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I musei della scienza e l'ambiente Internet

Informazioni tesi

  Autore: Sonia Angelino
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Mario Ricciardi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 149

La ricerca ha considerato le opportunità offerte dalla rete alle istituzioni museali scientifiche.
Sono state esplorate tre aree, più una quarta slegata dalle istituzioni museali tradizionali:

possibilità di promozione, pubblicità
opportunità di risolvere alcuni problemi del mondo museale
possibilità di diffusione e divulgazione on-line

possibilità di musei della scienza solo virtuali, risolta non tanto nel web quanto in comunità virtuali tipo Mud (MicroMuse).

È stato effettuato un monitoraggio di 40 siti di musei della scienza allo scopo di capire cosa offrano i siti web e quale finalità sia loro data dagli operatori museali.
La formula più ricorrente è un sito che dà visibilità e promozione a livello mondiale oltreché informazioni per una visita più consapevole, aggiorna sul mondo della scienza, è memoria delle mostre temporanee ormai concluse, ed è attivo come esempio dell'attività di diffusione e divulgazione dell'istituzione di cui è emanazione, attraverso anche collezioni ed exhibition solo on-line multimediali ed interattive. I musei in rete si pongono quindi come complementari ai musei "reali".
Le esperienze più avanzate di divulgazione on-line, dedicate al momento a ristretti gruppi (scuole), sfruttano Internet come luogo di connettività, in accordo con gli ultimi studi sulla formazione a distanza.

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1 Introduzione L’esperienza del museo è sempre qualcosa di molto personale. All’interno di questi luoghi, in base al tempo, agli interessi, alle preconoscenze ed anche al caso, ognuno compie una propria visita. Il visitatore ordina e interpreta quanto gli sta esposto davanti, che qualcuno ha organizzato in uno o più percorsi. Ogni oggetto è un nodo di una rete, i cui fili sono le infinite relazioni di senso che lo legano a tutti gli altri. Il museo è progettato, letto e interpretato come un testo/ipertesto. Il museo è solo una delle tante invenzioni dell’uomo in cui vi è in nuce l’idea di ipertesto. L’ipertesto è una delle parole chiave del nostro tempo, una forma mentis applicabile a molti campi della vita umana. Non è comunque l’unica realtà a ricoprire questo ruolo nel nostro secolo, bensì divide questo compito con i concetti di rete, di informazione e di comunicazione. A proposito di quest’ultima G.P.Caprettini e P.Ortoleva, nell’introduzione all’edizione italiana di Storia dei Media di J.N.Jennerey 1 , scrivono che essa da una parte è attività universale, necessaria e presente in tutte le società, dall’altra che essa nel ‘900 si manifesta con un carattere di novità che la pongono al centro dell’attenzione umana. Per l’ipertesto succede la stessa cosa: non è una invenzione recente ma è solo oggi, mentre si sta realizzando tramite le tecnologie legate ai computer e alla telematica, che viene concettualizzato ed è applicato per spiegare ed esemplificare molte realtà di ieri e di oggi. Rispetto a quelli ipertestuali, i percorsi possibili del museo sono sia fisici, sia mentali. Il visitatore passeggia tra teche e spiegazioni, collega ciò di cui fa esperienza al proprio bagaglio culturale, modificandolo in qualche misura. Egli progetta e costruisce la propria visita quanto il proprio sapere. I musei in Internet sono ormai centinaia, molti di questi siti hanno molta risonanza e vengono recensiti dalle riviste del settore. Il fenomeno sembra sia in continua crescita, la pagina degli aggiornamenti della WWW Virtuial Library relativa ai siti-musei riporta nuove entrate quasi tutti i giorni. 1 J.N.Jenneney, Storia dei Media, Editori Riuniti, Roma, 1996

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Parole chiave

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