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Dalla Gazzetta degli Studenti al Preludio: la giovinezza di Arcangelo Ghisleri

Informazioni tesi

  Autore: Dario Gambino
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Romano Paolo Coppini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 240

Il presente lavoro è basato su documenti originali e ricostruisce le attività ed il pensiero di Arcangelo Ghisleri, Leonida Bissolati e Filippo Turati, tre protagonisti delle vicende socialiste e repubblicane del XIX secolo. Il periodo storico di riferimento va dal 1870 al 1885; in questo ambito, oltre che narrare le vicende private, vengono esposte le attività di collaborazione con i quotidiani dell'epoca ed i contatti con intellettuali italiani quali Giosuè Carducci, Francesco De Sanctis e Roberto Ardigò, nonché coi circoli della scapigliatura letteraria e politica milanese. In appendice è presente la trascrizione di alcune missive originali.

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Introduzione Introduzione Nato in ambiente culturale decisamente povero, aiutato nella sua formazione da po- chi intellettuali della cerchia cremonese e dalla sua passione per le letture storiche e letterarie, Ghisleri rivolse lo sguardo fin dai primi anni dell’adolescenza alle cose politiche. Accortosi della caduta morale che caratterizzava gli uomini ai vertici del- la cosa pubblica, della perdita delle grandi visioni d’insieme, comprese come fosse necessario recitare, da parte di coloro che erano animati da alti valori e principi, una parte di primo piano sul palcoscenico nazionale. Dette a questo intervento dei connotati ben precisi. Guardò in primo luogo alla creazione di un legame, un vinco- lo che unisse la sua generazione. Ricongiungendosi al filone culturale del “giovani- lismo”, intese saldarsi con i propri coetanei al fine di presentare una alternativa po- litica allo scenario italiano degli anni settanta. Per Ghisleri, solo i giovani, in quan- to corpo che non aveva partecipato alle malversazioni, ai compromessi politici, ai cedimenti morali, potevano indicare, senza essere accusati di opportunismo, la nuova via grazie alla quale rigenerare la Nazione. Questa corrente “rivoluzionaria” aveva il merito e il dovere di essere il nucleo originario attorno al quale si doveva costruire un nuovo edificio sociale. Il termine “rivoluzionario” deve essere tuttavia interpretato, in questo caso, in una particolare accezione. Ghisleri ed i suoi collabo- ratori, infatti, proposero un’alternativa politica che si riconnetteva al pensiero del “progressismo” conservatore, credettero che l’unica strada da battere fosse il rifor- mismo, una politica di lento assestamento delle leggi appena immesse nel circuito normativo. Ciò non toglie che la piattaforma programmatica ch’essi indicavano fosse “rivoluzionaria” nella misura in cui proponeva di arrivare a tali miglioramenti avendo come necessario interlocutore una gioventù istruita, avvezza al libero esa- me, dubitosa e indipendente negli apprezzamenti. Un “corpo” che era tanto più im- portante per l’Italia, in quanto non aveva interessi da difendere. Ghisleri dispiegò una notevole attività di propaganda per raggiungere il fine che si era proposto. Ogni qualvolta si presentasse l’occasione ricordava ai suoi coetanei quanto di “autentico” e di “rivoluzionario” albergasse in ciascun giovane, quanto la sua generazione fosse necessaria al rinnovamento nazionale. A questi elementi, che contribuiscono ad inquadrare la battaglia ghisleriana della prima giovinezza, vanno aggiunti due importanti fattori: da una parte il positivi- smo, che in quegli anni si affermava in maniera crescente nel panorama italiano,

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arcangelo ghisleri
filippo turati
francesco de sanctis
giosuè carducci
leonida bissolati
scapigliatura

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