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Politiche per l'infanzia in contesto aziendale: il caso Olivetti

Informazioni tesi

  Autore: Marco Ferruccio Ballurio
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Dario Rei
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 186

Marco Ferruccio Ballurio ha vinto la prima edizione del Premio Socialis (2003), promosso da Errepi Comunicazione, con il patrocinio di Unesco Italia, della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane)
www.clubsocialis.it

L’intima connessione tra le limitate misure di sostegno alla famiglia con figli, ed in particolare la totale assenza di provvedimenti adeguati alla cura della prima infanzia, oltre e rendere difficile la scelta delle madri di entrare nel mercato del lavoro, ha inaugurato una nuova stagione di iniziative aziendali a sostegno delle lavoratrici madri e delle famiglie.
Questa tesi intende riconsiderare la rinascita di queste attenzioni “familiari” da parte delle imprese, in relazione a quanto accadde, a partire dagli anni Trenta, nell’azienda Olivetti di Ivrea.
In quegli anni, all’interno di un sistema di welfare del tutto inadeguato o ancora inesistente, l’Ing. Adriano Olivetti costruì un sistema di sicurezza sociale per i propri dipendenti ed i loro familiari, che non aveva uguali in Italia.
Edificò asili nidi e colonie, senza mai dare l’impressione di un senso di paternalismo, o di ricercare per sè e per l’azienda nuove fonti di profitti. Il fine ultimo di questo welfare aziendale era lo sviluppo della comunità, verso la quale l’impresa aveva il dovere di sentirsi socialmente responsabile.
Non mi propongo di verificare se una simile impresa potrebbe oggi reggere o meno il confronto con i mercati della globalizzazione.
Mi sembra invece opportuno capire come mai, ad oltre quarant’anni dalla sua morte le idee di Olivetti stiano ritornando con forza, riapparendo profondamente moderne ed attuali.
Missione dell’impresa, funzione dello stato sociale, rapporto tra impresa e territorio, politica del lavoro e cultura industriale, che furono allora il frutto della complessa utopia di un imprenditore illuminato e filantropo, oggi sono esigenze auspicabili da parte delle imprese, per far fronte alle difficoltà dei mercati e della manodopera, in una visione sia economica che sociale dello sviluppo.

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4 PRESENTAZIONE. All’interno dell’ampio dibattito di riforma del sistema di welfare italiano, si sta riproponendo la necessità da parte delle imprese di un sistema di responsabilità sociale che si prenda carico dei bisogni dei dipendenti. In un periodo segnato da profondi mutamenti economici e sociali, le famiglie, che sino ad oggi avevano supplito agli eventuali deficit dell’intervento statale, affidandosi al mutuo sostegno economico della propria rete parentale, si trovano davanti a nuovi bisogni, che nella maggior parte dei casi rimangono senza risposta. Anche nei periodi di massima espansione, il welfare si sviluppò dando sempre per scontata una riserva familiare di lavoro di cura femminile, per far fronte ai bisogni dell’infanzia e degli anziani. Facendo perno su queste convinzioni, i servizi per l’infanzia sono rimasti per lungo tempo la cenerentola dei servizi sociali. Davanti ad una società in cui sempre più spesso le donne sono orientate a rimanere nel mercato del lavoro per tutta la vita adulta, si è venuta a creare una situazione di vuoto per la quale si rileva necessario l’intervento di nuovi attori, capaci di ovviare alle lacune del sistema di sicurezza sociale pubblico. La crisi della protezione sociale si associa, in primo luogo, ad un calo del tasso di natalità, accompagnato anche da un tasso di partecipazione femminile nel mercato del lavoro tra i più bassi d’Europa.

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