Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Progetto di promozione e valorizzazione del vino siciliano

Redazione di un piano di comunicazione per la valorizzazione del vino siciliano attraverso la creazione di un consorzio di promozione: analisi d'ambiente, elaborazione delle strategia, proposta di azioni di comunicazione per raggiungere l'obiettivo di valorizzare una delle maggiori risorse dell'isola in stretta sinergia con la valorizzazione del territorio e delle risorse turistiche.

Mostra/Nascondi contenuto.
1 1) INTRODUZIONE Il vino è sempre stato indissolubilmente legato alla storia e alla cultura dei popoli, in quanto catalizzatore e motore dello scambio sociale. Nell'immaginario antico l'introduzione della viticoltura e della vinificazione, già considerate dagli antichi Greci la soglia che separava il piano della natura da quello della cultura, veniva fatta coincidere con l'introduzione dello scambio e con la circolazione delle donne, con il passaggio da un regime matrimoniale endogamico ad uno esogamico. A sua volta, lo scambio è il principio della socializzazione: nel Mediterraneo si beve assieme e s’invita a bere, come si divide insieme il pane. Bere vino è un “bere bagnato”, per mezzo del quale si comunica. Oggi, quanto più importante è l'occasione, tanto più importante deve essere l'etichetta della bottiglia. Letta in filigrana, dunque, la storia del vino lascia trasparire un legame con il dominio del simbolico, superiore a quello d’ogni altro prodotto dell'intelligenza umana; un legame che si è addirittura protratto più a lungo di altri nel tempo, se ancor oggi il vino è indispensabile in quell'atto simbolico che è la celebrazione della Messa cattolica, se ancor oggi, dovunque, anche là dove tradizionalmente si beve “asciutto”, le occasioni ufficiali prevedono la presenza di una pregiata bottiglia di vino, segno della diffusione di un modello culturale. Il vino, inoltre, è uno dei primi “prodotti” a portare un “nome” fin dall'antichità. Marcatore sociale al punto che nell'Egitto ellenizzato era la bevanda dei ricchi, mentre la birra era quella dei poveri, come tale il suo consumo si è protratto nel Medioevo. Il nome, che nell'antichità individuava anche le caratteristiche e la qualità del prodotto - si pensi alla “carta dei vini” fornita da Ateneo nel I libro dei suoi Filosofi a banchetto: il Falerno, il Cecubo, il vino di Chio, di Prammo, ecc. -, un nome che è sempre un nomen loci, non una generica indicazione geografica, ma una precisa localizzazione topografica, come ancor oggi è costume prevalente, il nome, dunque, è stato sempre collegato con la storia peculiare dei diversi territori di produzione e ha individuato i consumatori, è stato cioè marcatore culturale e sociale. Ed oggi è ancora il nome che individua il prodotto, le sue qualità e la condizione del consumatore. Nell'epoca della globalizzazione è difficile

Tesi di Master

Autore: Luciana Squadrilli Contatta »

Composta da 116 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 10927 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 21 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.