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Polibio e la Costituzione mista romana

La costituzione romana repubblicana è stata definita dallo storico greco Polibio come il migliore e più illustre esempio di costituzione mista, grazie all’armonia ed all’equilibrio intercorrenti fra i tre organi depositari del potere, ovvero il senato, i consoli ed i comizi.
Nell’introduzione vengono brevemente analizzati i modelli tipologici di costituzione mista che si succedettero nell’elaborazione dei pensatori greci, fra cui Platone ed Aristotele.
Il primo capitolo è dedicato all’analisi dell’opera principale di Polibio, le Historiae, dello stile e del fine per il quale sono state scritte. Nel sesto libro di quest’opera Polibio affronta il tema costituzionale delle sei forme di governo possibili: tre cosiddette buone (monarchia, aristocrazia e democrazia) e tre derivanti dalla degenerazione delle prime (tirannide, oligarchia ed oclocrazia). L’andamento storico di queste forme rappresenta la teoria dell’anaciclosi, la quale è strettamente collegata all’idea di costituzione mista, settima forma possibile di governo nonché sintesi degli elementi positivi delle altre forme.
Nel secondo capitolo sono esaminate le caratteristiche ed i poteri formali assegnati ai tre organi costituzionali romani. Aderendo all’opinione che la costituzione romana sia materiale, viene criticata la definizione di questa costituzione come puramente mista; emergono infatti controlli ed influenze penetranti attuati a più livelli da parte dell’aristocrazia senatoria, il che porta a definire il senato come il vero organo supremo del potere esecutivo.
Infine nelle conclusioni viene ribadita la dinamicità e la materialità della costituzione romana, fondata sull’istituzionalizzazione della tutela degli interessi oligarchici. Solo desumendo i concetti di costituzione, di ordinamento e di democrazia dalla realtà sociale, e non riferendosi unicamente alle istituzioni, emerge inoltre come il monopolio politico, economico, militare e religioso della classe aristocratica comportò un’assenza di reale democrazia all’interno della repubblica romana.

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5 INTRODUZIONE L EVOLUZIONE STORICA DELLA TEORIA DELLA COSTITUZIONE MISTA La teoria della costituzione mista nacque in Grecia nel IV secolo a.C. da esponenti del pensiero aristocratico moderato e si present fin dall inizio come modello di costituzione ideale, collegata al passato mitico delle costituzioni degli antenati, come la Sparta di Licurgo, la quale non a caso ricompare in modo costante come esempio di costituzione mista eccellente in quasi tutti gli autori classici. Tutto ci si giustifica con il netto rifiuto dei radicalismi e dell instabilit politica che emerse in Grecia proprio nell epoca del crollo definitivo delle polis, a favore di una moderazione sia sociale che politica, la quale potesse garantire stabilit ed ordine. Esaminando le fonti storiche a noi giunte possiamo tentare di definire sinteticamente il processo di elaborazione della teoria della costituzione mista in Grecia, attraverso una serie di fasi successive a cui corrispondono determinati modelli tipologici 1 : 1. modello di Tucidide: ξύγκρασις come equilibrio di tendenze politiche divergenti. Nelle Storie emerge un giudizio positivo sul regime di Teramene in Atene, poichØ le due tendenze politiche divergenti, l oligarchica e la popolare, si contrappongono in modo 1 C. CARSANA, La teoria della Costituzione mista nell et imperiale romana, Ed. Novecento, 1990, pag. 8.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Michela Luciani Contatta »

Composta da 139 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.