Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

L'interpretazione delle catastrofi: le Twin Towers e il grattacielo Pirelli

In questo lavoro ho studiato i processi di comprensione degli eventi dell'11 settembre e, in subordine, quelli del grattacielo Pirelli del 18 aprile 2002. In particolare ho esaminato attraverso quali schemi e processi abbiamo attribuito significato agli attentati. Inoltre ho studiato il rapporto fra gli eventi dell'11 settembre e il cinema catastrofico, per capire come mai, di fronte alle immagini degli attentati, molti di noi hanno istintivamente associato ciò che vedevano a certi film catastrofici hollywoodiani.

Mostra/Nascondi contenuto.
Introduzione […] L’11 settembre ero a casa, completamente solo come non mi capita quasi mai. Moglie e bambini erano rimasti al mare. Chiuso nel mio studio, con i telefoni staccati, lavoravo con l’acqua alla gola a una traduzione per un festival teatrale: ero in ritardo sulla consegna e gli attori stavano per andare in prova. Traducevo un nuovo dramma russo: Dostoevskij trip, di Vladimir Sorokin. In questo testo inquietante e fuori dal comune, la letteratura è una droga illegale e mortalmente pericolosa. Quando si alza il sipario, sette giovani uomini e donne, tutti tossicomani di letteratura, stanno aspettando il pusher. Ognuno ha la sua droga preferita: chi Dickens, chi Nabokov, chi Thackeray, e così via. Il pusher arriva, e propone una droga sperimentale appena sintetizzata dai suoi laboratori: Dostoevskij. I sette accettano di provarla, bevono il preparato, e cadono dentro a un grande romanzo di Dostoevskij: L’idiota. Ciascuno secondo le coordinate della sua storia personale, diventano personaggi del romanzo e ne rivivono, progressivamente trasfigurandola, una delle scene chiave. […] Insomma. Per rispettare la scadenza, lavoro senza interruzioni dalle prime luci fino alle cinque, cinque e mezzo del pomeriggio (che a New York sono le undici, undici e mezzo del mattino). Poi, troppo stanco e affamato per continuare, salto in macchina e vado a farmi un panino e una birra. Sfinito e con la testa vuota, mi siedo a un tavolo di questo baretto semideserto, e aspettando il panino butto distrattamente l’occhio sulla Tv. Sullo schermo muto passa un aereo, si schianta contro una delle Twin Towers e svanisce in una nube di fuoco. Un po’ seccato (non mi piacciono i film catastrofici) chiedo alla barista di farmi vedere il telegiornale. E lei, stupita, posandomi il vassoio con birra e panino mi ribatte: “Ma guardi che è questo il telegiornale”. E alza il volume. A bocca piena e occhi sgranati, con una gran confusione in testa, guardo, ascolto e vengo a sapere. Il mio primo pensiero è: “In quale storia stiamo cadendo?”. Tratto da “Con gli occhi di un occidentale”, di Roberto Buffagni, drammaturgo.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo

Autore: Stefano Zoja Contatta »

Composta da 85 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1730 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.