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I covered warrants - Strumento e mercato in Italia

Informazioni tesi

  Autore: Emiliano Sisto
  Tipo: Tesi di Master
Master in Master Universitario in Internet Banking
Anno: 2003
Docente/Relatore:
Istituito da: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 32

Da qualche anno si è fortemente manifestato in Europa, sulla scia di ciò che era già avvenuto negli Stati Uniti, il forte interesse da parte degli investitori per gli strumenti finanziari derivati, giustificato dal tentativo continuo di ottimizzare la propria asset allocation ed il profilo rischio/rendimento dei propri investimenti, in presenza di uno scenario di tassi di interesse decrescenti e di crescente efficienza dei mercati dei capitali.
I primi warrant comparsi sui mercati finanziari furono emessi da società quotate al fine di raccogliere capitale: questi strumenti, tuttora presenti nei mercati, danno diritto all’acquisto delle azioni della società emittente e solitamente vengono proposti sia in occasione di prestiti obbligazionari (in tal caso i titoli obbligazionari emessi vengono definiti “obbligazioni cum warrant” ed il warrant è negoziabile separatamente dal titolo obbligazionario) sia attraverso emissioni isolate.
I warrant così strutturati fanno riferimento solamente ad azioni di nuova emissione e, grazie al loro esercizio, la società aumenta il capitale sociale attraverso l’emissione di queste nuove azioni: in questo caso si parla di “aumento di capitale condizionato”, in quanto l’operazione avrà luogo nella misura in cui i detentori dei warrant si avvarrano del diritto di opzione concessogli dalla società stessa.
L’interesse degli investitori verso questi strumenti e la congiunta richiesta di prodotti sempre più innovativi e con profili di rischio elevato, spinse le banche ad offrire nuovi strumenti finanziari, elaborando e manipolando i tradizionali warrant emessi da società quotate, ridenominandoli in valute diverse o proponendo date di esercizio degli stessi differenti da quelle originariamente previste all’atto di emissione.
In risposta alle richieste del mercato, sul mercato svizzero e tedesco verso il finire degli anni ’80, furono emessi warrant che avevano come riferimento, non più soltanto titoli di società quotate, ma anche indici di borsa (DAX, S&P500), cambi valutari (dollaro statunitense/marco tedesco) e tassi d’interesse e il passo successivo fu, inoltre, l’emissione di warrant con natura put, consentendo agli investitori di assumere posizioni ribassiste sul sottostante di riferimento .
Da allora il mercato europeo è cresciuto a ritmi sempre più elevati, sviluppandosi inizialmente in Francia, Svizzera e Germania, per poi estendersi a paesi quali Italia e Austria.
Diversamente dalla generalità dei paesi europei, il mercato americano e quello inglese non hanno mostrato lo stesso interesse nei confronti di questo strumento finanziario, probabilmente a causa della più lunga tradizione di operatività in derivati e per la maggiore accessibilità e disponibilità, anche per gli investitori individuali, di strumenti quali opzioni e futures.
Nonostante si tratti di strumenti finanziari derivati, ovvero strumenti che derivano il loro valore dal prezzo di un’attività sottostante, e che appartengano ad una classe di strumenti di investimento molto più rischiosa rispetto ad azioni e obbligazioni, i CW hanno riscosso un notevole successo presso gli investitori individuali, poiché consentono di sfruttare un certo grado di leva finanziaria senza incorrere nei costi, nelle barriere e nei rischi propri di altri strumenti ad essi simili.

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Master in Internet Banking 2001/2002 Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – Intesa Learning I I. Stage presso IntesaTrade SIM: attività svolte. Ho svolto uno stage della durata di quattro mesi, parte integrante del Master in Internet Banking organizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano per IntesaBCI Learning, presso IntesaTrade SIM S.p.A., società di investimenti on-line del Gruppo Intesa-BCI, con sede a Milano. Gli ambiti operativi in cui ho svolto la mia attività sono stati, in un primo tempo, il back- office amministrativo – Settore Amministrazione e Contratti, successivamente, sino al termine del periodo di stage, il Customer Care. L’attività prestata in questi diversi settori mi ha consentito, anche grazie al mio pieno coinvolgimento da parte di tutti gli addetti a tali Uffici, di entrare in contatto con le dinamiche quotidiane di una società di trading on line e di seguire l’evoluzione del rapporto Società – Cliente dall’anagrafamento on-line sino all’operatività dello stesso sui mercati finanziari. Inizialmente mi sono dedicato alla lettura del contratto di adesione al Servizio IntesaTrade, ponendo particolare attenzione ad alcune tematiche considerate critiche, in relazione alla normativa vigente in materia1, nella fornitura dei servizi finanziari on-line, ed in particolare: il cosiddetto “metodo di identificazione indiretta” del cliente ai fini della disciplina antiriciclaggio; l’informativa da rendere ai clienti e a quella da acquisire presso gli stessi; la garanzia di efficienza e di continuità dei servizi offerti, con particolare riferimento ai recovery systems nei casi di crash o di blocco dei sistemi informatici; il principio ed il giudizio di adeguatezza delle operazioni di investimento in relazione al profilo dell’investitore. Successivamente ho partecipato all’attività più propriamente amministrativa della società, dedicandomi alle procedure di validazione dei contratti pervenuti, alla sospensione di detti contratti nel caso di anomalie di compilazione o assenza documenti, all’attivazione dell’ope ratività del cliente nel caso di riscontro positivo su bonifici di liquidità o trasferimenti titoli effettuati. 1 D.lgs 24 febbraio 1998 n.58 (“Testo Unico della Finanza”); Comunicazione CONSOB N. DI/99052838 del 7 luglio 1999; Comunicazione CONSOB N. DI/99091709 del 15 dicembre 1999; Comunicazione CONSOB N. DI/30396 del 21 aprile 2000; Legge 197/ 1991 (“Antiriciclaggio”); Circolare dell’Ufficio Italiano Cambi del 31 gennaio 2000.

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