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La media education come opportunità educativa per i disabili: un'indagine nei servizi della provincia di Como

Con il presente lavoro ho considerato i mezzi multimediali quali risorse favorevoli il processo educativo di maturazione e di crescita della persona disabile. Il campo disciplinare che sostiene l’educazione ai e con i media è la Media Education definita come quel particolare ambito delle scienze dell’educazione e del lavoro educativo che consiste nel produrre riflessione e strategie operative in ordine ai media intesi come risorsa integrale per l’intervento formativo.
L’attenzione al mondo dei media e la necessità d’impartire un insegnamento completo riguardo ad essi è avvertita già da tempo negli ambienti scolastici, dove, però, emerge la contrapposizione tra i media come oggetto dell’intervento educativo e i media come strumenti tramite i quali si realizza l’intervento. Occorre optare, invece, per la considerazione dei media come opportunità globali per l’educazione dentro ma anche fuori dalla scuola. Proclamare, infatti, la Media Education come campo disciplinare ed epistemologico significa allargare lo sguardo ai diversi ambiti e soggetti dell’intervento educativo: l’extra scuola, il profit, il non profit.
Nella trattazione si sono considerate le occasioni di formazione e di valorizzazione delle risorse personali che la Media Education può offrire nel non profit e, precisamente, in quelle strutture educative diurne destinate ad accogliere adolescenti e adulti disabili che hanno concluso il proprio percorso scolastico di base (Centri Socio Educativi e Servizi di Formazione all’Autonomia). L’indagine compiuta nei Servizi della provincia di Como si muove lungo questa direzione.
I media avvolgono il mondo di tutti e dunque anche la vita del disabile, dalla televisione a Internet, dalla radio al computer. La persona disabile scopre, così, metodi alternativi per comunicare, sperimentare nuovi mezzi, accedere e contribuire alla crescita del patrimonio culturale. Internet, per esempio, la cui caratteristica principale è l’apertura verso l’esterno, può offrire al disabile la possibilità di entrare in contatto con un mondo che altrimenti rimarrebbe inaccessibile oppure l’opportunità di essere una voce tra le tante, una presenza non visibile in cui non si è costretti ad esporre la propria diversità purtroppo non sempre considerata come un valore.
Nell’indagine esposta a conclusione dell’elaborato si sono presentati alcuni progetti che supportano l’educazione ai, con e attraverso i media: il progetto handicap-computer, l’attività video, la stesura dei giornalini. Come strumento d’indagine è stata realizzata una griglia di rilevazione comprendente 6 sezioni strutturate in 3 parti: una parte introduttiva che fornisce un quadro generale del Servizio; una parte dedicata alla descrizione delle figure professionali e degli utenti presenti; un’ultima parte destinata alla raccolta di informazioni circa il progetto educativo e le attività prevalenti proposte dal Servizio, con particolare attenzione agli interventi educativi che si avvalgono di media.
Si è data, poi, in tutta la Tesi, notevole importanza alla figura dell’educatore che lavora con i disabili, al fascino e alla fatica dell’educare, allo scenario socio-culturale in cui l’operatore si trova ad essere. E l’educatore che, seguendo il campo disciplinare della Media Education, vuole operare nelle strutture educative avvalendosi dei media come strumenti opportuni e utili per l’intervento educativo, deve possedere ulteriori competenze per potersi inserire in modo innovativo e adeguato nei Servizi alla persona.
Data la novità, la sfida e la proposta di inserire il media educator (un educatore formato pedagogicamente ma anche esperto in scienze della comunicazione) nei Servizi alla persona potrebbe partire dall’utilizzo del metodo della riceca-azione. Educatore-ricercatore, dunque, che vuole arricchire sia l’azione (gli interventi) che la ricerca e lo studio, ponendo pur sempre attenzione a tutti gli aspetti del processo educativo. La ricerca-azione, come è stato sottolineato alla Prima Convention Nazionale sull’Educazione ai media (Bellaria-Igea Marina, 11-13 Aprile 2002), ha consentito la diffusione e la conoscenza di esperienze concrete di Media Education; la ricerca-azione si pone come un movimento che parte dalla base, dall’esperienza democratica di un laboratorio in cui ognuno ha qualcosa da dare e da ricevere.

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INTRODUZIONE In un mondo dove tutto sembra difficile, dove si parte da uno svantaggio concreto, dove anche il minimo ostacolo può trasformarsi in un’enorme barriera che pare insormontabile, c’è qualcuno o qualcosa che ti mostra uno spiraglio di luce. E se non vedi nemmeno un bagliore, devi cambiare rotta. E il mondo dell’handicap è ricco di spiragli di luce…, nonostante le difficoltà quotidiane, i disagi perpetui, le disarmonie fisiche e mentali. Lavorare con i disabili, far parte di questo ambiente fatto di abitudini assillanti, di parole che si ripetono, sempre quelle, di sguardi e di sorrisi che sembrano persi nel vuoto, necessita di pensieri e azioni che trovino il senso di ciò che si fa. Ed il senso l’educatore lo può carpire da quegli stessi sguardi e da quelle stesse parole che paiono non voler dire nulla. La scelta di intraprendere un mestiere che si gioca sulla relazione interpersonale, deve far riflettere su quali strumenti possano sostenere il lavoro educativo e quali filosofie ne facciano da fondamento. La fatica di educare risiede proprio nella difficoltà di trovare risorse adatte alle esigenze degli educandi in una società dai più definita complessa e frammentata. La fatica di educare consiste anche nel capire di quali esigenze si tratta: la necessità di essere ascoltati o rassicurati, accompagnati o lasciati soli. Il rapporto è sempre con una persona che avverte sogni e desideri e che, come chiunque, porta con sé debolezze e delusioni.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Simona Agodi Contatta »

Composta da 195 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 10718 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 17 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.