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Il governo della moneta nell'ordinamento comunitario

Il presente lavoro si propone l'obiettivo di far emergere il ruolo che l'introduzione della moneta unica ha nella Comunità Europea.
La struttura di questa tesi è composta da sei capitoli.
Nel primo capitolo sono state ripercorse le fasi che dal Trattato di Roma hanno portato all'adozione del Trattato di Maastricht.
Nel secondo capitolo sono stati affrontati i problemi tecnici relativi all'introduzione della nuova moneta quali l'emissione delle banconote e monete metalliche, i metodi di conversione, le regole di arrotondamento, nonché, quelli che riguardano l'adeguamento del diritto interno alla normativa comunitaria.
Nel terzo capitolo attraverso un'analisi giuridico-economica si è ricostruita la funzione che la moneta ha svolto nel passaggio storico dallo Stato liberale (strumento neutrale poiché agganciato all'oro) allo Stato sociale (strumento di intervento dello Stato nell'economia). In particolare, attraverso un'analisi di quelli che sono i principi ispiratori della Comunità quali la stabilità, la libertà economica, la libertà degli scambi si è posto in rilievo il diverso ruolo svolto dalla moneta: non più strumento di intervento dello Stato nell'economia e, quindi, di supremazia del fatto giuridico su quello economico, ma progressivo affrancamento dello stesso dal potere politico attraverso la creazione di un organismo sovranazionale (La Banca Centrale Europea) dotato di autorità ed indipendenza che garantisse il rispetto del generale principio di libertà economica che sta alla base del disegno europeo di moneta.
Nel quarto capitolo dopo un'analisi di quelle che sono la nature e le strutture della Banca Centrale Europea sono state poste in evidenza le sue funzioni di tutela della stabilità monetaria.
Il quinto e sesto capitolo, infine, cercano di analizzare le ragioni a favore dell'introduzione della nuova moneta nonché di porre alcuni interrogativi sui rischi che la sua introduzione può generare in un mercato, come quello europeo, caratterizzato da numerose divergenze.

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Introduzione 1. Aspetti teorici e funzioni della moneta. L'insieme di studi che hanno affrontato le tematiche della moneta, evidenziano le difficoltà a fornire una definizione unitaria alla varietà d'accezioni e significati del denaro. Già Karl Marx nella sua opera Critica della economia politica citando un'osservazione di Gladstone, il quale, in un dibattito parlamentare sulle leggi bancarie di Robert Peel del 1844-45, notava che «neppure l'amore ha fatto ammattire tanti uomini quanto lo scervellarsi sulla natura del denaro». 1 Di solito gli economisti riconoscono al denaro le seguenti funzioni: mezzo di scambio, numerario e riserva di valore. Per quanto riguarda il primo aspetto quando si acquista un oggetto o si incassa il compenso per un lavoro, si pagano le tasse o si acquista il biglietto dell'autobus ha luogo uno scambio. In cambio dell'oggetto desiderato o delle fatiche e dell'impegno nel lavoro o dei servizi dello Stato si dà e si riceve denaro. La moneta è dunque un mezzo di scambio. 1 K. Marx, Zur Kritik der Politischen Ökonomie, in Marx-Engels Werke, Bd. 13, pag. 49 (citato da B. Inzitari, La moneta, in Tratt. Dir. Comm. Dir. Pubb. Ec. diretto da F. Galgano, vol.VI, pagg. 3,4).

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Francesco Pace Contatta »

Composta da 225 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1528 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.