cavallo
- Fase di discesa da cavallo
- Terapia a terra
L’analisi statistica ha inoltre preso in considerazione tutti i comportamenti evidenziati in ogni momento della terapia. In questo momento, però, ho pensato di puntare l’attenzione sui risultati emersi nella specifica fase a cavallo, perché mi è sembrata la più rappresentativa dei risultati ottenuti.

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5 INTRODUZIONE Il desiderio di intraprendere l’avventura alla scoperta della Pet Therapy, ed in particolare della Riabilitazione Equestre è nato soprattutto dalla curiosità verso questa terapia così poco cono- sciuta, ma anche dal mio profondo amore per il mondo degli animali e dalla consapevolezza, maturata giorno per giorno dalla stretta convivenza con il mio cane, che dagli animali possia- mo ricevere tantissimo amore disinteressato, anche quando noi in cambio siamo capaci di dare molto poco o nulla del tutto. Se lo scopo iniziale di questa ricerca era semplicemente quello di scoprire cosa significa riabi- litazione equestre e in cosa consista questa terapia, nel corso del tempo l’obiettivo si è tra- sformato in quello ben più ambizioso di capire e verificare se questa terapia può realmente apportare dei benefici, sperimentalmente verificabili, non solo a livello motorio, ma soprattut- to a livello psicologico. Essendo a conoscenza del fatto che la Facoltà di Zootecnica dell’Università di Milano da al- cuni anni studia i cavalli utilizzati per la riabilitazione equestre e, indirettamente, la terapia stessa, mi sono rivolta alla Prof.ssa Verga. E’ nata così questa ricerca che vede appunto la col- laborazione tra la Facoltà di Zootecnica e la Facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica. Fin dall’inizio il mio lavoro è stato costellato di stupore e meraviglia: quando mi sono recata la prima volta all’ospedale Niguarda Cà Granda di Milano, all’interno del quale si trova il Centro di riabilitazione equestre “V. di Capua” che mi ha ospitato per la ricerca, non pensavo di trovare, in una struttura così imponente e maestosa, una vera e propria fattoria che ospita, oltre a sei cavalli, anche caprette, galline, papere, cani e gatti e dove infermieri, medici e pa- zienti, durante la bella stagione si recano per trascorrere un po’ di tempo all’aria aperta e to- talmente immersi nella natura. Ho trascorso circa un anno all’interno del centro di riabilitazione equestre registrando, attra- verso filmati, l’evoluzione della terapia di dieci bambini disabili, messi poi a confronto con altrettanti bambini normali. Questo lavoro non è stato esente da difficoltà, dovute soprattutto alla necessità di non interferire con la terapia, ma allo stesso tempo al desiderio di non lasciar- si sfuggire nulla, anche piccole sfumature che purtroppo, dalla mia posizione spesso non riu- scivo a riprendere. Ciò su cui ho fermato la mia attenzione, filmando le sedute a cavallo e a terra, è stato soprat- tutto il dialogo non verbale che si instaura tra paziente e cavallo, ma anche tra paziente e tera- peuta, sia perché dalla mia posizione non potevo sentire ciò che i bambini dicevano, ma so-

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Stefania Meriggi Contatta »

Composta da 161 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 14664 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.