Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Economia, etica e finanza - Riflessioni su una conciliazione all'alba del III millennio

La tesi è uno studio circa i rapporti che legano la scienza economica ed il suo spesso obliato protagonista: l'uomo. Intende verificare la possibilità di reperire percorsi etici condivisi che possano fare dell'economia uno strumento utile per il progresso dell'uomo, nel rispetto dei suoi valori. Analizza motivazioni teoriche ed implicazioni pratiche di questo approccio... ''Sul cammino dell’uomo si pone una sfida continua: la sua libertà gli impone di scegliere incessantemente tra ciò che è bene e ciò che è male, tra ciò che preferisce per sé e ciò che invece sarebbe giusto per gli altri. Se attuare tale scelta è già di per sé cosa difficile, lo è ancora di più quando essa si inserisce in un quadro di riferimento pragmatico come quello dell’economia, degli affari ed ancor più della finanza...'' Questo studio ha voluto verificare se, all’alba di questo nuovo millennio, sia possibile studiare nuovi percorsi per promuovere la dignità speciale della persona umana senza stigmatizzare il ruolo del profitto nell’attuale panorama globalizzato che non è un’eventualità da rifuggire ma un’opportunità da coltivare. A questo fine ci vengono in soccorso numerosi strumenti come i fondi etici, le certificazioni, l’adozione di codici di condotta e la formulazione di teorie del profitto d’impresa che sappiano contemplare sempre l’uomo come fine e mai come strumento.'
OGNI COMMENTO SARA' GRADITO.

Mostra/Nascondi contenuto.
I INTRODUZIONE Una casa vuota, due torri infrante, querce spezzate Sul cammino dell’uomo si pone una sfida continua: la sua libertà gli impone di scegliere incessantemente tra ciò che è bene e ciò che è male, tra ciò che preferisce per sé e ciò che invece sarebbe giusto per gli altri. Se attuare tale scelta è già di per sé cosa difficile, lo è ancora di più quando essa si inserisce in un quadro di riferimento pragmatico come quello dell’economia, degli affari ed ancor più della finanza. Non è stata, infatti, la scarsa dimestichezza con una lingua ormai desueta, a rendere mero appannaggio degli studiosi di etimologia il significato autentico della scienza che studiamo. Non è stata neppure la volontà di ignorarlo, quanto l’effettiva arduità di una ricerca che, troppo spesso, s’è ritenuta vana sul nascere. Che il termine economia evochi la parola greca “ôikos”, casa, è diffusamente noto; che questa casa esista, ed abbia un senso soltanto in relazione a coloro che la popolano, è tanto evidente quanto dimenticato. A che servirebbe invero, occuparsi con cura di un edificio, se nessuno lo abitasse? Quale lo scopo di dedicarsi con attenzione e pervicacia ad un oggetto, qualora si perdesse di vista il fondante rapporto con l’agente che lo origina e gli conferisce valore? Paradossalmente è ciò che accade con sempre maggior frequenza nella scienza economica e nelle sue molteplici discipline, tanto, e proficuamente, impegnate nel conseguimento del proprio scopo, da riconoscere scarsa attenzione al principio di ogni scienza, che non può non essere incardinato nella persona umana, nelle sue scelte libere e responsabili, nella sua centralità più volte discussa e riaffermata nel corso nei secoli (dall’antropocentrismo allo scientismo illuminista). Sebbene sia ampiamente conosciuta la genesi sociale dell’economia, nata come naturale emanazione delle scienze umane, è altrettanto diffuso però, riconoscere che il percorso seguito da questa disciplina è andato ben oltre la meta che si era prefissata,

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Lorenzo Pedron Contatta »

Composta da 167 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 10543 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 22 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.