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Libertà e determinazione in Kant, Adorno e Von Wright

La Tesi verte sul problema fondamentale della libertà e del rapporto di questa con la determinazione storica e sociale.
Siamo convinti che alla base di ogni antropologia, di ogni studio sull’uomo vi sia la necessità di rispondere, o quantomeno di problematizzare la questione sulla effettiva possibilità’ dell’uomo di autodeterminarsi attraverso scelte consapevoli e volontarie. Per rispondere e ritornare su questa domanda, la Tesi compie un cammino, un percorso di analisi che tocca, legandoli fra loro, tre autori: Kant, Adorno e Von Wright, ed in particolare le loro opere: “Critica della Ragion Pratica”, “Libertà. Per una metacritica della ragion pratica” e “Freedom and determination”. Il primo autore su cui abbiamo compiuto una riflessione è Kant. Attraverso l’analisi e il commento della “Critica della Ragion Pratica” e di altri testi, quali la “Fondazione” abbiamo presentato il pensiero morale e antropologico del filosofo di Könisberg.
Per Kant la libertà costituisce, in ambito morale, un elemento imprescindibile, tanto che la morale stessa si identifica con la libertà: non vi è libertà senza morale e non vi è morale senza libertà.
L'uomo per Kant è massimamente libero e tale sua libertà si radica nella morale. Kant rappresenta dunque il primo passo: il trionfo della libertà contro ogni possibile determinazione sociale.
Adorno costituisce nell’iter della Tesi la pars destruens, il disincanto da una prospettiva ingenua e autoillusoria. Il filosofo di Francoforte, osserva come la posizione di Kant nel confronti della libertà nasca da un artificio filosofico e porti verso una illusione mistificante. Adorno nota come la lettura che compie Kant della libertà dell’uomo conduca ad una visione dell’uomo inteso come un “puro essere in sè assoluto”. L’uomo descritto da Kant diventa una sorta di pura razionalità, totalmente astratta, morale e libera. Adorno rappresenta dunque la critica e il necessario superamento della posizione illuministica di Kant, egli ne denuncia l’ingenuità e l’ambiguità. Tuttavia a questa critica Adorno non aggiunge un’ulteriore posizione costruttiva e un’ulteriore descrizione dell’uomo; la sua filosofia si limita a mostrare il necessario superamento della posizione di Kant e ad invitare a proporre una nuova visione dell’uomo.
A questo invito risponde idealisticamente Georg Henrick Von Wright, il quale nel suo “Freedom e Determination”, delinea una descrizione dell’uomo che tenga principalmente conto del sostrato storico e contingente del reale, ponendosi nel percorso della Tesi come la pars costruens. Tuttavia a metà degli anni ’70, non in opposizione ma in evoluzione al pensiero logico, egli si dedica anche a aspetti morali e antropologici rivelando una pluralità di interessi.
Von Wright osserva come ogni uomo vive all’interno di una comunità di soggetti e con essi condivide un insieme di norme convenzionali generali, specifiche di quella particolare società. Questo insieme di regole si concretizza in una serie di norme e di vincoli a cui l’uomo deve sottostare ed, in particolare, si manifesta nei diversi ruoli che il soggetto assume nella comunità. Ogni ruolo porta con sè una serie di doveri e di regole. I ruoli si esplicano in regole, divieti, obblighi, o come li chiama Von Wright “determinanti esterni”, l’insieme di queste prescrizioni, che condizionano l’agire dell’uomo, è detto da Von Wright “Normative Pressure”. Von Wright ammette la possibilità di opporsi a quella pressione normativa, di dire no! ad un determinante esterno, tuttavia questo scatto, questo rifiuto è pagato dal soggetto con il subire un forte biasimo, una forte critica e spesso con una pena severa. Il soggetto dunque, impedito ad un reale e diretto rifiuto dei determinati esterni, mette in atto una serie di meccanismo volti a far percepire la pressione normativa come meno sclerotizzante. Von Wright compie dunque un’analisi dell’agire dell’uomo nel suo, necessario, sostrato storico, sociale e contingente ed osserva come i determinanti esterni di fatto condizionino e determinino l’agire dell’uomo; egli continua a credere nella possibilità dell’uomo di agire liberamente, almeno a livello potenziale, ma nota come questa libertà è imitata e vincolata dal sostrato e dalla determinazione sociale.
Abbiamo così risposto, o quantomeno affrontato il problema della libertà e della determinazione sociale alla luce di un’analisi evoluta e da una prospettiva squisitamente storica e contingente.

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PREMESSA

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alex Tonelli Contatta »

Composta da 265 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.