Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Percorsi ipertestuali in ''The Waste Land'': la ''forma spaziale'' nella poesia

Questa tesi si occupa delle possibili applicazioni delle tecnologie multimediali allo studio della letteratura. In particolare analizza una versione ipertestuale di uno dei capolavori poetici dell'intero Novecento, ''The Waste Land'', forse l'opera più famosa del poeta e scrittore anglo-americano T.S. Eliot. La prima parte della tesi è dedicata allo studio della categoria dello spazio nella letteratura del Novecento, ovvero alla nuova concezione spaziale rilevata da Joyce, Proust, Floubert, Woolf e dallo stesso T.S. Eliot, così come è evidenziato dallo studio di J.Frank, autore del saggio ''Spatial Form in Modern Literature''. La seconda parte contiene un'analisi di quegli elementi, non solo spaziali, che permettono di rilevare già in alcune opere letterarie analogie con la logica di scrittura ipertestuale, che verrà analizzata più approfonditamente nella terza parte. Essa presenta anche lo studio di un web-site dedicato a ''The Waste Land'' con una precisa descrizione di tale sito e delle nuove possibilità che questo tipo di lettura ipertestuale propone a coloro i quali si avvicinano allo studio di un poema tanto complesso e affascinante.

Mostra/Nascondi contenuto.
Premessa Modern literature, as exemplified by such writers as T.S. Eliot, Ezra Pound, Marcel Proust, and James Joyce is moving in the direction of spatial form (...). All these writers ideally intend to apprehend their work spatially in a moment of time, rather than as a sequence. 1 Questo è uno dei passi più frequentemente citati ed emblematici dell’ormai celebre saggio di Joseph Frank “New Spatial Form in Literature” pubblicato nel 1945. partendo dalle osservazioni di Frank sulla “logica spaziale” del modernismo, mirante a superare i confini della pagina stampata e a ricreare una nuova unità dell’opera letteraria nello ‘spazio’ piuttosto che nel ‘tempo’ (si pensi alle opere di Flaubert, Joyce, Proust, Pound, Djuna Barnes e T.S. Eliot). Questo lavoro si propone di verificare se e in che misura esistano possibili punti di contatto tra l’avanguardia letteraria modernista e la logica di scrittura ipertestuale. 1 J. Frank “Spatial Form in Modern Literature” in The Widenind Gyre. Crisis and Mastery in Modern Literature, Indiana University Press, Bloomington-London 1963, pp. 8-9. Ove non diversamente segnalato, le traduzioni sono di chi scrive.[La letteratura modernista, come dimostrano scrittori come T.S. Eliot, Ezra Pound, Marcel Proust e James Joyce si sta movendo nella direzione della forma spaziale (...). E' intenzione ideale di tutti questi scrittori che le loro opere siano comprese spazialmente, in un momento nel tempo, piuttosto che come sequenza.]

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Giuseppina Fotia Contatta »

Composta da 122 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6656 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.