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Nella 'idea' del gioco linguistico e del paradigma: Wittgenstein-Kuhn

L’obiettivo che, nelle mie possibilità, mi sono proposto di conseguire nella stesura di questa tesi di laurea è finalizzato al raggiungimento di una valorizzazione costruttiva dell’analogia gioco linguistico – paradigma, ad una valorizzazione che non sia in primo luogo e, soprattutto, limitativa al significato intrinseco di questi due stessi termini. Per accedere, legittimamente, ad una correlabilità fra i due concetti che vada oltre e non solo l’aspetto denotativo, ho ritenuto doveroso, e necessario, ricostruire in entrambi i filosofi le modalità genealogiche con cui quest’ultimi hanno maturato quelle date condizioni concettuali ed euristiche necessarie alla strutturazione dei due concetti in uso.
Nell’ambito dell’epistemologia kuhniana, e con il capitolo sulla genesi epistemologica di Kuhn, ho cercato, analizzando prima la rivoluzione copernicana e poi successivamente altri saggi, fino a raggiungere La struttura delle rivoluzioni scientifiche, di ricostruire le fasi di sviluppo concettuali, filosofiche e soprattutto epistemologiche di Kuhn, e di come i vari concetti (scienza normale, para- digma, incommensurabilità, etc.), che ontologicamente ‘sostengono’ la SSR, siano concresciuti ed abbiano preso forma nella processualità cognitiva del filosofo americano. Anche L. Wittgenstein non è che formuli o concepisca il gioco linguistico, la forma di vita, l’impossibilità del linguaggio privato, etc., semplicemente e nell’ambito delle Ricerche fiolosofiche ma, in realtà, gran parte degli assunti che lui stesso sintetizza nei suoi ultimi saggi, derivano da una serie di pensieri, di riflessioni e di ‘riorientamenti’ che il filosofo austriaco elabora già in nuce nel periodo giovanile dell’atomismo logico, ossia nel periodo del Tractatus logico-philophicus. Ed è in forza di questa processualità euristico-cognitiva che entrambe i filosofi concettualmente e materialmente presentano, a legittimare, credo, un’azione comparativa che diacronizzi sia il gioco linguistico e sia il paradigma; e quest’azione ‘diacronizzante’ viene, e per l’appunto, da me intrapresa nel capitolo centrale di questa stessa discussione, nel capitolo dal titolo: “Il gioco linguistico si determina nelle rivoluzioni scientifiche. Appare l’idea". Quest’ultimo capitolo, strutturato in 12 paragrafi, ripercorre sulla falsariga de La struttura delle rivoluzioni scientifiche gli assunti che, a mio parere, rendono possibile congetture, radicare e sussumere gran parte delle nozioni filosofiche ed epistemologiche validanti le ‘posizioni’ kuhniane e wittgensteiniane; tali posizioni riecheggiano fondamentalmente nell’ambito storiografico di Kuhn e nella ‘rappresentazione perspicua’ di Wittgenstein, nella scienza normale, nei rompicapo, nei paradigmi kuhniani e nelle regole wittgensteiniane, nelle ‘rassomiglianze di famiglia’, nel ‘vedere’ o nel ‘vedere come’, nella persuasione legittimante l’ontologia delle rivoluzioni scientifiche, nell’incommensurabilità kuhniana e wittgensteiniana, nell’autorità dei manuali che ‘mostrano’ e non ‘dicono’ le rivoluzioni ed in un progresso nella scienza che è possibile solo nell’ impossibilità di un linguaggio privato.

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Introduzione Nell’idea del gioco linguistico e del paradigma: Wittgenstein – Kuhn. Nell’assunto della filosofia greca, il termine idea sta a significare la forma di ciò che è visibile nell’ambito della realtà e che risulta intellegibile razio- nalmente da e per l’intelletto. Con ‘Nell’idea del gioco linguistico e del pa- radigma: Wittgenstein-Kuhn’ cercherò di rendere appunto trasparenti e con- frontabili gli aspetti prioritari che rendono possibile l’incontro-scontro, la realtà-irrealtà del gioco linguistico wittgensteiniano e del paradigma kuhnia- no. Delucidare confrontare, cioè razionalizzare e rendere visibile l’ontologia del gioco linguistico e del paradigma, non arresta il processo euristico solo e soltanto a questi due termini, ma implica inevitabilmente, quasi in un ragio- namento deduttivo, dar conto di come in particolar modo Kuhn abbia ‘subi- to’ da Wittgenstein una filosofia del linguaggio fondamentalmente dotata di un ancoraggio reale alle esigenze dei “mondi possibili”. Quindi quest’ idea assumerà via via una sua forma olistica costruita appunto non solo ed esclu- sivamente sul concetto di gioco linguistico e di paradigma, ma coinvolgerà la crucialità dell’importanza della filosofia del cosiddetto secondo Wittgen- stein e di come questa sua filosofia (significato come uso, gioco linguistico, forme di vita, regole, impossibilità del linguaggio privato) determini in ma- niera estensiva ed intensiva gran parte dell’epistemologia kuhniana. Fondamentalmente il procedere ad una “commensurabilità“ dei due termi- ni richiede anche una genesi dei due ‘significati’ (cioè del gioco linguisti- co e del paradigma) che metta in luce le capacità e le potenzialità speculati- ve ed euristiche di entrambi e che sia anche in grado di dar conto delle zone

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Stefano Cipriani Contatta »

Composta da 183 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.