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Il dibattito recente sulle conseguenze della commissione di crimini internazionali di Stati

Il lavoro è stato redatto allo scopo di fornire una visione di insieme sul dibattito recente attorno alla nozione di crimini internazionali di Stati e alle conseguenze ad essi collegate. Tale controversia è nata circa 20 anni fa con l’inserimento del concetto di crimine internazionale nel Progetto di articoli sulla responsabilità internazionale degli Stati in elaborazione alla Commissione per la codificazione e lo sviluppo progressivo del Diritto Internazionale presso le Nazioni Unite. Il Capitolo I è dedicato ad un breve excursus storico sulle fasi del processo di codificazione del Progetto di articoli sulla responsabilità degli Stati. Sicuramente la distinzione tra le categorie di illeciti, introdotta con l’art. 19 nella Prima Parte di tale Progetto, è l’elemento più criticato e controverso dell’intero documento per tutta una serie di ragioni. Prima fra tutte l’esistenza o meno di tale distinzione nel diritto internazionale vigente, per l’idoneità della definizione di crimine data nel Progetto, per la terminologia facilmente soggetta ad equivoci “penalistici” (questioni trattate nel Capitolo II) ed infine per una serie di lacune nelle procedure di accertamento (questione discussa nel Capitolo III) e nel sistema di contromisure (cui è dedicato il Capitolo VII), lasciate alla valutazione soggettiva degli Stati individualmente considerati senza alcun collegamento con le istituzioni della comunità internazionale organizzata.
L’attuale regime creato dal Progetto collega alla commissione di crimini internazionali una serie di conseguenze piuttosto limitate e, per la maggior parte, non esclusive che pare rappresentare una posizione di compromesso che fallisce nel raggiungere l’obiettivo prefissato dalla ILC nel 1976: elaborare un regime specifico e distinto per i crimini internazionali. Sulla nozione di Stato leso nel caso di crimini internazionali e sulle conseguenze specifiche ad essi collegate, nonchè ai relativi dibattiti dottrinali vengono dedicati rispettivamente il Capitolo IV e i Capitoli V e VI. Vengono inoltre riportate le proposte di modifica inoltrate alla ILC in relazione all’art. 40, sulla nozione di Stato leso, e agli artt. 51-53, sulle conseguenze specifiche dei crimini internazionali.
L’ultimo Capitolo (VIII) riporta le modifiche apportate durante l’ultima sessione della ILC. I riferimenti ai crimini internazionali sono stati rimossi dal Progetto, ma alcune conseguenze specifiche sono state mantenute in relazione a violazioni gravi di obblighi essenziali dovuti verso l’intera comunità internazionale. In seconda lettura vede la luce un Progetto che mira sostanzialmente a codificare quanto già esiste nel panorama del diritto internazionale abbandonando i tentativi di sviluppo progressivo dello stesso. Il nuovo testo riprende in ampia misura le proposte del Relatore Speciale Crawford, esposte nei suo tre Rapporti. Tutto ciò non sta a significare che la categoria dei crimini internazionali non è valida, ma che potrà essere utilizzabile a fini di codificazione solo quando la prassi, la dottrina e le pronunce giudiziali ne definiranno meglio il contenuto e le implicazioni. Nel momento in cui queste condizioni si realizzeranno, sarà possibile per la ILC trovare la giusta collocazione del concetto in questione in un apposito progetto per un codice dei crimini internazionali degli Stati.

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4 PREMESSA Il presente lavoro è stato redatto allo scopo di fornire una visione di insieme sul dibattito recente attorno alla nozione di crimini internazionali di Stati e alle conseguenze ad essi collegate. Tale controversia è nata circa 20 anni fa con l’inserimento del concetto di crimine internazionale nel Progetto di articoli sulla responsabilità internazionale degli Stati in elaborazione alla Commissione per la codificazione e lo sviluppo progressivo del Diritto Internazionale presso le Nazioni Unite. Lo svolgimento del dibattito sui crimini internazionali si protrae a tutt’oggi, quindi non è risultato facile reperire le diverse posizioni in materia a causa dell’esigua documentazione finora in stampa. E’ stato necessario reperire la documentazione, non sempre disponibile in carta, tramite il ricorso a mezzi telematici e di rete, facendo riferimento esclusivamente a siti ufficiali quali quello delle Nazioni Unite 1 , dell’Università di Cambridge e di altri atenei italiani. Il materiale disponibile al pubblico è risultato comunque inferiore a quello presente negli archivi, ma purtroppo non consultabile. A tutti coloro che hanno contribuito va il mio più sentito ringraziamento. 1 Cfr. bibliografia.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Silvia Nicolini Contatta »

Composta da 101 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2497 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.