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La formazione dell'ostetrica tra passato e presente. Dall'empirismo alla strutturazione di un curriculum - Il caso di Firenze

Scopo di questo lavoro è proprio l’esame di come la figura dell’ostetrica è mutata nel corso del tempo e di come si è venuta progressivamente caratterizzando, al fine di ricostruire le vicende socio-culturali che hanno presieduto al delinearsi di una nuova figura professionale, che vede nella recente individuazione di una specifica classe di area sanitaria un riconoscimento fondamentale.
Dal XVII secolo si avvierà per questa occupazione un profondo cambiamento e per l’azione di diversi fattori si aprirà un lungo processo di professionalizzazione che ancora deve terminare: è stato, infatti, approvato nel 2002 il passaggio da Diploma universitario in Scienze Ostetriche a Corso di laurea in Scienze ostetriche.

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PREMESSA La storia dell’ostetricia è una storia recente, visto che le prime scuole di Ostetricia sono state fondate tra il XVIII e il XIX secolo. Nonostante ciò, la figura dell’ostetrica è sempre stata presente nella storia fin dall’antichità. L’assistenza al parto nasce nelle società primitive, nelle quali i rapporti umani erano prevalentemente costituiti da stretti legami personali o di parentela. Il parto è stato per secoli una storia prevalentemente femminile: ogni donna che aveva partorito era una potenziale assistente al parto delle sue vicine. All’interno della comunità, l’assistenza a questo evento si fondava sull’aiuto reciproco e il ricorso ad una donna esperta alla quale erano state tramandate, dalla madre o da una donna più anziana, specifiche conoscenze. Nel corso dello sviluppo sociale, l’aiuto alla nascita divenne l’esercizio di un’arte empirica che, riservata alle sole donne, per secoli si è tramandata in ogni società con i propri rituali, le proprie pratiche, le proprie norme e le proprie credenze. Dalla storiografia appare con evidenza che, per ragioni esclusivamente morali, gli uomini erano tenuti distanti dalla pratica dell’ostetricia: sulle basi dell’esperienza, si vennero a creare figure di professionalità semiriconosciuta. Quello della levatrice, inizialmente, non era un mestiere a tempo pieno, con il quale la donna si guadagnava da vivere, ma, data la particolarità del suo intervento, questa figura era prescelta dalla comunità in conformità a specifici requisiti sociali. Un rigido controllo avveniva soprattutto da parte della Chiesa che dava giudizi sui buoni costumi, le qualità morali e le capacità di amministrare il battesimo. Dal XVII secolo si avvierà per questa occupazione un profondo cambiamento e per l’ azione di diversi fattori si aprirà un lungo processo di professionalizzazione che ancora deve terminare: è stato, infatti, approvato nel

Diploma di Laurea

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Camilla Panerai Contatta »

Composta da 107 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 15461 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.