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Stadio, grado istopatologico, morfometria nucleare e marcatori di proliferazione nel carcinoma renale

Informazioni tesi

  Autore: Massimiliano Guerriero
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Medicina e Chirurgia
  Relatore: Arnaldo Capelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 94

Il carcinoma renale rappresenta la più comune neoplasia renale. Recentemente esso è stato riconosciuto essere una eterogenea famiglia di neoplasie tutte di derivazione dall’epitelio del tubulo renale (contorto prossimale e distale) aventi caratteristiche istopatologiche, genetiche ed espressione clinica tra loro distinte, come il carcinoma a cellule chiare, quello papillare, quello a cellule granulari, per citare i più frequenti. Si tratta di una neoplasia insensibile alla ormonoterapia alla chemioterapia ed alla radioterapia; unico approccio terapeutico percorribile con buoni risultati è quello chirurgico.
In una situazione simile risulta di particolare interesse clinico evidenziare fattori prognostici utili ad individuare categorie di pazienti a diversa prognosi. Abbiamo pertanto preso in considerazione svariati fattori prognostici valutandone il significato ( clinico ) in 68 pazienti sottoposti a nefrectomia per carcinoma renale. Di essi era disponibile un adeguato follow-up. Innanzitutto abbiamo esaminato i più classici e consolidati fattori prognostici come lo stadio secondo Robson ed il grado istopatologico nucleare. In seguito ci siamo soffermati su fattori prognostici di più recente acquisizione, quali i marcatori di proliferazione cellulare, Ki-67 e PCNA, e la morfometria nucleare, eseguita con l’ausilio del computer.
FATTORI PROGNOSTICI CLASSICI - STADIAZIONE
Il fattore prognostico principale è senza dubbio questo che prende in esame dimensioni ed estensione della neoplasia. I due sistemi di stadiazione oggi in uso si basano entrambi sulla suddivisione del cancro in diverse categorie essi sono il TNM ed il Robson.
La significatività dei dati ottenuti è risultata molto elevata. Dalla nostra analisi,infatti, i tumori che si trovano nei primi due stadi Robson hanno mostrato una sopravvivenza dello 85% a 5 anni; i tumori che si trovano negli stadi 3 e 4 mostrano, invece, una sopravvivenza a 5 anni molto più bassa e cioè del 50%.
GRADO ISTOPATOLOGICO DEL NUCLEO
Il grado istopatologico si basa sulle caratteristiche di differenziazione citologica delle cellula tumorali. Il sistema più usato in Europa è quello di Fuhrman. Dall’esame dei risultati in nostro possesso è risultata una validità del grado nucleare nel predire il comportamento della neoplasia.
NUOVI FATTORI PROGNOSTICI
I MARCATORI DI PROLIFERAZIONE CELLULARE
Passando ai nuovi fattori prognostici, abbiamo considerato due marcatori di proliferazione cellulare quali la PCNA ed il Ki-67. Questo tipo di esame non è risultato significativo nel nostro studio.
MORFOMETRIA NUCLEARE
Un altro aspetto del nostro studio è stato verificare il valore prognostico della morfometria nel carcinoma a cellule renali. I differenti parametri morfometrici del nucleo che abbiamo preso in considerazione sono stati otto: l’area del nucleo, il perimetro del nucleo,il diametro equivalente del nucleo, la rotondità del nucleo, la ellitticità del nucleo, la convessità del nucleo, la solidità del nucleo ed il fattore di forma del nucleo.
CONCLUSIONI
Per quanto riguarda lo stadio ed il grado istopatologico, i risultati della nostra indagine ne hanno confermato un rilevante valore prognostico. In merito al significato prognostico di marcatori della proliferazione (Ki-67 e PCNA) i nostri studi non hanno evidenziato un loro significato prognostico, tale da raccomandarne l’impiego nella routine diagnostica. Valide indicazioni prognostiche derivano anche dallo studio della morfometria nucleare. Abbiamo confermato, come gia riportato in letteratura, il grande valore dell’area nucleare. Essa e risultata significativa nella valutazione del rischio di mortalità secondo il metodo di Kaplan-Meier. Inoltre, l’area nucleare ha mostrato una interessante correlazione con il grado nucleare al test esatto di Fisher. Altri parametri morfometrici nucleari significativi sono stati il diametro equivalente ed il perimetro.
Concludiamo, pertanto, che la morfometria nucleare è una metodica di sicuro interesse come fattore prognostico nel carcinoma renale, in aggiunta ai classici parametri dello stadio e del grado nucleare.

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2 INTRODUZIONE Il carcinoma renale rappresenta in Italia il quattro percento circa di tutti i tumori maligni ed � la pi� comune neoplasia renale. Per quasi un secolo a causa del suo colore giallo e della somiglianza delle cellu- le tumorali con quelle chiare della corteccia surrenale, molti pensaro- no che esso derivasse dai residui surrenalici, tanto che il nome di iper- nefroma, che da tale convinzione deriva, ancora � in uso[1]. Solo recentemente il carcinoma a cellule renali � stato riconosciuto pi� che come una singola entit� nosologica, come una eterogenea fa- miglia di neoplasie tutte di derivazione dall�epitelio del tubulo renale (contorto prossimale e distale) ma aventi caratteristiche istopatologi- che genetiche ed espressione clinica tra loro distinte.[2] Si tratta di una neoplasia insensibile alla ormonoterapia alla che- mioterapia ed alla radioterapia; unico approccio terapeutico percorri- bile con buoni risultati � quello chirurgico. Anche nei casi complicati da metastasi la nefrectomia costituisce una valida scelta, infatti l�asportazione della massa primitiva consente un rapido miglioramen- to delle condizioni generali ed una maggiore reattivit� del sistema immunitario dell�ospite.[3] In una situazione simile risulta di particolare interesse clinico evi- denziare fattori prognostici utili ad individuare categorie di pazienti a diversa prognosi. Abbiamo pertanto preso in considerazione svariati fattori prognostici valutandone il significato ( clinico ) in sessantotto pazienti affetti da carcinoma renale; di essi era disponibile un adegua- to follow-up.

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