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Analisi del fenomeno ''microcredito'': il caso Grameen Bank

Il Bangladesh è uno dei paesi più poveri al mondo. Situato a est dell’India, si affaccia sul Golfo del Bengala, confina a Est con la Birmania per un piccolo tratto e per il resto è completamente circondato dal territorio indiano. Poiché la posizione geografica di questo stato corrisponde alla bassa valle del Brahmaputra e a gran parte del delta comune con il Gange esso è un paese soggetto a catastrofi naturali quali inondazioni, nubifragi, cicloni, entrambi causati spesso dai monsoni, carestie, che ogni volta che si verificano producono centinaia di migliaia di morti, e impoveriscono ulteriormente i sopravvissuti, distruggendo i loro pochi beni., ma le piaghe più gravi di questo paese sono la malnutrizione e la povertà strutturale. Nonostante un ammontare complessivo di trenta miliardi di dollari di aiuti internazionali, ricevuti dal momento della sua indipendenza, il Bangladesh non è ancora riuscito a intraprendere un cammino di sviluppo economico che gli consenta di uscire dal gravissimo stato di indigenza in cui si trova. Il 40 per cento della popolazione non riesce a soddisfare i bisogni alimentari minimi giornalieri, la malnutrizione fa si che peso e statura si mantengano sotto la media. Le donne in questo paese vivono meno degli uomini. Un’altra “malattia” gravissima di questo paese è l’analfabetismo che raggiunge il 90 per cento della popolazione. La densità di popolazione è molto elevata: 830 persone per chilometro quadrato. Molte persone vivono sulla strada in condizioni igieniche inesistenti e prive di riparo. L’economia del paese è prevalentemente agricola, l’alta produzione di riso e allevamento di bovini però non sono in grado di assicurarne l’autosufficienza alimentare. L’unica risorsa di dimensioni significative e che procura la metà della valuta estera di cui dispone questo paese, è la coltivazione della iuta, una fibra tessile usata soprattutto negli imballaggi, e l’attività industriale più significativa è appunto quella che si occupa della lavorazione e trasformazione di questa fibra. Il Bangladesh è infatti il terzo produttore di iuta al mondo.

Il Bangladesh nasce come stato indipendente il 16 Dicembre del 1971, anno in cui riesce ad ottenere l’indipendenza dal Pakistan le cui forze di occupazione assediarono l’attuale Bangladesh per nove mesi.
La struttura economica, già precaria, risultò ulteriormente danneggiata dalle perdite umane e materiali dovute al conflitto. A ciò si aggiungeva un sistema politico fragile il cui governo stentava a ristabilire l’ordine ed avviare la ricostruzione. Gli aiuti ricevuti dai paesi occidentali e dalle agenzie internazionali, sotto forma di aiuti finanziari ed assistenza tecnica, non raggiunsero gli obiettivi di fornire infrastrutture socio economiche tali da permettere al paese un “decollo”, dell’attività economica tale da sollevare le condizioni di vita delle grandi masse di popolazione sotto la soglia della povertà. I problemi della fame e della disoccupazione furono resi ancora più acuti, nel corso degli anni settanta, dalla forte crescita demografica, dal declino della produzione alimentare e dall’incapacità del settore industriale, corrotto e mal gestito, di impiegare la forza lavoro disponibile. A tutto questo si aggiungevano alcuni importanti fattori come la concentrazione della terra in poche mani e, in virtù di questo, l’impossibilità per i molti senza terra di migliorare il proprio status. La maggioranza della forza lavoro occupata era in realtà sottoccupata o, altrimenti, occupata solo per brevi periodi all’anno. I salari, dato lo stato dei settori produttivi erano troppo bassi.

Le attività rurali non agricole, fortemente limitate dalla rigidità della domanda, dovuta al ristagno della produttività e del reddito nell’agricoltura, non riuscirono ad assorbire la forza lavoro in eccesso, e l’inadeguatezza delle infrastrutture avrebbe consentito una produzione solo per il consumo locale. A metà del 1974 una violenta inondazione colpì quasi tutto il paese, alla quale fece seguito una carestia che provocò la morte di centinaia di migliaia di persone. Gli aiuti governativi che seguirono mancarono completamente di raggiungere i più poveri e bisognosi. Addirittura il Bangladesh venne “dimenticato” dai paesi industrializzati, primo fra tutti gli Stati Uniti, per quel che riguardava gli aiuti internazionali ai paesi del Terzo Mondo. Le condizioni del Paese peggioravano di anno in anno, aggravate da una corruzione endemica e dalla sovrappopolazione e dalla povertà dilagante. Questo era il contesto in cui si inserì il progetto della Banca Grameen, proprio a metà degli anni settanta.

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5 Capitolo 1 LE ORIGINI 1.1 Il villaggio di Jobra. Il villaggio di Jobra è il luogo dove è avvenuto il primo esperimento di microcredito ad opera del Professor Muhammad Yunus . E’ un villaggio che si trova nelle vicinanze dell’università di Chittagong dove il prof. Yunus era tornato ad insegnare nel 1972 dopo averlo fatto negli Stati Uniti per circa un decennio. Da una breve analisi della situazione di quel villaggio egli dedusse che la povertà dei suoi abitanti non era dovuta all’incapacità di svolgere un lavoro, o alla mancanza di abilità o di iniziative. Nel villaggio molta gente, soprattutto donne erano impegnate in piccole attività artigianali, quali la produzione di cesti di vimini, la produzione di sgabelli di bambù. Uno dei problemi che emerse immediatamente, che si può considerare anche una delle principali cause dello stato di povertà della gente di quel villaggio era il fatto che le donne per comprare materiale da lavorare erano costrette a prendere a prestito del denaro a tassi da usura che in alcuni casi raggiungevano il 10 per cento giornaliero. Il margine di guadagno che rimaneva a loro era talmente misero che a stento riuscivano a comprarsi il quantitativo minimo indispensabile di cibo per non morire di fame. Per comprare medicine molti poveri erano costretti a contrarre debito e tante volte

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Marco Vernice Contatta »

Composta da 157 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.