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Il mobbing - Aspetto psicologico, sociale e legale

Informazioni tesi

  Autore: Cinzia Romiti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Cristina Zucchermaglio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 91

Lo scopo di questa tesi è di individuare le linee principali di un fenomeno antico ma recentemente recuperato ed annoverato nell’ambito degli abusi / soprusi operati negli ambienti di lavoro.
L’idea principale è quella di fotografare un problema che risulta particolarmente complesso perché raggruppa varie tematiche che solcano diversi campi; dal sociologico allo psicologico, dal sociale al legale.
Il mobbing, se da una parte si presenta come un fenomeno quasi auto-evidente, da un’altra parte presenta almeno una doppia problematicità: risulta piuttosto difficile da accertare e, da un punto di vista concettuale, è senz’altro più confuso di quanto non faccia pensare l’abbondante pubblicistica sull’argomento. Forse è proprio l’incertezza dello status concettuale e pragmatico a rendere difficoltoso l’accesso ai soggetti mobbizzati.
Provando a dare una definizione non univoca, potremmo definire il mobbing come una forma di aggressione più o meno velata ma di sicuro stampo psicologico, che produce malessere e scompiglio, con ripercussioni anche gravi sulla salute psicofisica, e che si realizza attraverso comportamenti ostili, vessatori, realizzati da colleghi (mobbing orizzontale) e/o dal datore di lavoro e dai superiori gerarchici (mobbing verticale) nei confronti di un lavoratore individuato come vittima.
Precedentemente abbiamo accennato al fatto che fosse un fenomeno sia antico che recente, facendo rispettivamente riferimento alla mole di comportamenti, da sempre perpetuati, considerati “illeciti”, attuati in ambito lavorativo, e di recente attenzione per il coinvolgimento più o meno diretto nelle tematiche di tutela del lavoratore, che oggi come non mai destano interesse non solo nei sindacati, ma anche nelle varie organizzazioni che nel frattempo sono sorte negli ultimi anni a difesa dei diritti delle persone in generale.
Nel primo capitolo, si cercherà di dare un ”volto” a questo fenomeno, analizzandolo da più punti di vista, partendo dal carattere psicologico fino all’aspetto legale, tracciando un limite tra ciò che è mobbing e ciò che non lo è.
Nel secondo capitolo si entrerà nel dettaglio del fenomeno, cercando di capire dove nasce, come cresce, e come si estingue. Prendendo come spunto teorico le varie ricerche derivate, dall’analisi di casi, e che ne hanno evidenziato caratteristiche comuni; inoltre si presenteranno dei resoconti di persone soggette ad azioni di mobbing.
Nel terzo capitolo si passerà in rassegna il dato statistico che fornirà una visione, la più obiettiva possibile del fenomeno, contestualizzandolo sia all’Italia che in altri paesi. Il dato statistico garantisce matematicamente il fenomeno, però l’analisi di questo fenomeno risentirà della sua rilevazione, che deriva da criteri soggettivi e non oggettivi, per tutte le cause che verranno esposte.
Nel quarto capitolo si delineeranno le prospettive possibili sia come interventi sulla singola persona che a livello sociologico - organizzativo nell’ambito lavorativo; inoltre si presenteranno le varie ipotesi di sviluppo del fenomeno che nel corso degli anni potrebbero verificarsi.
Nell’ultimo capitolo si passeranno in rassegna alcune considerazioni che cercheranno sia di sintetizzare ciò che è stato evidenziato, ma anche di fornire un contributo costruttivo e significativo all’analisi del fenomeno in un’ottica sia intervento che di semplice conoscenza approfondita.

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3 INTRODUZIONE Lo scopo di questa tesi è di individuare le linee principali di un fenomeno antico ma recentemente recuperato ed annoverato nell’ambito degli abusi / soprusi operati negli ambienti di lavoro. L’idea principale è quella di fotografare un problema che risulta particolarmente complesso perché raggruppa varie tematiche che solcano diversi campi; dal sociologico allo psicologico, dal sociale al legale. Il mobbing, se da una parte si presenta come un fenomeno quasi auto-evidente, da un’altra parte presenta almeno una doppia problematicità: risulta piuttosto difficile da accertare e, da un punto di vista concettuale, è senz’altro più confuso di quanto non faccia pensare l’abbondante pubblicistica sull’argomento. Forse è proprio l’incertezza dello status concettuale e pragmatico a rendere difficoltoso l’accesso ai soggetti mobbizzati. Provando a dare una definizione non univoca, potremmo definire il mobbing come una forma di aggressione più o meno velata ma di sicuro stampo psicologico, che produce malessere e scompiglio, con ripercussioni anche gravi sulla salute psicofisica, e che si realizza attraverso comportamenti ostili, vessatori, realizzati da colleghi (mobbing orizzontale) e/o dal datore di lavoro e dai superiori gerarchici (mobbing verticale) nei confronti di un lavoratore individuato come vittima. Precedentemente abbiamo accennato al fatto che fosse un fenomeno sia antico che recente, facendo rispettivamente riferimento alla mole di comportamenti, da sempre perpetuati, considerati “illeciti”, attuati in ambito lavorativo, e di recente attenzione per il coinvolgimento più o meno diretto nelle tematiche di tutela del lavoratore, che oggi come non mai destano interesse non solo nei sindacati, ma anche nelle varie organizzazioni che nel frattempo sono sorte negli ultimi anni a difesa dei diritti delle persone in generale. Nel primo capitolo, si cercherà di dare un ”volto” a questo fenomeno, analizzandolo da più punti di vista, partendo dal carattere psicologico fino all’aspetto legale, tracciando un limite tra ciò che è mobbing e ciò che non lo è. Nel secondo capitolo si entrerà nel dettaglio del fenomeno, cercando di capire dove nasce, come cresce, e come si estingue. Prendendo come spunto teorico le varie ricerche derivate, dall’analisi di casi, e che ne hanno evidenziato caratteristiche comuni; inoltre si presenteranno dei resoconti di persone soggette ad azioni di mobbing. Nel terzo capitolo si passerà in rassegna il dato statistico che fornirà una visione, la più obiettiva possibile del fenomeno, contestualizzandolo sia all’Italia che in altri paesi. Il dato statistico garantisce matematicamente il fenomeno, però l’analisi di questo fenomeno risentirà della sua rilevazione, che deriva da criteri soggettivi e non oggettivi, per tutte le cause che verranno esposte. Nel quarto capitolo si delineeranno le prospettive possibili sia come interventi sulla singola persona che a livello sociologico - organizzativo nell’ambito lavorativo;

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