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Le celle a combustibile: analisi tecnico-economica

La cella a combustibile è un dispositivo elettrochimico utilizzato per convertire direttamente l'energia chimica in energia elettrica. Diversamente dagli altri sistemi per la conversione dell'energia, non è soggetta a pesanti riduzioni nel rendimento ideale, e pertanto può ottenere prestazioni, almeno in teoria, molto elevate. Un altro noto vantaggio delle celle a combustibile è la quasi totale mancanza di emissioni nocive. Infatti, qualsiasi siano i combustibili e i comburenti primari, alla fine, gli elementi che vanno a reagire all'interno della cella sono quasi completamente l'idrogeno e l'ossigeno, e il prodotto della reazione è acqua pura. L'elemento che permette ai reagenti di venire a contatto viene chiamato elettrolita; poiché sono stati utilizzati diversi tipi di elettrolita in diversi progetti di celle, queste ultime vengono classificate a seconda del tipo di elettrolita utilizzato. Tutte avranno delle caratteristiche generali in comune, ma la suddivisione è tuttavia necessaria poiché ogni cella possiede delle particolarità che influenzano prestazioni, funzionamento ed applicazioni della cella stessa. Ciò che è strano, riguardo a questa tecnologia, è il fatto che, malgrado abbia indubitabili vantaggi, non si sia ancora adeguatamente sviluppata; infatti, la prima cella a combustibile di cui si ha notizia è datata 1839, cioè più di 150 anni fa, e non si spiega, quindi, perché questo sistema sia stato quasi sempre relegato a studi da laboratorio. L'obiettivo principale di questo elaborato è capire i motivi, tecnici e/o economici, che impediscono un ingresso nel mercato di tale tipo di tecnologia.

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3 SOMMARIO La cella a combustibile è un dispositivo elettrochimico utilizzato per convertire direttamente l’energia chimica in energia elettrica. Diversamente dagli altri sistemi per la conversione dell’energia, non è soggetta a pesanti riduzioni nel rendimento ideale, e pertanto può ottenere prestazioni, almeno in teoria, molto elevate. Un altro noto vantaggio delle celle a combustibile è la quasi totale mancanza di emissioni nocive. Infatti, qualsiasi siano i combustibili e i comburenti primari, alla fine, gli elementi che vanno a reagire all’interno della cella sono quasi completamente l’idrogeno e l’ossigeno, e il prodotto della reazione è acqua pura. L’elemento che permette ai reagenti di venire a contatto viene chiamato elettrolita ; poiché sono stati utilizzati diversi tipi di elettrolita in diversi progetti di celle, queste ultime vengono classificate a seconda del tipo di elettrolita utilizzato. Tutte avranno delle caratteristiche generali in comune, ma la suddivisione è tuttavia necessaria poiché ogni cella possiede delle particolarità che influenzano prestazioni, funzionamento ed applicazioni della cella stessa. Ciò che è strano, riguardo a questa tecnologia, è il fatto che, malgrado abbia indubitabili vantaggi, non si sia ancora adeguatamente sviluppata ; infatti, la prima cella a combustibile di cui si ha notizia è datata 1839, cioè più di 150 anni fa, e non si spiega, quindi, perché questo sistema sia stato quasi sempre relegato a studi da laboratorio. L’obiettivo principale di questo elaborato è capire i motivi, tecnici e/o economici, che impediscono un ingresso nel mercato di tale tipo di tecnologia.

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Alberto Barbero Contatta »

Composta da 155 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3351 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.