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Alienazione e lavoro: il problema dell'alienazione nello scenario lavorativo post-industriale. Un approfondimento teorico e una ricerca empirica

La tesi presentata mira a porsi come riflessione critica sul concetto di alienazione: nella sua rilevanza storica, da un lato, e come potenziale indicatore, dall’altro, della qualità del lavoro odierno.
Nella prima parte, di stampo teorico, si ripercorrono le tappe dell’evoluzione del concetto: dalle prime formulazioni alle elaborazioni più articolate, con le accezioni via via assunte nelle teorie dei pensatori classici (Hegel, Feuerbach, Marx, Lukács, Simmel, Marcuse, Horkheimer, Adorno). L’analisi di alcuni studi sociologici sull’alienazione, condotti tra gli anni Cinquanta e Settanta, condurrà a una disamina più approfondita della tematica in oggetto; si arriverà gradatamente a concentrarsi sul presente, alla luce delle profonde trasformazioni sociali e di scenari lavorativi mutati. Su tali basi prende le mosse la ricerca empirica: un’osservazione sul campo che ha coinvolto alcune aziende della realtà emiliana e, attraverso la somministrazione di un questionario, un campione di lavoratori in esse occupati.

METODOLOGIA SEGUITA
Lo strumento di ricerca è rappresentato da un questionario, a risposte prevalentemente chiuse, che invita il lavoratore a riflettere su alcuni aspetti del proprio lavoro; tale strumento - ideato e concepito come tramite concreto fra ricercatore e casi studio - è dotato di una precisa articolazione interna, a blocchi tematici, che richiama volutamente molti concetti della parte teorica. Il campione, per natura e dimensioni, ha i caratteri di un “insieme di riferimento empirico”, e i dati raccolti sono sottoposti a elaborazione quantitativa con l’ausilio del package statistico SPSS: calcolo delle frequenze ed incroci tra variabili sono i due momenti cardine di un’analisi che prende forma e si sviluppa alla ricerca di legami e correlazioni.

PRINCIPALI RISULTATI RAGGIUNTI
La peculiare combinazione tra riflessione teorica e indagine empirica ha permesso di investigare, con una certa compiutezza, condizioni, aspettative e orientamenti propri di determinate fasce professionali. Il maggior risultato è stato rilevare come, pur nella diversità dei casi, certe percezioni (perdita del senso globale, motivazioni deboli, etc.) possano prendere ancora forma nella mente dei lavoratori. E come certi retaggi siano tutt’altro che superati: emergendo talvolta sotto altre forme (spersonalizzazione, apatia, distacco emotivo) danno vita a un rapporto non sempre appagante e armonioso tra l’individuo ed il proprio lavoro. Intorno a ciò ruotano risultati di portata minore, che valutiamo comunque buoni: il grado di accettazione dell’indagine da parte del campione, le correlazioni tra variabili date e maggiori o minori stati alienati, le differenze emerse dalla comparazione tra realtà professionali distinte.

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L’individuo è divenuto un semplice ingranaggio in un’enorme organizzazione di cose e poteri che strappano dalle sue mani ogni progresso, ogni spiritualità ed ogni valore per fare della loro forma soggettiva la forma di una vita puramente oggettiva. (Georg Simmel) Le macchine, da sole, non ci danno una produzione di massa: questa viene realizzata dalle macchine e dagli uomini. E mentre abbiamo percorso molta strada verso il perfezionamento delle nostre operazioni meccaniche, non siamo pienamente riusciti ad introdurre nelle nostre equazioni alcun fattore complesso che rappresenti l’Uomo. (Henry Ford II)

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Valeria Andreani Contatta »

Composta da 131 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.