Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il sistema radiotelevisivo in Italia ed in Svizzera

Il presente lavoro si propone di analizzare le principali problematiche attinenti al sistema radiotelevisivo italiano e svizzero, passando in rassegna i vari elementi che compongono la legislazione in materia.
Inizialmente vengono analizzate le varie fasi storiche attraverso cui il sistema radiotelevisivo italiano si è evoluto.
Si esamina, successivamente, l’articolo della Costituzione che meglio rappresenta la tutela del settore informativo, analizzandone i suoi diversi aspetti.
Un’importante fase che viene qui sviluppata è quella del passaggio dal monopolio pubblico del sistema radiotelevisivo ad un sistema più democratico, quello dualista, attraverso l’analisi delle sentenze della Corte Costituzionale e la legge di riforma del 1975.

La seconda parte della tesi si occupa principalmente della pubblicità commerciale all’interno del settore radiotelevisivo italiano, analizzando anche le influenze derivanti dalla disciplina europea nel medesimo campo. Partendo dall’analisi di quella che risulta essere la base fondamentale della disciplina europea delle trasmissioni televisive (Direttiva Cee 552/89), che si occupa di svariati aspetti del settore come la libera circolazione delle trasmissioni televisive, l’incoraggiamento dell’industria televisiva europea, la pubblicità commerciale.
Importante è la distinzione che tale norma per la prima volta enuncia fra la pubblicità e le sponsorizzazioni. Inoltre, la direttiva prende in considerazione anche la televendita, che fino a quel momento non era mai stata regolamentata.
Il nostro Paese dopo l’intervento europeo in materia televisiva, ma soprattutto dopo l’intervento della Corte Costituzionale, adotta nel 1990 la legge n. 223, che regola ampiamente l’intero sistema.
Tale intervento normativo è diviso in cinque rami fondamentali:
- la definizione di principi comuni al settore pubblico e al settore privato; la regolamentazione del regime concessorio; la normativa antitrust; la regolamentazione della pubblicità; la regolamentazione di meccanismi di garanzia per una corretta applicazione della legge.
Successivamente, nel 1997, per esigenze di controllo sul sistema dei media elettronici, e anche a causa dello sviluppo tecnologico in materia, viene emessa in Italia una disciplina ad hoc, per l’uso del satellite, della tecnica digitale ed elettronica. Tale normativa comprende anche l’istituzione di un’Authority, che sostituisce la figura del Garante delle comunicazioni, con più ampi e penetranti poteri in materia radiotelevisiva.
Nello stesso periodo, si è resa necessaria anche la modifica alla direttiva europea, anche a causa delle potenzialità offerte dal sistema digitale che comporta un aumento delle frequenze, e di conseguenza dell’offerta radiotelevisiva. La direttiva di modifica (n. 36/97) si occupa principalmente della materia pubblicitaria, consentendo una presenza più incisiva dei messaggi pubblicitari nel settore radiotelevisivo. Nella nuova direttiva vengono trattate quelle che potevano essere le esigenze del momento, ovvero la nuova tecnologia e la disciplina idonea in tale campo, nonché la tutela del pluralismo informativo e il ruolo delle emittenti di diritto pubblico.
Seguono, all’interno del mio lavoro, alcune norme inerenti la disciplina delle modalità di trasmissione dei messaggi pubblicitari.
A conclusione della seconda parte della tesi viene toccato l’argomento della televisione digitale e dell’operato della Commissione europea in materia nonché dell’introduzione, nel nostro sistema, di una regolamentazione appropriata.

La terza fase del lavoro si occupa principalmente dell’articolo costituzionale svizzero sulla radiotelevisione, dalle sue fasi evolutive fino ad arrivare a quella attuale, punto fondamentale da cui partire per analizzare tutti i diritti e i doveri in materia di media elettronici. L’articolo delimita la competenza federale e definisce il mandato di prestazione a cui devono sottostare la radio e la televisione.
Tale mandato tiene in considerazione, oltre alle fondamentali esigenze di cultura, informazione e intrattenimento, la specifica situazione multiculturale della Svizzera imponendo un equilibrio tra zone urbane e zone periferiche. Questo articolo costituzionale garantisce l’indipendenza della radiotelevisione nei confronti dello Stato e di altri gruppi esterni, sancisce l’autonomia dei responsabili nella concezione dei programmi, ed istituisce un’apposita autorità indipendente per la salvaguardia dei diritti e dei doveri previsti nel settore informativo.
Il presente lavoro analizza, inoltre, la legislazione vigente in materia radiotelevisiva occupandosi principalmente della LRTV (legge sulla radiotelevisione) e dell’ORTV (ordinanza su radiotelevisione).

Mostra/Nascondi contenuto.
INTRODUZIONE: Il presente lavoro si propone di analizzare le principali problematiche attinenti al sistema radiotelevisivo italiano e svizzero, passando in rassegna i vari elementi che compongono la legislazione in materia. Inizialmente vengono analizzate le varie fasi storiche attraverso cui il sistema radiotelevisivo italiano si è evoluto. Si esamina, successivamente, l’articolo della Costituzione che meglio rappresenta la tutela del settore informativo, analizzandone i suoi diversi aspetti. Un’importante fase che viene qui sviluppata è quella del passaggio dal monopolio pubblico del sistema radiotelevisivo ad un sistema più democratico, quello dualista, attraverso l’analisi delle sentenze della Corte Costituzionale e la legge di riforma del 1975. La seconda parte della tesi si occupa principalmente della pubblicità commerciale all’interno del settore radiotelevisivo italiano, analizzando anche le influenze derivanti dalla disciplina europea nel medesimo campo. Partendo dall’analisi di quella che risulta essere la base fondamentale della disciplina europea delle trasmissioni televisive (Direttiva Cee 552/89), che si occupa di svariati aspetti del settore come la libera circolazione delle trasmissioni televisive, l’incoraggiamento dell’industria televisiva europea, la pubblicità commerciale. Importante è la distinzione che tale norma per la prima volta enuncia fra la pubblicità e le sponsorizzazioni. Inoltre, la direttiva prende in considerazione anche la televendita, che fino a quel momento non era mai stata regolamentata.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Stefania Beltramini Contatta »

Composta da 293 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2707 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 11 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.