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Sottosviluppo, indebitamento e strategie di sviluppo: Bangladesh, Tanzania e il ruolo della piccola e media impresa

In questo lavoro si cerca di comprendere e presentare la realtà dei paesi in via di sviluppo (Pvs) ed in particolare alcuni dei numerosi tentativi che sono stati messi in atto dagli anni ottanta fino ad ora per cambiare e migliorare la situazione interna e aiutarli nella loro via verso lo sviluppo.
Nella prima parte si darà un’idea generale delle dimensioni del problema.
Il primo capitolo, analizza il concetto di sviluppo e sottosviluppo e alcune delle diverse interpretazioni che sono state date sulle possibili cause di questo fenomeno, che risulta essere strettamente correlato con il problema del debito estero per i paesi in via di sviluppo. Viene, quindi, esposto il processo che ha portato al progressivo indebitamento di questi paesi, cercando di sottolineare le ragioni che ne hanno determinato la nascita, la crescita e il progressivo peggioramento. Infine, si presenta la situazione attuale per quei paesi che definiamo in via di sviluppo, evidenziando in particolare modo la struttura industriale interna e il loro grado di indebitamento con alcuni dati e statistiche fornite dalla Banca Mondiale e delle Nazioni Unite.
Nel secondo capitolo viene fatta una panoramica di tutte le diverse soluzioni e proposte, ideate e messe in atto, per risollevare questi paesi dal peso del debito, da quando negli anni 80 si è cominciato a considerare il problema del debito estero non più un fenomeno localizzato e temporaneo, bensì di portata mondiale. Si è scelto di presentare in modo più approfondito le politiche indirizzate alla risoluzione del problema del debito, perché fondamentali per un qualsiasi progetto di sviluppo, e per la forte influenza che esse esercitano sulla performance economica dei Pvs.
Nella seconda parte del lavoro si cerca di presentare in maniera più approfondita una possibile via allo sviluppo di questi paesi: la piccola impresa
Si parte, nel terzo capitolo, da una presentazione generale del fenomeno della piccola impresa nei Pvs, analizzandone la distribuzione e le caratteristiche generali di base nelle tre regioni più povere del mondo; Africa, Asia del Sud e America Latina.
Si passa in seguito ad una presentazione più approfondita del fenomeno in due realtà concrete: Bangladesh e Tanzania. Sono stati scelti due paesi, all’interno del gruppo preso in esame, per vedere nello specifico la struttura industriale, il tipo di produzione, la storia dell’economia per capire il tipo di realtà in cui i diversi interventi di sostegno sono stati messi in atto (quarto capitolo).
Nel quinto e ultimo capitolo, infine si mettono a confronto le due realtà per alcuni punti rilevanti in questo contesto. Si cerca di mettere in evidenza come effettivamente, se la piccola impresa è una via allo sviluppo dei Pvs, si può contribuire alla sua espansione e diffusione.
Nei paesi dove lo sviluppo viene, in qualche modo frenato dal problema del debito, la piccola impresa può essere una via per arrivare alla soluzione del problema? E cosa si può fare per incentivarne e sostenerne lo sviluppo?
Queste sono le domande alla base di questo lavoro; un’analisi delle realtà caratterizzate dal sottosviluppo e dal peso del debito all’interno delle quali la piccola impresa gioca un ruolo importante. Come approfondiremo essa permette una riduzione della povertà, maggiori opportunità di occupazione e una migliore distribuzione di reddito e una partecipazione attiva e diretta delle singole persone. (permettere una riduzione della povertà, una migliore distribuzione della ricchezza e una reale autocoscienza e autodeterminazione degli abitanti).

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INTRODUZIONE Nel mondo odierno, definito “globalizzato” dalla stampa quotidiana e dagli scritti critici di numerosi studiosi, è importante osservare come in realtà esistano delle enormi e forse incolmabili disparità fra paesi, popoli e zone diverse. Se attraverso internet si è riusciti a mettere in rete le conoscenze, raggiungendo ogni punto del globo terreste, di certo non si è riusciti a fare altrettanto con i beni e le libertà, necessari a chiunque per vivere dignitosamente: cibo, casa, igiene, cure mediche, lavoro, speranza di vita, istruzione, libertà di scelta, consapevolezza dei propri diritti. Nel mondo migliaia di persone vivono in condizioni inaccettabili e senza avere alcuna speranza di un mutamento futuro. Dei 4,6 miliardi di persone nei paesi in via di sviluppo, più di 850 milioni sono analfabete, quasi un miliardo non può accedere a fonti di acqua pulita e 2,4 miliardi non possono accedere alle infrastrutture sanitarie di base; un miliardo e 200 mila persone vivono sotto la soglia della povertà con meno di 1 dollaro al giorno (1€ o poco più), 11 milioni di bambini con meno di cinque anni muore ogni anno, più di 113 milioni di bambini nel mondo non vanno a scuola, 250 milioni di ragazzi, di età compresa tra i 5 e i 12 anni, vengono sfruttati come schiavi per lavori faticosi ed insalubri (UNDP, 2000). Il debito estero per i paesi in via di sviluppo ha raggiunto i livelli esorbitanti di 2,527.5 miliardi di dollari. Mentre il 15% più ricco della popolazione mondiale ha un PNL pro capite medio di 27,510$ all’anno, il 40 % più povero e altamente indebitato ha una media di 420 $ all’anno (World Development Report 2002). Sono solo alcuni dati, che descrivono in maniera parziale la situazione mondiale attuale, ma che devono far riflettere per riuscire a cogliere il loro pieno significato. Dietro ogni dato, infatti, ci sono persone in carne ed ossa che come noi, tutti i giorni, hanno bisogno di mangiare e dormire di lavorare e sognare qualcosa di meglio di quello che la vita offre loro adesso; persone che, spesso, la povertà rende invisibili. Le analisi e le statistiche, che verranno proposte in seguito, sono solo dei modi per semplificare la realtà e renderla a noi e per noi conoscibile, comprensibile e confrontabile.

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Paola Merci Contatta »

Composta da 169 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6159 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.