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Soluzioni impiantistiche per l'impiego energetico di biomasse: aspetti tecnici, economici, logistici

La disponibilità di energia condiziona il progresso economico e sociale di una nazione, ma il modo con cui l’energia viene resa disponibile può condizionare negativamente l’ecosistema e quindi la qualità della vita.
In Italia sono disponibili oltre 17 milioni di tonnellate di biomassa, il 90% dei quali è costituito da residui agricoli e forestali (in misura uguale). La piena utilizzazione della biomassa disponibile consentirebbe di installare una potenza elettrica complessiva pari a circa 2.300 MW, cioè il 5% del totale nazionale.
L’energia chimica della biomassa può essere convertita direttamente in energia termica tramite combustione, o trasferita, mediante opportuni processi, a un vasto numero di vettori energetici solidi, liquidi o gassosi. Alcuni di essi, previo trattamento, possono essere agevolmente stoccati, conservati e utilizzati in un secondo tempo come carburanti; altri devono essere preferibilmente utilizzati subito e convertiti in energia termica, meccanica o elettrica.
I due impianti che vengono presi in esame sono quelli che attualmente hanno il più alto grado di maturità tecnologica ed al contempo i minori costi di investimento per capacità tra i 5 e gli 80 MW. Di conseguenza, per tale analisi, non si possono che scegliere l’impianto a combustione in letto fluido con ciclo a vapore e quello a gassificazione con turbina a gas e ciclo combinato a vapore, dato che gli altri, seppur tecnologicamente interessanti come le celle a combustibile, non sono ancora proponibili su grandi dimensioni.

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138 3.4 Opere di contenimento e monitoraggio dell’inquinamento atmosferico e sonoro Per contribuire in modo efficace a possibili impatti ambientali negativi degli impianti di produzione di energia, questi devono essere forniti di adeguati strumenti per combattere tutti i tipi di inquinanti prodotti durante il processo. Non si tratta solamente di evitare emissioni di tipo gassoso, ma per il rispetto delle leggi e soprattutto della popolazione circostante, l’impianto non deve provocare neanche inquinamenti acustici e di polveri. Di seguito si esamina il sistema di contenimento dell’inquinamento degli impianti a combustione in letto fluido. 3.4.1 Trattamento fumi I sistemi oggi più diffusi per il trattamento dei fumi provenienti dalla combustione di rifiuti in genere e di biomassa in particolare, si dividono sostanzialmente in due categorie: 1) apparecchiature per l’abbattimento delle polveri (abbattimento fisico); 2) apparecchiature per l’abbattimento degli inquinanti gassosi (abbattimento chimico). Le varie apparecchiature possono essere fra loro combinate in funzione del tipo di inquinante da eliminare allo scopo di rientrare nei limiti di legge riportati nella seguente Tabella 3.14: Inquinanti Valori limiti alle emissioni (1) Polvere totale (2) 10 mg/Nm 3 COT (2) 10 mg/Nm 3 HCl (2) 10 mg/Nm 3 HF (2) 1 mg/Nm 3 SO 2 (2) 50 mg/Nm 3 NO X (2) 200 mg/Nm 3 CO (2) 50 mg/Nm 3 Cd + Tl (3) 0,05 mg/Nm 3 Hg (3) 0,05 mg/Nm 3 Metalli pesanti (3) 0,5 mg/Nm 3 (1) Valori riferiti ad un tenore di ossigeno dei fumi anidridi dell’11% in volume. (2) Valori medi giornalieri. (3) Valore medio rilevato per un periodo di campionamento di 1 ora. Tabella 3.14 – Valori limiti alle emissioni

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Fabio Parisella Contatta »

Composta da 290 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4966 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.