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Un quadriennio di Pontificato di Pio X, 1903 - 1907. Un’analisi attraverso l’Osservatore Romano e la Civiltà Cattolica.

Nella storia della Chiesa Pio X resta come il papa “dell’antimodernismo”. La diversa tipologia del modernismo esprimeva le molte esigenze spirituali, che postulavano al tempo stesso l’abbandono dell’attaccamento alla tradizione e dell’obbedienza incondizionata alla Santa Sede, partendo dalla fiducia nella scienza contemporanea e dalla certezza dei risultati che questa aveva raggiunto. Il modernismo fu indice chiaro di quanto vi era di mutato nello stato d’animo della classe politica italiana di fronte ai problemi che concernevano la Chiesa. La reazione di Pio X fu netta in tutti i campi, tanto che per i modernisti ci furono solo due possibilità: o sottomettersi o uscire dalla Chiesa. La condanna del papa verso questo movimento è stata considerata da molti, successivamente, un errore ma certamente impedì la formazione di un movimento organico di ribelli.
Di fronte ad un mondo dove i partiti socialisti erano in continuo progresso, dove l’ideologia umanitaria dilagava incontrastata, Pio X osò affermare i diritti della proprietà nella loro interezza, ripetere che il povero poteva aspirare alla carità del ricco e protestare per ottenere la soddisfazione dei suoi bisogni ma rispettando le leggi. Egli pose come principio, in ogni ambito, l’autorità religiosa, perchè la Chiesa doveva insegnare non solo ciò in cui credere ma anche ciò che bisognava fare. Pio X voleva una Chiesa presente nelle lotte politiche in difesa dei valori cattolici e delle organizzazioni cattoliche dipendenti direttamente dall’autorità ecclesiastica. Poche furono le ribellioni a queste imposizioni pontificie e quasi tutte provenienti dal clero che si trovò a dover fare scelte drastiche, perchè per un sacerdote non ci poteva essere una via di mezzo tra la sottomissione o la rivolta.
Il periodo analizzato in questo lavoro prende in considerazione i primi anni di Pontificato di Pio X, dal momento della sua elezione fino alla condanna del modernismo, ponendo particolare attenzione ai rapporti che si instaurarono tra lo Stato liberale italiano e la Santa Sede durante le elezioni del 1904. Un’analisi, questa, affrontata con l’ausilio delle numerose fonti bibliografiche ma soprattutto con l’esame degli articoli della rivista “Civiltà Cattolica” e dell’organo ufficiale del Vaticano, “l’Osservatore Romano”. Documenti importanti che definiscono i termini e i caratteri della politica ecclesiastica e che introducono ad una migliore comprensione di questo periodo in cui l’Italia seppe realizzare un equilibrio fra coscienza religiosa e coscienza politica, senza teorizzarlo o tradurlo in formule definitive, senza impegnare il futuro e senza compromettere nessuna delle conquiste del passato.

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5 INTRODUZIONE Il 4 Agosto 1903 saliva al soglio pontificio Giuseppe Sarto con il nome di Pio X. Presule nelle regioni dell’Italia settentrionale, dove la partecipazione dei cattolici alla vita comunitaria era più attiva che altrove, era consapevole dei vantaggi che traeva la Chiesa dalla presenza dei cattolici nelle amministrazioni comunali e non poteva quindi non provare un certo rammarico per le tante milizie tenute lontane dalle lotte politiche 1 , non impiegate, quindi ad assicurare alla Chiesa l’importanza nella vita italiana che essa poteva ottenere. La sua nomina colse di sorpresa l’opinione pubblica, la quale si chiese con speranza o con timore che direzione poteva prendere il nuovo pontificato di fronte ai numerosi problemi che assillavano il mondo cattolico, tra cui la spinosa questione romana 2 . Il temperamento di Pio X non era portato alle sintesi teoriche bensì alle realizzazioni concrete. In ciò era profondamente diverso dal suo predecessore, Leone XIII. Il senso del suo pontificato non andava cercato nelle encicliche o nei discorsi, pur essendo importanti per 1 A. C. Jemolo, Chiesa e Stato in Italia dalla unificazione ai giorni nostri, Torino 1955 2 G. Romanato, Pio X. La vita di Papa Sarto, Milano 1992

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Cristiana Sonnimini Contatta »

Composta da 138 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.