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L'outsourcing e la creazione del valore

Tra i trend di mercato dell'ultimo decennio certamente l'outsourcing è quello che suscita maggiore interesse da parte del mondo imprenditoriale. Basta aprire un giornale per rendersi conto di quanti seminari e convegni siano organizzati sul tema. Nonostante se ne parli, raramente si ha l'impressione che se ne conosca l'esatto significato. Infatti, il termine outsourcing è stato adoperato in molti contratti e in una vasta gamma di business area anche impropriamente. In generale si definisce outsourcing o esternalizzazione o terziarizzazione di funzioni aziendali una relazione di lungo periodo nella quale l'outsourcer (fornitore o supplier) ha la responsabilità di gestire un intero processo del cliente, assumendo il ruolo di partner e imprenditore. Si tratta in sostanza di una riedizione con caratteristiche nuove dell'alternativa ''make or buy'', che da un punto di vista organizzativo si è evoluta in tre tappe fondamentali:

1. Esternalizzazione di attività produttive, per lo più a basso valore aggiunto, labour intensive e con alto grado di sostituibilità dei ''subcontractors'' (terzisti). Le finalità dello strumento outsourcing erano:
· ridurre i costi;
· ristrutturare finanziariamente l'azienda;
· migliorare la produttività del personale;
· utilizzare la conoscenza di esperti del settore;
· ridurre il carico di lavoro sul processo aziendale;

2. Esternalizzazione di funzioni terziarie non strategiche per l'azienda (''commodities''), come servizi logistici, informativi, assicurativi, finanziari. In questa fase c'è il duplice intento di comprimere i costi di funzioni a complessità crescente, che per essere svolte efficacemente possono richiedere risorse superiori a quelle che una piccola-media impresa può dedicarvi e di potersi concentrare sul core business. Si sviluppano così imprese specializzate in portafogli clienti le quali svolgono anche la funzione di trasferimento delle conoscenze: l'importanza di questa pluralità e ricchezza professionale di rapporti con i partners diventa il fattore più importante per qualificare un'impresa nel ''terziario avanzato''. In questa fase della sua evoluzione l'outsourcing soprattutto a livello internazionale ha avuto come oggetto processi amministrativi quali il trattamento dei dati, i trasferimenti, la gestione delle buste paga.

3. L'ultima tappa riguarda infine l'esternalizzazione d'attività strettamente legate alle funzioni strategiche e quindi con margini molto ridotti di standardizzabilità (logistica, EDP, progettazione).Rispetto a queste funzioni l'azienda fornitrice del servizio stringe un rapporto più stretto e personalizzato con il cliente, studia con lui soluzioni su misura per le sue richieste specifiche, deve saper dialogare e innovare rapidamente. Si tratta di una forma di relazione molto più simile ad un'alleanza tra partner ognuno dei quali eccelle nel proprio core business, piuttosto che ad un classico rapporto tra cliente e fornitore, in cui il ruolo del compratore è nettamente distinto da quello del venditore e il rischio d'impresa connesso al prodotto finale è del tutto a carico del fornitore.
Così alla necessità di maggiore efficienza ed efficacia dei processi esternalizzati, oggi, si è sostituito un modello che richiama i principi dell'impresa a rete e richiede una forte discontinuità organizzativa per spezzare le routine comportamentali interne e vincere le resistenze da parte dei manager ''a rischio'', posti in concorrenza con i partner esterni.

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2 INTRODUZIONE Tra i trend di mercato dell'ultimo decennio certamente l'outsourcing è quello che suscita maggiore interesse da parte del mondo imprenditoriale. Basta aprire un giornale per rendersi conto di quanti seminari e convegni siano organizzati sul tema. Nonostante se ne parli, raramente si ha l'impressione che se ne conosca l'esatto significato. Infatti, il termine outsourcing è stato adoperato in molti contratti e in una vasta gamma di business area anche impropriamente. In generale si definisce outsourcing o esternalizzazione o terziarizzazione di funzioni aziendali una relazione di lungo periodo nella quale l'outsourcer (fornitore o supplier) ha la responsabilità di gestire un intero processo del cliente, assumendo il ruolo di partner e imprenditore. Si tratta in sostanza di una riedizione con caratteristiche nuove dell'alternativa "make or buy", che da un punto di vista organizzativo si è evoluta in tre tappe fondamentali: 1. esternalizzazione di attività produttive, per lo più a basso valore aggiunto, labour intensive e con alto grado di sostituibilità dei "subcontractors" (terzisti). Le finalità dello strumento outsourcing erano: • ridurre i costi; • ristrutturare finanziariamente l'azienda; • migliorare la produttività del personale; • utilizzare la conoscenza d'esperti del settore; • ridurre il carico di lavoro sul processo aziendale;

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Maria Palumbo Contatta »

Composta da 35 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 11554 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 25 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.