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Ancona: il pubblico e le sale cinematografiche dal dopoguerra ad oggi

Questo lavoro - che per sua stessa natura non ha precedenti sul territorio - si ferma al 1998, analizzando la situazione delle sale cinematografiche, del pubblico cinematografico e della distribuzione dei film nella città di Ancona dagli anni del dopoguerra alla crisi del cinema e alla sua rinascita. Il lavoro, che ha comportato l’utilizzo di una articolata e composita metodologia di indagine, ha preso in esame riferimenti bibliografici, fonti cartacee (quali rassegne stampa, riviste di cinema, articoli di giornale), materiale inedito (fotografie, locandine, manifesti di sale cinematografiche, di film e di rassegne), interviste a personaggi ed a protagonisti degli avvenimenti cinematografici degli anni presi in esame (soggetti autorevoli – testimonianze sul campo), ricerca ed analisi di materiale filmico e ricerche statistiche presso Cineteche, Mediateche ed Enti specializzati nel settore.
L’analisi proposta ha un taglio storico sociale e riguarda, in linea generale, la città di Ancona, inserita sempre in un contesto nazionale ed internazionale, caratterizzato peraltro, nel periodo preso in esame, da continui e vertiginosi cambiamenti. Il cinema del resto, che si basa sul movimento e sulla velocità e rappresenta perfettamente il pulsare della vita cittadina e delle macchine, non può che essere la più significativa espressione artistica della società moderna.
Per l’approfondimento della realtà locale, sono risultate determinanti le interviste rilasciate dai personaggi e dai protagonisti degli avvenimenti legati alla cinematografia, testimoni partecipi di stagioni diverse che hanno rappresentato per il territorio, visto il loro legame, occasioni di crescita e di sviluppo. Informazioni, consigli ed incoraggiamenti sono venuti da molti; altri hanno messo a disposizione materiale inedito, hanno favorito la ricerca negli archivi pubblici e privati e hanno agevolato l’intera composizione dei materiali con preziosi consigli tecnici. Questo libro perciò è debitore a molte persone, i cui nomi sono riportati a parte ed a loro va un sentito ringraziamento per la loro disponibilità e collaborazione.
Le argomentazioni riportate e le considerazioni svolte sono state completate da tabelle, i cui dati provengono dall’AGIS, dagli Annuari Statistici della SIAE, da grafici e da tavole di personale elaborazione.

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PREFAZIONE di Roberto Nisi La lunga storia di “Ancona e i cinema”, nell’accezione di sale cinematografiche, negli anni si è arricchita d’un prestigioso capitolo qual è quello di “Ancona e il cinema”, inteso come mondo della celluloide. Ciò che poteva apparire impensabile, tenuto anche conto della posizione marginale del capoluogo dorico rispetto alle storiche “terre da set” nazionali, si è avverato lasciando di stucco lo sguardo del popolo anconetano. Aldilà delle brevi incursioni di registi quali Monicelli o Zampa ed escludendo il “caso” Visconti, è stato probabilmente il cupo ed emozionante Un’anima divisa in due di Silvio Soldini, girato in parte ad Ancona nel 1992, a far (ri)scoprire alcuni di quegli aspetti naturali ed architettonici della città, maggiormente fotogenici: tanto da essere stati oggetto di lode anche da parte dello stesso Conte rosso ai tempi di Ossessione. Da Soldini a Moretti, ultimo maestro approdato con la sua cinepresa nelle vie del capoluogo, il passo non è stato così breve. Dal 1992 al 1999, anno d’inizio delle riprese de “La stanza del figlio” solo la regista Claudia Florio, romana d’adozione ma anconetana purosangue, aveva scelto d’ambientare, appena pochi mesi prima del ciak d’inizio dell’epopea Moretti, il suo terzo film “La regina degli scacchi” interamente ad Ancona. Le ultime “incursioni” del “mondo romano” sembrano questa volta non essere destinate a rimanere casi isolati, si è aperto difatti un ponte fra la città del cinema e la nostra terra ancora “pura” apparentemente destinato ad aumentare di traffico. Varie produzioni, anche straniere, hanno già lanciato segnali, comprese case produttrici di fiction TV, ed è quindi naturale aspettarsi che non passeranno di nuovo molti anni prima di ritrovare vie, palazzi e locali pubblici di nuovo assediati da troupe pronte ad immortalare una città che con la settima arte ha da sempre avuto, più o meno, un rapporto di puro intrattenimento domenicale. Lasciando il sotto capitolo “Ancona e il cinema” al potenziale di suggestione che questa città può avere o meno sullo spirito degli autori, un altro importante capitolo da analizzare è quello di cui, in parte, si occupa questo libro: il panorama delle sale cinematografiche in funzione e di prossima apertura.

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Mauro Verdini Contatta »

Composta da 261 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1895 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.