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Gli eventi esonerativi della responsabilità del vettore terrestre di cose

La questione degli eventi idonei ad esimere il vettore stradale dalla responsabilità per perdita e avaria è problema ancora oggi ampiamente dibattuto in dottrina e in giurisprudenza. La discussione sembra essere più vivace soprattutto in materia di furto e rapina delle merci trasportate, in quanto è in questo campo che si scontrano interessi economici enormi, essendo in gioco le tasche di vari soggetti: fornitori, clienti, imprese di trasporto, compagnie di assicurazioni, etc. Inoltre, basterà considerare il fatto che, agli albori del III millennio, l’80% degli scambi commerciali della realtà Italia (e non solo) si realizzano su gomma e si comprenderà agevolmente l’importanza della materia e dell’ampio dibattito in corso in relazione ad essa. Tutto ciò a dispetto della tecnologia odierna, sempre in forte espansione tanto quanto gli episodi criminali che minano di continuo la sicurezza dei trasporti.
L’elaborato analizza la disciplina della responsabilità ex recepto e da inadempimento anche alla luce della normativa comunitaria sul trasporto internazionale di merci (Convenzione di Ginevra del 1956 – CMR), più favorevole al vettore dal punto di vista delle “scusanti” per la perdita o avaria del carico. In particolare, sono esaminati eventi come il furto, la rapina, l’incendio etc. e la loro idoneità a sollevare il vettore da responsabilità. Ciò, accompagnato da numerosi casi giurisprudenziali e forti critiche all’attuale orientamento giurisprudenziale in tema di rapina ai danni dell’autotrasportatore.

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INTRODUZIONE Il tema della responsabilità del vettore, e più in generale quello del contratto di trasporto, è solo da poco più di un secolo che ha attirato l’attenzione e l’interesse crescente dei giuristi teorici e pratici. Fino a quel momento la disciplina del trasporto era ancorata alle antiche disposizioni del diritto romano. In effetti, i Romani avevano già disciplinato alcuni aspetti giuridici della materia. Nei primi secoli dalla nascita, Roma non intratteneva grossi scambi commerciali, essendo la sua economia basata essenzialmente sull’agricoltura, praticata in ambito familiare per il privato sostentamento. Fu con l’espansione dell’impero che Roma, iniziando ad intrattenere i primi traffici commerciali con le province, sviluppò i primi contratti in materia di trasporto marittimo: l’utilizzazione della nave si realizzava attraverso la locatio navis e la locatio vehendarum mercium. Infatti, il trasporto via mare monopolizzò interamente il sistema dei traffici del mondo antico, nell’ambito del quale l’indiscusso dominus di tutta l’operazione del trasporto era il titolare dell’impresa di navigazione. Per quanto, infatti, i romani avessero costruito una straordinaria rete stradale, le condizioni del traffico terrestre erano, anche nei momenti di maggior fulgore dell’imperium,

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Sandro Sapia Contatta »

Composta da 132 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4728 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.