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Il tasso dell'interesse come fenomeno monetario: due prospettive a confronto

Informazioni tesi

  Autore: Daniele Tavani
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Fernando Vianello
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 189

L’obiettivo di questo lavoro è quello di mettere a confronto due prospettive attraverso cui guardare al fenomeno dell’interesse monetario, a partire da come esso viene analizzato da Keynes da un lato nel capitolo XIII, dall’altro nel capitolo XV della Teoria Generale. La posizione di Keynes sul tasso d’interesse è che le sue determinanti sono invece esclusivamente di carattere monetario, e la partita che si gioca tra l’autorità monetaria e gli investitori rilevanti ha ad oggetto il tasso d’interesse monetario.
Nel capitolo XIII Keynes analizza i moventi della preferenza per la liquidità, individuando nel movente speculativo la componente essenziale per costruire una relazione inversa tra la domanda di moneta e il tasso dell’interesse. In essa riveste particolare importanza il ruolo dell’incertezza circa il futuro del tasso d’interesse, in conseguenza della quale sorge il desiderio da parte di alcuni soggetti di conseguire profitti speculativi sull’andamento del prezzo dei titoli. L’analisi svolta in quel contesto presenta tuttavia il limite di ipotizzare aspettative anelastiche rispetto alle variazioni del tasso d’interesse. La relazione funzionale inversa della domanda di moneta con il tasso d’interesse scaturisce invece a livello macroeconomico, allorché si ipotizzino opinioni differenti degli operatori circa il loro tasso “critico”. Nel momento in cui le aspettative degli operatori, per un certo livello del tasso d’interesse, fossero unanimi, la politica monetaria non avrebbe nessuna efficacia nella manovra del tasso d’interesse, perché troverebbe tutto il mercato disposto ad assorbire la quantità di moneta immessa nel sistema. Le condizioni perché le operazioni di mercato aperto condotte dall’autorità monetaria abbiano effetto sul tasso dell’interesse sono allora che le aspettative degli operatori siano da un lato differenziate, dall’altro anelastiche. Questi sono gli argomenti oggetto del secondo capitolo del presente lavoro.
L’insoddisfazione per l’anelasticità delle aspettative nella teoria keynesiana sta alla base della teoria delle scelte di portafoglio di Tobin. Essa, avendo la possibilità di influenzare le aspettative, può manifestare la sua efficacia anche nel caso in cui tali aspettative siano unanimi.
Questa impostazione pone però nuovi problemi: il tasso d’interesse, e con esso la domanda di moneta, dipende dalla politica monetaria corrente e dalle aspettative sulla politica monetaria futura. È questa la sostanza del mutamento di prospettiva di cui tratterò nel quarto capitolo. Il quinto capitolo di questa tesi cerca di presentare una delle possibili risposte a questa domanda: quella di Hicks (1946), secondo la quale le aspettative rilevanti riguardano i tassi d’interesse a breve termine, in base all’idea che il tasso a lunga è in realtà una media dei tassi a breve. La trattazione includerà anche la teoria della domanda di moneta di Hicks, secondo cui essa dipende dal tasso d’interesse e dal volume della spesa pianificata in futuro in termini monetari, in relazione anche alla fiducia con cui si prevede che il piano di spesa sia corretto, ed il tentativo hicksiano di conciliazione tra la teoria della preferenza per la liquidità e quella dei fondi prestabili.
Per Kahn quindi, chi è in grado di influenzare il tasso a lungo termine non sono le aspettative sui tassi a breve, ma quelle sul tasso a lungo termine ad influenzare le quali è orientata la politica bancaria. Da un lato è vero che i due tassi si muovono insieme, l’aumento del tasso a breve ingenerando aspettative su un tasso a breve elevato anche in futuro, che a sua volta fa rivedere le aspettative anche sul tasso a lunga. Però il nesso causale è invertito: non si è modificato il tasso a lungo termine in quanto sono variate le aspettative sul tasso a breve; bensì, in conseguenza di una variazione del tasso a breve sono variate le aspettative sul tasso a lungo termine. Kahn ribalta la prospettiva di Hicks: i termini rilevanti non sono il tasso a lunga e le aspettative sui tassi a breve, ma le aspettative sul tasso a lungo termine e il comportamento dell’autorità monetaria.
L’altro aspetto fondamentale del contributo di Kahn è costituito dalla sua analisi della compenetrazione tra i moventi precauzionale e speculativo della domanda di moneta, che ne rendono difficile una rappresentazione in termini funzionali. La domanda di moneta è il risultato della loro complessa interazione.

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Introduzione. L’obiettivo di questo lavoro è quello di mettere a confronto due prospet- tive attraverso cui guardare al fenomeno dell’interesse monetario, a partire da come esso viene analizzato da Keynes da un lato nel capitolo XIII, dall’altro nel capitolo XV della Teoria Generale. Sullo sfondo dell’analisi di Keynes c’è naturalmente la teoria della domanda di moneta dominante in quel periodo: si è avvertita perciò la necessità di dedicare ad essa il primo capitolo di questa tesi. La teoria “classica” 1 del saggio dell’interesse sarà presentata in due versioni: una per così dire “semplice”, nella quale il tasso d’interesse è il prezzo che equilibra la domanda e l’offerta di prestiti; in es- sa il fenomeno dell’interesse non può essere altro che un fenomeno reale. L’altra versione più elaborata è quella che introduce un mercato per la ri- vendita dei titoli e mostra come le variazioni della quantità di moneta fanno sentire i loro effetti attraverso il mercato finanziario, mediante l’operato dell’intermediazione bancaria. In questo contesto si tiene conto anche degli aspetti monetari del saggio dell’interesse, anche se resta il fatto che sono prevalentemente le forze reali a determinarlo. Le componenti monetarie hanno un ruolo, da un lato, per l’opera del sistema bancario nel modello, che interviene nel processo reale di trasferimento delle risorse dalla produ- zione dei beni di consumo alla produzione dei beni capitali; dall’altro per la presenza di fenomeni di tesoreggiamento e di detesoreggiamento. La posizione di Keynes sul tasso d’interesse è che le sue determinanti sono invece esclusivamente di carattere monetario, e la partita che si gioca 1 Nel senso di Keynes.

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Parole chiave

interesse monetario
politica monetaria
preferenza per la liquidità
tassi di interesse
economia politica
john maynard keynes
richard kahn

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