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Piani Energetici e Ambientali Comunali: definizione dei criteri per la scelta degli interventi

Informazioni tesi

  Autore: Antonio Randazzo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria per l'Ambiente e il Territorio
  Relatore: Francesco Asdrubali
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 437

Lo scopo di questo lavoro è quello di fornire dei criteri per individuare gli interventi possibili al fine di applicare una corretta ed efficace pianificazione energetica del territorio comunale.
Come tutti gli interventi di pianificazione del territorio, anche la pianificazione energetica ha notevoli implicazioni di carattere economico, sociale, occupazionale e soprattutto di carattere ambientale. Ecco il motivo per cui i Piani Energetici Comunali assumono una valenza ambientale molto forte.
Nell’individuazione dei possibili interventi correlati ai Piani Energetici e Ambientali Comunali si deve tener conto, nello spirito della legge 10/91 che li istituisce, dello sviluppo delle fonti rinnovabili e delle fonti assimilate. Le fonti assimilate comprendono non solo le produzioni, ma tutti i settori dove si possa ottenere un risparmio energetico. Inoltre, vista la valenza ambientale del Piano, vanno individuati anche gli interventi che presentano ridotti impatti ambientali o che permettono di attenuare gli impatti negativi relativi ad altri interventi per consentire uno sviluppo sostenibile della realtà territoriale.
Una volta individuati gli interventi, è necessario procedere con l’individuazione di un sistema che permetta una valutazione degli stessi.
Il percorso seguito per effettuare tale lavoro inizia con l’esame della legislazione vigente e delle esperienze più significative in merito alla pianificazione energetica territoriale.
Lo studio del Preliminare del Piano Energetico ed Ambientale del Comune di Perugia ha permesso una conoscenza approfondita del territorio comunale. Inoltre questa fase del Piano esamina il Bilancio Energetico del territorio, valuta il potenziale rinnovabile e ipotizza dei possibili scenari futuri dal punto di vista energetico e ambientale.
Una volta studiati gli aspetti sopra riportati, si sono analizzati,in maniera dettagliata, tutte le tecnologie e i sistemi disponibili, per consentire uno sviluppo sostenibile del territorio comunale. Tale lavoro è consistito nella redazione di opportune schede tecniche riguardanti numerosi aspetti che intervengono nella gestione energetica e ambientale.
Le schede sono state suddivise in cinque settori: sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili e assimilate; interventi nel settore dei trasporti; risparmio energetico; aspetti amministrativo-gestionali; interventi di risparmio energetico del Comune di Perugia e delle società di servizi collegate.
Le schede contengono una descrizione tecnica, della particolare tecnologia o dello specifico sistema, completa delle seguenti voci: stato dell’arte; prospettive di sviluppo; risvolti energetici, ambientali e socio-economici; attuabilità nel territorio comunale; note.
Le cinquanta schede che si sono prodotte danno un quadro completo di quasi tutti i sistemi, le normative e le tecnologie che sono legate agli usi, alle produzioni o alle trasformazioni energetiche e fanno emergere alcuni aspetti che possono presentare particolari sviluppi e delle tecnologie più o meno adattabili all’interno del territorio comunale.
Dal punto di vista energetico si sono fornite alcune indicazioni che consentono di paragonare interventi diversi e di confrontare lo stato attuale con soluzioni future, a tal proposito si sono stimati i quantitativi energetici consumati o risparmiati per ogni soluzione. Si sono fornite delle indicazioni in merito ai vantaggi ambientali e i possibili impatti negativi: si è cercato di stimare le emissioni prodotte o evitate di gas climalteranti (CO2 o CO2equivalente) e di altri inquinanti e si sono stimati altri possibili impatti come l’inquinamento delle acque e del suolo, l’inquinamento acustico, gli impatti sul paesaggio. Si sono, inoltre, riscontrati i risvolti economici e forniti i criteri per verificare la convenienza di diversi sistemi e tecnologie.
La complessità degli aspetti analizzati rende difficile un confronto che possa permettere una classificazione degli interventi più idonei da adottare nel territorio comunale, quindi, è stata realizzata una matrice riepilogativa in cui, attraverso indicatori scelti appositamente, si dà la possibilità di valutare le singole azioni sotto diversi aspetti.
Questa procedura consente di generare una classifica delle possibili decisioni mediante un voto finale che si attribuisce ad ogni intervento. Gli indicatori considerati sono relativi all’attuabilità nel territorio comunale, alle prospettive di sviluppo, agli aspetti energetici ed ambientali, ai risvolti occupazionali, alla facilità di monitoraggio e ai risvolti economici.
I valori del punteggio finale riferiti ad ogni scheda servono ad individuare quali interventi dimostrato una reale fattibilità e una maggiore efficacia.
Tutti gli interventi esaminati sono stati valutati in termini di prospettive e potenzialità.
In particolare, gli obiettivi devono configurare un contenimento delle emissioni di gas climalteranti in osservanza del Protocollo di Kyoto.

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Introduzione Introduzione In Italia, fino ai primi anni ’90, le autorità regionali e locali hanno avuto un ruolo limitato nella gestione e nella pianificazione energetica ed ambientale del proprio territorio. Con l’attuazione della legge n. 10 del 1991 (art. 5), si è iniziato a coinvolgere, in maniera più concreta, le Regioni, le Province autonome e i Comuni in questi settori. La legge 10/91 prevede che i Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti predispongano, nell’ambito del Piano Regolatore, uno specifico piano relativo all’uso delle fonti rinnovabili di energia. La legge è stata emanata in un periodo di presa di coscienza da parte dei Governi e della comunità internazionale sui temi energetici e ambientali. Infatti, negli anni ’90, si sono tenute numerose conferenze e si sono presi accordi per affermare e promuovere uno sviluppo sostenibile per il nostro pianeta. Il concetto di sostenibilità viene inteso come uno sviluppo economico, sociale e culturale che tuteli il patrimonio naturale e impedisca l’impoverimento ed il danneggiamento irreversibile delle risorse ambientali rispetto alla capacità di rigenerazione e di assorbimento dei vari eco-sistemi, a discapito delle generazioni presenti e future. Partendo da tale assunto, le varie conferenze e gli accordi internazionali hanno cercato di promuovere una crescita economica interdipendente con le componenti sociali e ambientali e attenta ai problemi derivanti dai suoi impatti sull’ambiente, riconoscendo che il tema dell’energia è forse il tema che maggiormente interagisce con lo sviluppo e i principi di sostenibilità. La legge 10/91 è stata, in un certo senso, anticipatrice delle esigenze che sarebbero scaturite da molte di queste conferenze e accordi internazionali. 3

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