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La tutela dei consumatori e l'attività delle Camere di Commercio italiane

Informazioni tesi

  Autore: Lorenzo De Rossi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Eliana  Maschio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 213

Nel 1996 è entrata in vigore nel nostro Paese la legge n. 52 del 6.2.1996, che ha modificato il nostro sistema contrattuale.
Tale riforma interessa una parte del codice civile, quello dei contratti, che non ha mai subito profondi mutamenti (a differenza delle materie del diritto di famiglia e del lavoro).
La direttiva comunitaria 93/13/CEE del 5.4.93, che il Parlamento italiano ha ratificato con tale legge, concorre poi, a ridisegnare completamente il panorama del diritto contrattuale, così come ci è stato tramandato dalla nostra tradizione: nel corso degli anni ’90, infatti, grazie soprattutto all’impulso del legislatore comunitario, sono state approvate nuove ed importanti leggi, in materia di contratti bancari (l. n. 154/92), di intermediazione finanziaria (l. n. 1/91 e reg. CONSOB nn. 5387 e 5388/91), di OPA, OPV, OPS (l. n. 149/92), di credito al consumo (artt. 18 e ss. l. n. 142/92), di contratti negoziati fuori dei locali commerciali (compresi i contratti a conclusione telematica ed informatica, le televendite – d. lgs. n. 50/92), di contratti relativi al turismo organizzato (d. lgs. n. 111 del 17.3.95) .
Ne è scaturito un complesso quadro normativo, a tratti non chiaro: sono emerse nuove linee interpretative ed operative in tema di nullità, annullabilità, inefficacia, onere della prova; è stato introdotto un nuovo e più sostanziale controllo sulle clausole contrattuali, che si affianca a quello prettamente formale già presente nel nostro codice civile; è stata prevista una legittimazione all’azione che avvicina il nostro ordinamento giuridico ad altri sistemi, nei quali è prevista la c.d. class action per la tutela di interessi collettivi.
La l. n. 580 del 29.12.1993, di poco posteriore la direttiva, che ha riordinato il sistema delle Camere di Commercio, ha un importante ruolo nel nuovo sistema di tutela del consumatore, e più in generale della regolamentazione del mercato.
Tale legge ha dei riflessi importanti sulla nuova normativa riguardante i contratti dei consumatori, perché è da considerarsi una legge che, sia pur in maniera indiretta, ha dato attuazione alla direttiva comunitaria 93/13/CEE, prevedendo gli strumenti di controllo di cui si tratta nella successiva l. n. 52/96.
In considerazione dell’intrecciarsi di queste norme, questo lavoro si divide in due parti: nella prima l’attenzione sarà focalizzata sul fenomeno della contrattazione tramite i cc.dd contratti dei consumatori, e quindi sulle norme di diritto sostanziale riguardanti le clausole vessatorie, abusive, prima e dopo l’intervento dell’Unione Europea, focalizzando l’attenzione sulle problematiche inerenti il coordinamento tra la vecchia e la nuova normativa.
La trattazione prende l’avvio dall'analisi della situazione precedente la nuova normativa sulle clausole abusive.
In un secondo momento verranno prese in esame le nuove norme di legge ed il coordinamento tra nuova e vecchia normativa, non prima di aver fissato l’ambito oggettivo e soggettivo della novella.
Ulteriore tema di indagine riguarda la natura della lista delle clausole abusive: è un elenco di clausole che semplicemente possono essere considerate abusive oppure debbono necessariamente essere considerate abusive?
Sul piano operativo, un altro problema riguarda i rapporti tra il criterio di buona fede (oggettiva o soggettiva) e quello del significativo squilibrio (tra i diritti e gli obblighi nascenti dal contratto).
Un’altra discussione importante investe l’onere di provare l’abusività o meno della clausola: spetta al consumatore o al professionista?
Nella seconda parte si tratterà dell’attività delle Camere di Commercio, nell’ambito della tutela del consumatore, e più in generale della tutela del corretto funzionamento del mercato.
Si inizierà considerando il ruolo che hanno assunto tali Enti relativamente all’azione inibitoria, finalizzata ad inibire l’uso di clausole abusive nella contrattazione standardizzata, per passare poi alle varie facoltà riconosciute dalla legge di riordino delle Camere per la tutela del mercato: dal controllo sulle clausole abusive, alla predisposizione di contratti-tipo, fino ad accennare all’attività di conciliazione ed arbitrato.
Ma prima di affrontare il tema specifico oggetto di questa tesi, è opportuno fare un breve cenno al concetto di consumatore, termine entrato nell’uso comune oramai da decenni, ma che soltanto negli ultimi anni ha guadagnato un suo spazio autonomo nell’ambito giuridico, grazie soprattutto all’impulso del legislatore europeo.

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Parole chiave

azione inibitoria
buona fede
clausole abusive
clausole compromissorie
contratti dei consumatori
significativo squilibrio
clausole vessatorie
tutela dei consumatori
camere di commercio
legge n. 52-1996

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