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Rapporto tra sviluppo politico e sviluppo economico: il caso argentino

L'obiettivo di questo lavoro di tesi è stato quello di individuare l'esistenza di un'eventuale relazione tra sviluppo politico e sviluppo economico. Utilizzando parametri di tipo occidentale, quindi assumendo che la democrazia costituisca il miglior sistema politico, si può semplificare e affermare che l'obiettivo è stato quello di capire se lo sviluppo economico favorisce il formarsi di una democrazia o, al contrario, se lo sviluppo economico è favorito dalla esistenza di un sistema politico di tipo democratico.
Per capire quale delle due relazioni si avvicina maggiormente alla realtà ho preso in considerazione l'America Latina e, in particolare, l'Argentina per due motivi fondamentali. Innanzitutto l'America Latina appare essere, tra le regioni che oggi vengono definite sottosviluppate, quella che maggiormente si avvicina alla nostra società per cultura e tradizione. In secondo luogo, nonostante sia molto simile alla nostra società, l'America Latina è stata investita da un processo di modernizzazione differente da quello occidentale.
Partendo da questo presupposto si è cercata di fare un'analisi politica, sociale, economica della società latinoamericana e argentina non solo a livello teorico ma anche a livello empirico.

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CAPITOLO I LE TEORIE SULLO SVILUPPO Introduzione Le teorie formatesi sul tema sono state numerose e alquanto disparate, ma si può dire che tutte, chi più, chi meno, hanno subito l’influenza di due scuole di pensiero che, soprattutto per quanto riguarda gli studi in America Latina, ne hanno condizionato il dibattito. Queste due scuole di pensiero sono state la teoria della modernizzazione e la teoria della dipendenza, sviluppatesi negli anni ‘50 del secolo scorso quando iniziò il processo di decolonizzazione. La teoria della modernizzazione e la teoria della dipendenza sono state due visioni profondamente differenti che cercavano di spiegare la stessa realtà. Formulate in aree differenti, con differenti opinioni, assunzioni, metodologie e con differenti esiti, queste teorie erano il riflesso di uno scontro che a livello politico vedeva da una parte la visione occidentale o capitalista, guidata dagli Stati Uniti, e dall’altra la visione comunista o marxista, guidata dall’Unione Sovietica. L’unico elemento che accomunava queste due visioni era l’obiettivo che si erano prefissi, ossia capire come mai c’era un totale contrasto tra le esperienze di sviluppo verificatesi nei paesi occidentali e quelle verificatesi nella maggior parte dei paesi del resto del mondo. 1.1. Sviluppo e Sottosviluppo Dopo la seconda guerra mondiale, infatti, la prese di coscienza delle differenze che esistevano tra le diverse aree del mondo, spinse i paesi industrializzati a porsi il problema dello sviluppo e di quello che fu definito per la prima volta “sottosviluppo”. “Dobbiamo intraprendere un programma nuovo e audace per rendere disponibili i benefici delle nostre conquiste scientifiche e del nostro progresso industriale per l’avanzamento e la crescita delle aree sottosviluppate. Il vecchio imperialismo, lo sfruttamento per il profitto straniero, non trova posto nei nostri piani. Ciò che noi immaginiamo è un programma di sviluppo basato sui concetti di un leale rapporto democratico” (Truman, 1949). Ma cosa si dovesse intendere per sviluppo, e quindi per sottosviluppo, non era di facile comprensione. Per molto tempo, ben oltre gli anni ’50, lo sviluppo fu inteso come semplice incremento del reddito pro-capite o l’incremento nella produzione pro-capite di beni materiali. Per Lewis (1963) “si dovrebbe tener presente in primo luogo che la nostra questione (quella dello sviluppo) è la crescita, e non la distribuzione. Solo negli anni ’60 si cominciò a dare un significato più ampio al termine “sviluppo” e le stesse Nazioni Unite, tramite il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite

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Informazioni tesi

  Autore: Roberto Locci
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Gianfranco Bottazzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 90

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Parole chiave

autoritarismo
colonialismo
crescita economica
indici di democraticità
populismo
teoria della dipendenza
argentina
sviluppo economico
carlos menem
juan domingo peron
raul alfonsin
democrazia

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