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Sistemi contabili obbligatori nei piccoli comuni: aspetti operativi

Con l’introduzione del nuovo ordinamento contabile e finanziario (D.Lgs.77/95) degli Enti Locali sono stati apportati radicali cambiamenti alla gestione degli stessi e, nello stesso tempo, al modo di concepire ruoli e funzioni dei soggetti coinvolti nel cambiamento. L’intervento del Legislatore nasce dalle crescenti difficoltà di reperire i mezzi di finanziamento da parte degli Enti Locali, i quali sono stati obbligati, in passato, ad affrontare situazioni di grave squilibrio finanziario. Non solo, l’esigenza di un tale processo di innovazione è stata, allo stesso tempo, causa ed effetto della crisi, sempre più accentuata, del modello burocratico e dei controlli formali sugli atti in un contesto di attività sempre meno amministrativa e sempre più imprenditoriale.
Nell’ambito delle complesse e molteplici “misure per lo snellimento dell’attività amministrativa degli Enti Locali”, il Legislatore si preoccupa d’introdurre, fra le altre, norme che mirano ad ammodernare l’assetto ordinamentale, disegnando un nuovo profilo della sfera giuridica di capacità organizzativa attribuita agli organi elettivi degli Enti Locali, in coerenza al processo di decentramento in atto. Tutto ciò accompagnato dalla crescente esigenza di un recupero degli aspetti economici dell’attività amministrativa, al fine di consentire la misurazione del grado di efficienza ed economicità delle attività svolte, grazie all’introduzione della Contabilità Economica e alla riforma degli strumenti contabili previsti dal vecchio ordinamento.

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INTRODUZIONE Con l’approvazione del nuovo ordinamento contabile e finanziario (D.Lgs.77/95) degli Enti Locali sono stati introdotti radicali cambiamenti alla gestione dei Comuni e, nello stesso tempo, al modo di concepire ruoli e funzioni dei soggetti coinvolti nel cambiamento. L’intervento del Legislatore, di rivedere l’impianto contabile e finanziario dei Comuni, nasce dalle crescenti difficoltà di reperire i mezzi di finanziamento da parte degli stessi; infatti, soprattutto i Comuni minori, sono stati obbligati, in passato, ad affrontare situazioni di grave squilibrio finanziario. Non solo, l’esigenza di un tale processo di innovazione è stata, allo stesso tempo, causa ed effetto della crisi, sempre più accentuata, del modello burocratico e dei controlli formali sugli atti in un contesto di attività sempre meno amministrativa e sempre più imprenditoriale. Nell’ambito delle complesse e molteplici “misure per lo snellimento dell’attività amministrativa degli Enti Locali” contenute nel D.Lgs. 77/95, il Legislatore si preoccupa d’introdurre, fra le altre, norme che mirano ad ammodernare l’assetto ordinamentale, disegnando un nuovo profilo della sfera giuridica di capacità organizzativa attribuita agli organi elettivi degli Enti Locali, in coerenza al processo di decentramento in atto. Nel corso del lavoro, la nostra attenzione sarà, peraltro, concentrata su un particolare aspetto della riforma: quello relativo alle norme che disciplinano l’introduzione di un nuovo sistema contabile. Infatti, con il D.Lgs. 77/95 si registra un’evoluzione nella direzione di un recupero degli aspetti economici della gestione, al fine di consentire la misurazione del grado di efficienza ed economicità delle attività svolte. Per comprendere meglio la misura dell’impatto innovativo che il decreto legislativo avrà sulle Amministrazioni Locali, occorre ricordare che l’impostazione della nuova contabilità comunale pone l’operatore di fronte a problemi relativi sia alla riforma degli strumenti di contabilità previsti dal vecchio

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Germano Mignini Contatta »

Composta da 123 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2318 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.