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Ipertesto, metafora di pensiero

Se la storia della psicologia è anche storia delle metafore di scrittura utilizzate per descrivere la memoria e il pensiero, la proposta dell'ipertesto come sua metafora non fa che confermare il passaggio da una concezione della memoria come deposito di pensiero pensato a quella di organismo, reticolare e connettivo, sempre in evoluzione secondo una propria morfologia evolutiva, presentandosi quindi come una metafora del pensiero stesso. L'ipertesto diventa così modello e strumento ermeneutico, non solo della scrittura elettronica, ma anche di ogni testualità - ivi compresa la natura stessa dell'autore - che viene qui proposta come la rettificazione di un ipertesto originario inconscio.

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Introduzione IPERTESTO, METAFORA, PENSIERO DELIMITAZIONE DEL CAMPO DI INDAGINE Se circoscrivere un ambito di ricerca è di norma un compito scientificamente auspicabile, non sempre si tratta di un’operazione ergonomica: specie quando l’oggetto o gli oggetti dello studio appartengono a discipline tra loro distinte. Se poi all’interno di quelle stesse distinte discipline i singoli oggetti in esame sfuggono a definizioni che li imbriglino solidamente alla riflessione, la fatica è maggiore. Se infine tali oggetti subiscono metamorfosi storiche ad opera di fattori esterni, la delimitazione del campo di ricerca diventa tanto più gravosa quanto discutibile. E queste pagine vogliono proprio discutere tale possibilità. Se compito della filosofia teoretica é quello di mettere in relazione e far dialogare tra loro testi e discipline apparentemente distanti, allo scopo di gettar luce su argomenti distinti , ecco perché ha senso “porre in coltura” ipertesto, metafora e pensiero ed osservare quanto dal loro incontro si genera 1 . Parlare di ipertesto non vorrà dire né descriverne la storia, se non per necessari accenni, né analizzarne le caratteristiche tecniche. Non se ne potrà neppure dare una compiuta definizione, giacché è ipertestuale tanto 1 L’intento è analogo alla “sfida cognitiva” di cui parla lo psicologo cognitivista Howard Gardner a conclusione della sua storia della rivoluzione cognitiva: “se non si connette il significato delle ricerche compiute in ciascuna scienza con quello delle ricerche intraprese in aree contigue, non si potranno apprezzare il significato, (e le limitazioni ) di tali ricerche”. Con questo “non si può eludere completamente la questione delle discipline o, più in generale, dei livelli di spiegazione, e noi ci troviamo qui di fronte alla sfida principale agli studi cognitivi contemporanei”; tuttavia “la ragione per una tale connessione tra livelli è semplice ma cruciale:… nessuno teme la fine della fisica, della chimica e della biologia; eppure ciascuna di queste discipline ha connessioni vitali, articolate, necessarie con il livello seguente, attraverso discipline di “confine” come la chimica fisica o la biochimica - cfr Gardner H., La nuova scienza della mente, Milano, Feltrinelli, 1999 p.437 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Samuele Cattaneo Contatta »

Composta da 164 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3126 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.