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La valutazione degli investimenti in nuove tecnologie produttive

La crescente turbolenza del contesto economico nel recente passato ha modificato l’orientamento competitivo delle imprese occidentali ad un punto tale che la tecnologia è divenuta, analogamente alle risorse umane e finanziarie di un’azienda, un fattore cruciale nel determinare la possibilità per la stessa di conseguire un vantaggio competitivo sostenibile nel tempo. Alla luce della loro crescente importanza strategica, assumono rilievo le problematiche inerenti alla valutazione e selezione delle stesse. Le tradizionali metodologie di valutazione si sono rivelate, per lo più, inadeguate ad esprimere l’effettivo valore di tali investimenti poiché non sembrano essere in grado di coglierne appieno le implicazioni tattiche e strategiche, limitandosi ad una disamina dei soli aspetti finanziari.
Obiettivo finale del presente lavoro è illustrare come per alcuni investimenti strategici i problemi valutativi possano essere risolti mutuando le tecniche adottate per valutare le opzioni finanziarie. Questo approccio, che viene definito delle “opzioni reali”, è stato proposto da alcuni studiosi statunitensi nella seconda metà degli anni Ottanta, in concomitanza col successo del modello di pricing di Black-Scholes (pubblicato nel 1973); esso rappresenta un’interessante soluzione alternativa al problema ancora al centro di un acceso dibattito.
Nel presente lavoro si è partiti evidenziando dapprima quali siano i fattori interni d’azienda e le circostanze esterne d’ambiente che sollecitano l’innovazione nelle imprese, per poi passare alla tradizionale classificazione delle nuove tecnologie produttive (innovazioni strutturali, innovazioni di sistema, innovazioni “filosofiche” o “manageriali”), descrivendone le caratteristiche fisico-tecniche.
Nel secondo capitolo, si passa ad effettuare un primo approccio di valutazione economico-finanziaria dei progetti di innovazione, basato sullo studio dei metodi tradizionali: i metodi aritmetici (payback period e ROI) e i metodi finanziari (VAN, TIR, IRA, EVA). Si evidenziano i singoli elementi che caratterizzano tali criteri e si suggerisce il modo per valutarli e calcolarli.
Nel terzo capitolo, mettendo dapprima in evidenza alcune peculiarità degli investimenti in AMT, nonché alcuni problemi di valutazione degli stessi, si motiva l’inadeguatezza delle tradizionali metodologie di valutazione degli investimenti in AMT, giungendo a dimostrare la validità del moderno approccio basato sulle real options: se ne effettua il parallelo con le opzioni finanziarie, se ne indicano le variabili determinanti, se ne effettua un’analisi sia quantitativa che qualitativa.
Nel quarto capitolo, infine, si descrivono le caratteristiche e il funzionamento del software DPL (basato sul concetto teorico di opzioni reali), sviluppato nel 2001 dall’azienda americana di consulenza finanziaria Standard & Poor’s. Se ne analizza l’utilizzo nel caso VitaTech, un’azienda chimico-farmaceutica statunitense che si appresta a collocare sul mercato un nuovo prodotto vitaminico.

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INTRODUZIONE La crescente turbolenza del contesto economico nel recente passato ha modificato l�orientamento competitivo delle imprese occidentali ad un punto tale che la tecnologia � divenuta, analogamente alle risorse umane e finanziarie di un�azienda, un fattore cruciale nel determinare la possibilit� per la stessa di conseguire un vantaggio competitivo sostenibile nel tempo. Naisbitt ad Aburdene ritenevano che gli anni Novanta sarebbero stati un periodo di espansione economica globale senza precedenti durante il quale le innovazioni tecnologiche si sarebbero rivelate di cruciale importanza per il conseguimento di vantaggi competitivi e la creazione di shareholder value da parte delle imprese. Grant afferma, in proposito, che mentre l�innovazione di processo si diffonde sempre pi� rapidamente e l�innovazione di prodotto diventa sempre pi� importante per la sostenibilit� del vantaggio competitivo, le imprese devono mostrare capacit� sempre maggiori nello sfruttamento dei cambiamenti tecnologici. Dunque, la crescente turbolenza del contesto economico ha modificato l�orientamento competitivo delle imprese occidentali negli anni Ottanta, quando hanno abbandonato progressivamente la convinzione secondo cui la fonte principale di vantaggio competitivo era rappresentata dall�efficienza di costo, per focalizzare la loro attenzione sulla qualit� dei prodotti, la flessibilit� manageriale e l�innovazione. Il problema principale per le imprese degli anni Novanta non sembra rappresentato dall�allocazione delle risorse per la R&S e neppure da

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Fabio Frisella Contatta »

Composta da 266 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4638 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.