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Accessibilità totale: Internet e disabilità

Informazioni tesi

  Autore: Andrea Zuccolini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Giornalismo e comunicazione d'azienda
  Relatore: Giovangualberto Lucarini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 38

Se un sordomuto avesse l'esigenza di comunicare con un cieco, come sarebbe possibile un dialogo? La risposta sta nell'alzare un dito.
La condizione necessaria e sufficiente da dover soddisfare è che entrambi conoscano l'alfabeto.
Se, infatti, il sordomuto tracciasse con un dito le lettere del messaggio sul dorso della mano o sul torace del cieco, quest'ultimo sarebbe in grado di interpretarlo.
Avendolo compreso, potrebbe rispondere vocalmente al sordomuto che, leggendo il linguaggio labiale, a sua volta capirebbe che il messaggio è stato ricevuto; la comunicazione sarebbe così stabilita.
Possiamo intendere il cieco e il sordomuto come portatori di due sistemi diversi di comunicazione, connessi tra loro per mezzo di un software adeguato.
Tra i mezzi di comunicazione disponibili spicca per la sua completezza Intemet, nel quale i messaggi possono essere immessi o emessi sotto ogni forma: scritta, vocale, visuale, filmica.
Ne risulta che sul web la disabilità, come condizione penalizzante, non esiste. Esiste però il problema di accedervi e di poterlo fare con semplicità, concretezza, finalizzazione.
Quando si affronta il tema dell'accessibilità ai mezzi informatici e telematici, dobbiamo tenere in conto lo scopo dell'agire; vale a dire se informare o comunicare, se usare la multimedialità o il linguaggio testuale, se adottare tempi di risposta immediati o postumi. Stabilire, infine, se l'accesso debba essere a senso unico, face-to-face o multidirezionale. Per ogni caso specifico dovremo essere in grado di rendere universalmente utilizzabili input e output, il lato client e quello server.
Per rispondere a queste esigenze di completezza dell'informazione e comunicazione, si stanno sviluppando le adaptìve technologies: software specifici che secondo il tipo e il grado di disabilità, sono capaci di decodificare quanto sia presente su una pagina web. Occorre però verificare a monte se quella/e pagina/e siano correttamente visualizzate da sistemi diversi e da più browser. A tale scopo si stanno accettando internazionalmente le norme contenute nel progetto
T.R.A.C.E. dell'università del Wisconsin, Madison, USA. Questo protocollo pone diverse condizioni nello strutturare una pagina web accessibile ai disabili. Così come analizza e risolve i problemi legati all'intercambiabilità dei formati non HTML standard.
Il T.R.A.C.E. però non ha compiti di monitorare il contenuto e la presentazione di un sito dedicato ai portatori di handicap. A questo scopo rispondono alcuni enti, ai quali è possibile sottoporre le proprie pagine web per avere suggerimenti e valutazioni in base a punteggi di qualità.
E' il caso dell'americano Bobby Approved che garantisce che quel sito (rispettando le norme T.R.A.C.E.) è accessibile ai disabili e correttamente strutturato. Il limite è però rappresentato dalla lingua, poiché per ottenere il certificato del Bobby Approved è necessario dover tradurre in inglese l'intero contenuto del sito. Questo complica le cose ai link delle pagine web perché costringe a tradurre non solo i testi, ma anche le descrizioni vocali. Allo stesso tempo però questa difficoltà da luogo, tra gli utenti del web, alla proliferazione delle chat-lines e dei newsgroup che si configurano come sedi virtuali nelle quali esprimere richieste molto specifiche, come quella di un disabile che voglia tradurre in inglese il contenuto del suo sito, o di un ente di tutela che richieda un web master in grado di strutturare e dare visibilità esterna al sito di quella associazione. Gli esempi potrebbero continuare di gran lunga, è da sottolineare come da queste sinergie si possano creare molteplici possibilità d'impiego, e come un disabile possa trovar soddisfatti i suoi diritti al lavoro e all'inserimento sociale.
Si tenga presente, infine, che le mutate condizioni del mercato spingono le risorse economiche verso il terziario avanzato, e che questo settore sta sopravanzando quello dell'industria. La maggior parte delle richieste di professionalità da impiegare proviene dal settore dei servizi che necessitano, maggiormente oggi, di mercati con più ampio respiro. La tenuta finanziaria dei modelli d'accumulazione poggia sulla telematica, sull'informatica e sulla ricerca, che i relativi titoli azionari sembrano attualmente confermare. E' proprio da questi settori che possono provenire le risposte e gli stimoli più consoni alle disabilità e agli handicap, dal momento che i relativi costi economici possono essere sostenuti unicamente da quei paesi in grado di coniugare sviluppo e crescita con una migliore organizzazione e semplificazione burocratica.

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3 INTRODUZIONE Senza regole o codici burocratici, destrutturato, privo dei limiti che ponevano la lingua e la frontiera. Sembrano essere questi i requisiti che connotano l’attuale universo dell’informazione, sempre più denso ma anche più veloce e accessibile. A seguito di cambiamenti epocali, quali la globalizzazione e la te- lematica, si è sviluppata una conseguente psicologia d’adattamento. Fino a dieci anni fa era il meccanismo della delega che offriva ad ognuno uno spazio discrezionale prefissato e crescente secondo il ruolo e lo status ricoperti. Questa logica portava a cercare strade alternative a quelle ufficiali, per mezzo di ausili condannati pub- blicamente ma apprezzati privatamente come dimostrazione della propria capacità di incidere. Tale sistema creava una comunicazio- ne schizofrenica, elastica e rigida secondo le persone e delle circo- stanze. Consentiva a chi era costretto a ricorrervi un ruolo passivo e ampliava le possibilità di asservimento. Se i benefici di questo modo di comunicare, quindi di agire, aprivano spazi di conoscenza

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