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Il rischio finanziario nelle riserve matematiche

Informazioni tesi

  Autore: Luigi Palma
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Napoli
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Emilia Di Lorenzo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 124

L’analisi effettuata nel presente lavoro, sarà incentrata su un particolare tipo di rischio che caratterizza l’attività delle imprese assicurative, che è conosciuto come rischio finanziario. Si rende però opportuno ai fini della seguente trattazione effettuare una precisazione, in particolare il rischio finanziario si origina da altre due tipologie di rischio, vale a dire, il rischio di Tasso d’Interesse ed un rischio di carattere demografico che è noto come Longevity Risk. Il lavoro presenta un’analisi degli impatti che vengono provocati dai rischi in esame sulle riserve matematiche, dopodiché, prosegue con un’attenta analisi delle singole problematiche connesse con i due diversi profili di rischio. In particolare per il Longevity Risk,che è originato da due fenomeni noti come “Rettangolarizzazione ed “Espansione”, lo studio viene condotto in riferimento ad un particolare tipo di polizza assicurativa che è quella delle Annualità Vitalizie, che ci consente di apprezzare meglio l’utilizzo delle proiezioni di mortalità che saranno trattate nel capitolo.
Per quanto concerne invece il rischio di Tasso d’interesse, l’approfondimento viene svolto utilizzando un particolare criterio d’analisi delle riserve matematiche, cioè quello che consente di guardare loro come un portafoglio di Attività e Passività Finanziarie.
L’analisi di questo tipo di rischio è rivolta, da un lato ad analizzare gli impatti che l’oscillazione dei tassi d’interesse provoca sulle riserve, dall’altro invece ha come obiettivo di individuare alcune modalità di immunizzazione da questo tipo di rischio.
Le tecniche di misurazione e valutazione di questo rischio nell’ambito di un portafoglio integrato d’attività e passività delle imprese di assicurazione sono state la base su cui si sono costruiti modelli di gestione volti alla determinazione della composizione ottimale rischio/rendimento. Attraverso tali modelli muta la visione manageriale delle imprese collegando strettamente la determinazione dei premi, le politiche d’investimento, la strategia di crescita dell’impresa. È opportuno sottolineare come ai rischi normalmente connessi all’attività assicurativa, definiti rischi tecnici o attuariali si aggiungono i rischi legati agli investimenti compiuti dalle imprese di assicurazione, ed è proprio il rischio di tasso d’interesse che suscita la maggiore attenzione delle imprese assicurative. Si rende per esso necessario ricorrere alle tecniche di Asset–Liabilities Management al fine di cogliere l’evoluzione economica del valore dell’impresa nel tempo. È quindi opportuno che ogni impresa assicurativa disponga di una struttura interna che dedichi attenzione all’andamento congiunto delle attività e delle passività. Questi comitati interni alle imprese dovrebbero diventare la sede dell’incontro e della verifica tra decisioni attuariali, commerciali e finanziarie delle imprese stesse. Queste considerazioni dimostrano il rilievo da attribuire alla componente finanziaria nell’analisi della rischiosità e la conseguente opportunità d’adeguate politiche di gestione finanziaria. Occorre comunque attribuire il giusto peso anche alla componente demografica della rischiosità, e per quello che riguarda il Longevity Risk, l’unico mezzo che le imprese assicurative possono utilizzare, al fine di coprirsi da questo tipo di rischio, è l’adozione di opportune tavole di mortalità insieme con l’assegnazione al portafoglio di un adeguato caricamento di sicurezza. Questo succede perché il Longevity Risk è, a differenza del rischio di tasso d’Interesse, un “non-pooling” risk, ossia è un rischio non diversificabile con un’accurata composizione del portafoglio; infatti, esso risulta indipendente dalla numerosità della collettività, ed è per questo motivo che occorre agire diversamente, cercando di “aggirare” l’ostacolo. In particolare ci sono tre principali modalità per affrontare il Longevity Risk, il ricorso alla riassicurazione, eseguire un opportuno caricamento di sicurezza, e costruire un adeguato margine di solvibilità. Tra questi però l’attenzione viene focalizzata sul margine di solvibilità.

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Introduzione Introduzione L’analisi effettuata nel presente lavoro, sarà incentrata su un particolare tipo di rischio che caratterizza l’attività delle imprese assicurative, noto come rischio finanziario.Si rende però opportuno ai fini della seguente trattazione effettuare una precisazione di carattere terminologico, nella fattispecie il rischio finanziario sarà distinto dal rischio d’esborso, o meglio dal rischio di pagamento di una somma non preventivata; e sarà bensì inteso come rischio derivante dagli investimenti compiuti dalle imprese di assicurazione.Per essere più precisi il primo profilo di rischio finanziario è legato al Longevity Risk, il secondo, invece, al rischio di tasso di Interesse. Il lavoro si svolge in cinque capitoli che trattano progressivamente le nozioni necessarie per affrontare l’argomento. Il primo capitolo presenta in maniera breve le nozioni e l’origine del longevity risk e del rischio di tasso di interesse. Nel secondo capitolo si approfondiscono invece i concetti base dei Processi Stocastici, processi di fondamentale importanza nello studio dell’attività assicurativa, che saranno utili soprattutto per lo studio delle riserve matematiche e del longevity risk.

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Parole chiave

assicurazioni
matematica finanziaria
processi stocastici
tassi di interesse
rischio finanziario
catene di markov
longevity risk
asset liability management
rischio di tasso di interesse
annualità vitalizie
imprese di assicurazione
riserve matematiche

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