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Attacchi di tipo ''Distributed Denial of Service'': aspetti teorici e pratici

Gli attacchi di tipo Denial of Service (DoS) sono un fenomeno ben noto nelle reti di calcolatori e sono in certe circostanze difficili da contrastare dato che sono inerenti la natura stessa dei protocolli usati nelle reti TCP/IP. Il fenomeno è diventato però preoccupante soprattutto negli ultimi anni come dimostrato dagli attacchi perpetrati nel febbraio 2000 contro alcuni famosi siti Internet, tra cui Yahoo! ed Amazon che hanno ulteriormente dimostrato l’importanza di studiare contro misure efficaci. L’evento del febbraio 2000 ha avuto peraltro una risonanza tale che anche l’allora presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton è stato costretto a prendere posizione, coinvolgendo l’F.B.I. al fine di individuare i responsabili di tali intrusioni.
L’analisi partirà proprio dalla descrizione di quanto accaduto, mettendo in luce le tipologie e le metodologie di questi attacchi, che sono stati identificati col nome di DDoS, Distributed Denial of Service. Con Denial of Service(DoS) si intende generalmente un attacco progettato allo scopo di impedire ad un sistema di fornire regolarmente i servizi previsti o comunque causarne un degrado delle prestazioni tale da rendere di fatto il servizio inutilizzabile. Tipicamente un simile risultato si può ottenere inondando di richieste il sistema-vittima prescelto, provocandone la saturazione delle risorse disponibili per l’erogazione dei servizi. Per rendere ancora più efficace tale tipo di attacco è stata identificata una nuova modalità operativa che prevede di distribuire il carico dell’attacco DoS su elaboratori diversi, mentre una o più postazioni sovrintendono allo svolgimento dello stesso. Quest’ultima variante con distribuzione di ruoli è quella identificata come Distributed DoS.
Infine l’analisi si concentrerà sulle principali tecniche atte a mitigare gli effetti di questo tipo di attacchi. Tra le altre è importante ricordare, oltre alle metodologie più tradizionali basate sui firewall e comunque su tecniche di filtraggio, l’approccio più innovativo che è quello basato sul cosiddetto traceback. Il traceback consiste nel tentare di ricostruire il percorso di rete seguito dai pacchetti che veicolano l’attacco cercando di arrivare alla fonte che li ha generati.

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1 Introduzione Il presente elaborato consiste in una analisi dettagliata degli attacchi perpetrati nel febbraio 2000 contro alcuni famosi siti Internet, tra cui Yahoo! ed Amazon, che evidenzia, l’inaffidabilità strutturale della rete e dei suoi protocolli. Questo evento ha avuto una risonanza tale che anche il presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton è stato costretto a prendere posizione, coinvolgendo l’F.B.I. al fine di individuare gli Hacker responsabili di tali intrusioni. La mia ricerca partirà dalla descrizione dell’accaduto, mettendo in luce le tipologie e le metodologie di questi attacchi, che sono stati identificati col nome di DDoS, Distributed Denial of Service. Per Denial of Service(DoS) si intende generalmente un attacco progettato allo scopo di impedire le regolari funzioni di un sistema o comunque causarne un degrado delle prestazioni. Nel contesto delle reti, un simile risultato lo si ottiene ad esempio inondando di dati la vittima prescelta , provocando la saturazione delle risorse del sistema. Con DDoS si intende un attacco DoS effettuato in modo distribuito, suddividendo cioè il carico di attacco su diverse macchine, mentre una o più sovrintendono allo svolgimento dello stesso. Illustrerò, quindi, l’opinione di alcuni dei massimi esperti di DDoS; in particolare farò riferimento a Mixter, l’ideatore di TFN (Tribe Flood Network ), uno dei tools utilizzati il 7 Febbraio e a Bill Cheswick, capo della “Lucent Technologies”(luglio 2000), nuova impresa nel campo della Internet Security. Successivamente mi soffermerò sulle principali tecniche atte a scongiurare questo tipo di intrusioni. Tali metodi, suddivisibili in quattro categorie, vanno dalla corretta configurazione del browser, ai firewall. I firewall non sono altro che sottosistemi che controllano la connessione, posti tra l’utente, esempio reti locali, e la Rete, definiti secondo le esigenze e gli obiettivi dei vari utenti. Infine tratterò dei metodi che consentono di comprendere l’origine dell’attacco, assimilati col nome di Traceback. Il Traceback consiste nel seguire a ritroso gli attacchi fino alla fonte che li ha generati, permettendo ad una vittima di identificare il path(s) della rete attraversato da un attacher, senza richiedere il supporto operativo di un ISPs (Internet Server Provider).

Diploma di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Andrea Giovanni Berutti Contatta »

Composta da 135 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1703 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.