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Relazioni sociali e immagine di sè: aspetti psicologici nella ginnastica artistica agonistica

Il presente lavoro ha analizzato l’attuale considerazione della psicologia all’interno del mondo dello sport, con particolare attenzione alla ginnastica artistica.
Prendendo in analisi il fenomeno dello sport sono state valutate due realtà distinte e contrapposte: da una parte lo “sport per tutti” che apporta numerosi benefici a livello psico-fisico, dall’altra quello dei campioni, di coloro, cioè che non lo praticano per semplice hobby. Di questa categoria fanno parte anche i ginnasti intervistati.
Si sono analizzati gli effetti che l’agonismo sportivo produce in adolescenza mettendo in risalto l’importanza del gruppo sportivo nelle diverse età dell’atleta dall’infanzia all’età adulta esaminando anche le relazioni significative dell’adolescente sportivo.
Il campione dello studio empirico effettuato è stato di 45 atleti appartenenti a quattro società di ginnastica artistica agonistica diverse di cui 15 maschi e 30 femmine di età compresa tra i sette e i ventitre anni (età media quindici anni). Lo strumento d’indagine usato è stato un’intervista libera. Un ruolo fondamentale per la corretta percezione dello sport da parte dei ragazzi lo assumono genitori e allenatori ai quali è stato somministrato un questionario: nel complesso sono stati coinvolti 10 genitori e 3 allenatori.
L’analisi qualitativa delle interviste sottoposte agli atleti ha permesso di esplorare vari aspetti connessi all’intensa attività fisica di questi ragazzi: la motivazione, la competitività, la fiducia in sè, l’ansia pre-gara, la concentrazione, gli effetti dell’agonismo sulla vita degli atleti, la coesione nella squadra sportiva, la paura di farsi male e la gestione degli infortuni, il controllo della propria mente e del corpo. Infine i sogni di questi atleti: purtroppo a 23 anni si è già esclusi da questa disciplina, e proprio per questo è stato interessante intervistare anche tre ex atleti che dopo una vita trascorsa allenandosi sono stati costretti a mettere “i piedi per terra”, trovandosi ad affrontare problemi diversi dal vincere una gara o mantenere una performance ideale.
Dal questionario di auto – percezione somministrato agli allenatori è emerso come questi considerino necessario avere con i ragazzi un rapporto di reciproca stima e rispetto che dia spazio al dialogo e all’iniziativa. Attraverso il questionario somministrato ai genitori, invece, si è rilevata una tendenza a sottovalutare o sopravvalutare il proprio figlio con spiacevoli e deleteree conseguenze per il figlio stesso in entrambi i casi.
Infine prendendo in considerazione la percezione della figura dello psicologo da parte degli atleti, sono state effettuate delle valutazioni più generali sul ruolo che questo potrebbe assolvere all’interno di una organizzazione sportiva.

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INTRODUZIONE. Il presente lavoro si propone di indagare l’attuale considerazione della psicologia all’interno del mondo dello sport, con particolare attenzione alla ginnastica artistica. La psicologia dello sport studia la persona nelle varie situazioni sportive ed elabora delle tecniche che permettono di ottimizzare lo sviluppo e la crescita personale dell’atleta e la prestazione dello stesso. Al giorno d’oggi, lo stress che gli atleti devono affrontare è spesso molto intenso e coloro che forniscono buone prestazioni sono quelli che hanno la “testa sulle spalle” cioè sono psicologicamente maturi, hanno personalità stabili e complesse, si adattano alle differenti situazioni, sono sicuri e perseguono razionalmente i propri obiettivi. Ci sono atleti che “lavorano duro” ma che non sempre raggiungono i risultati sperati; questo può essere dovuto, in alcuni casi, al fatto di avere incontrato buoni avversari, ma altre volte perché interviene quello che Alberto Cei (1998) definisce “fattore magico” che blocca la prestazione di un atleta o di un’intera squadra. Il “fattore magico” altro non è che il fattore psicologico, l’attività mentale, i processi cognitivi dell’atleta. Nel primo capitolo è stato preso in considerazione il legame sempre più stretto fra sport e scienza che però non sempre risulta a beneficio degli atleti. È stato quindi analizzato il diverso modo di vivere lo sport nell’antica Grecia e ai giorni nostri: sono avvenuti molti mutamenti ma le due componenti essenziali dello sport, gioco e agonismo, si sono mantenute invariate. E’ stata analizzata la motivazione che determina la persistenza, la direzione, l’intensità del comportamento individuale e quindi del comportamento agonistico. Il livello di motivazione di un atleta è determinato dalla interazione fra fattori

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Francesca Scarpino Contatta »

Composta da 136 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6540 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.