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La versione interfoliata dei ''Voyages historiques, litteraries et artistiques en Italie'' di Antoine-Claude Pasquin Valery

Lo studio di un’opera è spesso lo studio della biografia psicologica del suo autore. Ogni pagina, ogni nota, anche quelle apparentemente più insignificanti possono diventare un documento prezioso, una testimonianza rara, capace di svelare ai posteri una parte inedita della vita dello scrittore e di incuriosire altri esseri umani, comuni mortali o intellettuali, che dalla lettura delle sue pagine letterarie possono approfondire le proprie acquisizioni di sapere.
Con questo sentimento mi sono avvicinata ad un’opera poco conosciuta, i Voyages historiques, littèraires et artistiques en Italie di Antoine-Claude Pasquin Valery, una figura ingiustamente confinata ai margini della grande letteratura francese, autore di questa pregevole guida di viaggio sull’Italia, un’opera che, nell’Ottocento, divenne il più fedele «compagnon de route » del viaggiatore romantico.
Prima di confrontarmi con l’edizione interfoliata dei Voyages, ho quindi cercato di ricostruire la genesi di quest’opera, cercando di far «parlare» il suo autore attraverso gli scritti e le lettere che ci ha tramandato, esaminando le pagine di critica dei suoi contemporanei, indagando sulle indiscrezioni e sugli apprezzamenti dei suoi colleghi francesi e italiani.
Durante questo percorso di ricerca sui Voyages, non ho potuto fare a meno di notare come quest’opera ed il suo autore abbiano finito progressivamente con l’identificarsi. La produzione letteraria di Valery non è particolarmente estesa, ma non è stata solo letteratura di viaggio, soprattutto nei primi tempi. Dal momento in cui comparvero i Voyages, tuttavia, Valery è ritornato puntualmente, in tutte le opere successive, sull’argomento italiano. L’amore incondizionato per l’Italia, espresso nel libro, ha contribuito a consacrare il suo successo, proprio nel momento in cui il nostro paese era la meta indiscussa del viaggiatore colto. Ne sono testimonianza le immediate e numerose ristampe, opera soprattutto delle case editrici belghe che, attraverso edizioni contraffatte, concorsero ad accrescere la popolarità di Valery.
E’ difficile dare una spiegazione all’oblio che ha progressivamente confinato in una zona d’ombra quest’opera e il suo autore.
L’edizione interfoliata, oggetto della mia tesi, è uno dei rari atti di riconoscimento verso questo scrittore dimenticato: a distanza di circa cinquant’anni dalla comparsa della prima edizione, l’esemplare, di cui ho esaminato e trascritto gli articoli frapposti e le meticolose annotazioni manoscritte, dimostra che ancora qualcuno, certamente un appassionato come Valery del nostro paese, era disposto a confrontarsi con un’opera probabilmente, dai più, ritenuta superata.
Il lavoro di ricostruzione paleografica non ha sempre portato a risultati clamorosi: la presenza di lacune significative ha precluso talvolta le mie indagini, costringendomi a limitare gli obiettivi delle mie considerazioni.
Spero che la lettura di queste pagine trascritte, in ogni caso, possa contribuire a mantenere viva l’opera e la figura di Valery, ed a stimolare il desiderio di riscoprire aspetti dimenticati del patrimonio collettivo del nostro paese.

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Lo studio di un’opera è spesso lo studio della biografia psicologica del suo autore. Ogni pagina, ogni nota, anche quelle apparentemente più insignificanti possono diventare un documento prezioso, una testimonianza rara, capace di svelare ai posteri una parte inedita della vita dello scrittore e di incuriosire altri esseri umani, comuni mortali o intellettuali, che dalla lettura delle sue pagine letterarie possono approfondire le proprie acquisizioni di sapere. Con questo sentimento mi sono avvicinata ad un’opera poco conosciuta, i Voyages historiques, littéraires et artistiques en Italie di Antoine-Claude Pasquin Valery, una figura ingiustamente confinata ai margini della grande letteratura francese, autore di questa pregevole guida di viaggio sull’Italia, un’opera che, nell’Ottocento, divenne il più fedele «compagnon de route » del viaggiatore romantico. Prima di confrontarmi con l’edizione interfoliata dei Voyages, ho quindi cercato di ricostruire la genesi di quest’opera, cercando di far «parlare» il suo autore attraverso gli scritti e le lettere che ci ha tramandato, esaminando le pagine di critica dei suoi contemporanei, indagando sulle indiscrezioni e sugli apprezzamenti dei suoi colleghi francesi e italiani.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Cristiana Candellero Contatta »

Composta da 578 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1457 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.