Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Fondazioni bancarie e attività culturali. Il caso Fondazione Cassamarca di Treviso

L’elaborato si propone lo studio delle fondazioni bancarie, specificamente per quanto concerne il loro investimento nel settore artistico.
A tal fine è stata ricostruita la genesi di questi enti, dalle prime associazioni, al sorgere degli istituti creditizi, per giungere alla formazione delle Casse di Risparmio (cfr. capitolo 2).
Si riportano, inoltre, i più importanti interventi legislativi, che hanno concorso a istituire e regolamentare detti istituti, dal 1990, anno della loro introduzione nella legislazione italiana, al 2002 (cfr. capitolo 2).
Per conoscere più approfonditamente il mondo in cui agiscono dette organizzazioni, è stato ampiamente descritto il settore nonprofit (cfr. capitolo 1).
Si analizza, nel capitolo 3, il ruolo delle fondazioni bancarie, ossia quanto e in che modo queste incidano nella società e nell’economia locali, quale tipologia d’azione sia la preferita (erogazioni o interventi), quali siano i soggetti beneficiari.
Risalto maggiore è stato dato, nell’analisi, agli interventi diretti al settore delle attività culturali.
Come caso di studio è stata scelta la Fondazione Cassamarca di Treviso, da sempre molto attiva nel settore della valorizzazione e promozione dei beni e delle attività culturali (cfr. capitolo 4).

Mostra/Nascondi contenuto.
CAPITOLO 1: IL MONDO DEL NONPROFIT 1.1 Il settore nonprofit Il settore nonprofit è costituito "dall'insieme degli enti privati, formalmente costituiti, che svolgono un'attività produttiva (tipicamente di servizi: sanitari, educativi, assistenziali, ricreativi, culturali...) con la finalità di servire al meglio un bisogno specifico di una categoria di "utenti", anziché procurare un utile o un guadagno in conto capitale a dei proprietari" 1 . In base alla definizione dell’ISTAT, inoltre, l’istituzione nonprofit privata o pubblica si definisce come “unità giuridico-economica dotata o meno di personalità giuridica, di natura pubblica o privata, che produce beni e servizi destinabili o non destinabili alla vendita e che, in base alle leggi vigenti o a proprie norme statutarie, non ha facoltà di distribuire, anche indirettamente, profitti o altri guadagni diversi dalla remunerazione del lavoro prestato ai soggetti che la hanno istituita o ai soci. Costituiscono esempi di istituzione nonprofit privata: le associazioni, riconosciute e non riconosciute, le fondazioni, le organizzazioni non governative, le organizzazioni di volontariato, le cooperative sociali e le altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), i partiti politici, i sindacati, gli enti religiosi civilmente riconosciuti, le organizzazioni religiose ivi comprese diocesi e parrocchie” 2 . 1 Definizione tratta dal glossario del sito www.bancalex.it 2 Definizione tratta dal glossario allegato al censimento generale del 2001, nella parte riguardante l’Industria e i Servizi, nel sito www.istat.it.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia e conservazione dei beni culturali

Autore: Arianna Miazzo Contatta »

Composta da 221 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5013 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 25 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.