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Responsabilità penale in materia di violazione del diritto d'autore

Informazioni tesi

  Autore: Marco Dibenedetto
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Carlo Federico Grosso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 229

Scopo del presente lavoro è di analizzare la nascita, l’evoluzione storica e gli sviluppi più recenti di una peculiare branca del diritto, che potremmo definire come il “diritto penale d’autore”.
Vedremo tra breve come sin dalle origini al diritto d’autore, così come ai diritti ad esso connessi, sia stata fornita concreta tutela primariamente attraverso istituti del diritto pubblico, in primis il diritto penale.
Nondimeno, nelle pubblicazioni accademiche penalistiche non è mai stata prestata una grande attenzione alle problematiche relative all’esatta ricostruzione delle numerose ipotesi delittuose concernenti le creazioni artistiche dell’ingegno umano.
I fattori determinanti questo atteggiamento sono molteplici. Tanto per l’individuazione dei possibili soggetti attivi di alcune figure, quanto soprattutto per l’esatta ricostruzione dell’elemento materiale del reato, è indispensabile fare riferimento alle disposizioni della legge 22 aprile 1941, n° 633 (l.aut.), corpus normativo centrale della disciplina del diritto d’autore in Italia.
Se da una parte, dunque, sono i cultori del diritto industriale a possedere e padroneggiare al meglio gli strumenti necessari per una corretta analisi di questo variegato gruppo di disposizioni, d’altra parte la conoscenza di tale apparato nozionistico e concettuale si rivela condizione necessaria ma non sufficiente.
La complessità, talora anche la non perfetta formulazione, di molte fattispecie di reato, costruite spesso per relationem, il variegato quadro degli interessi in gioco, l’impressionante accelerazione normativa e tecnologica dell’ultimo ventennio, e le incertezze interpretative che ne sono conseguite, sono solo alcuni dei fattori per cui risulta imprescindibile, qui più che altrove, attingere al patrimonio scientifico penalistico, alla forza illuminante e vincolante dei principi generali ad esso sottesi, primi fra tutti il principio di legalità ed il suo corollario, il principio di tassatività, al fine di ricostruire in concreto e con la dovuta precisione le condotte vietate dalla legge.
L’approccio multidisciplinare necessario per operare una corretta analisi in subjecta materia è probabilmente uno dei motivi per cui tanto i cultori del diritto penale, quanto gli studiosi del diritto industriale, non hanno concentrato la propria attenzione ed i propri sforzi esegetici sull’interpretazione delle disposizioni penali in materia di diritto d’autore.
A ben vedere, però, l’elemento che ha contribuito in maniera decisiva in passato al perdurare di questa situazione di relativo disinteresse è di ordine prettamente cronologico. Sino all’emanazione della legge n° 406/1981, infatti, eventuali violazioni degli altrui diritti di esclusiva inerenti le opere dell’ingegno erano sanzionate, peraltro in maniera assai blanda, ai sensi del solo art. 171 l.aut., unica disposizione penale nell’impianto normativo originario della legge n° 633/1941.
Solo sul finire degli anni settanta, con lo sviluppo e la diffusione di massa della tecnologia analogica, in grado di riprodurre a costi contenuti i prodotti dell’industria culturale, e con essa delle possibilità concrete di ledere i diritti esclusivi di riproduzione e diffusione delle altrui opere creative, il legislatore ha progressivamente moltiplicato ed inasprito le ipotesi delittuose, attraverso una lunga e talora disorganica sequela di provvedimenti.
E’ subito apparso evidente dalle letture che hanno preceduto la stesura del presente lavoro il rapporto strettissimo, quasi di causa ed effetto, che in questa materia intercorre tra tecnologia e diritto. Gli sviluppi, sino a poco tempo addietro imprevedibili, della scienza tecnica ed informatica e delle telecomunicazioni non solo hanno progressivamente moltiplicato le possibilità di fruizione, riproduzione e diffusione delle opere dell’ingegno e dei supporti materiali su cui queste sono incorporate; hanno dato vita essi stessi a nuovi prodotti dell’ingegno umano, quali i programmi per elaboratore e le opere multimediali, a loro volta bisognosi di tutela sul piano giuridico.
In considerazione di ciò abbiamo ritenuto imprescindibile articolare la nostra analisi in funzione dei vari episodi normativi con cui il legislatore italiano ha progressivamente risposto alle istanze di tutela insorte con lo sviluppo di nuove tecnologie e, consequenzialmente, di nuove modalità di lesione dei diritti esclusivi di autori e produttori.
D’altra parte è, questo, un settore dell’ordinamento che non si presta ad essere analizzato e compreso a fondo prescindendo dall’evoluzione storica dei suoi istituti, della scienza tecnica, delle abitudini sociali e degli orientamenti della giurisprudenza penale, le cui decisioni sono risultate spesso determinanti ai fini dell’esatta ricostruzione di fattispecie.

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2 Scopo del presente lavoro è di analizzare la nascita, l’evoluzione storica e gli sviluppi più recenti di una peculiare branca del diritto, che potremmo definire come il diritto penale d autore . Vedremo tra breve come sin dalle origini al diritto d’autore, così come ai diritti ad esso connessi, sia stata fornita concreta tutela primariamente attraverso istituti del diritto pubblico, in primis il diritto penale. Nondimeno, nelle pubblicazioni accademiche penalistiche non è mai stata prestata una grande attenzione alle problematiche relative all’esatta ricostruzione delle numerose ipotesi delittuose concernenti le creazioni artistiche dell’ingegno umano. I fattori determinanti questo atteggiamento sono molteplici. Anzitutto, molte delle fattispecie di reato ascrivibili a questo settore dell’ordinamento si pongono come precetti meramente sanzionatori di comportamenti già illeciti ai sensi della normativa civilistica di riferimento. Condizione necessaria per un’analisi attendibile ed approfondita risulta dunque essere una conoscenza precisa ed aggiornata della suddetta normativa. Tanto per l’individuazione dei possibili soggetti attivi di alcune figure, quanto soprattutto per l’esatta ricostruzione dell’elemento materiale del reato, è indispensabile fare riferimento alle disposizioni della legge 22 aprile 1941, n° 633 (l.aut.), corpus normativo centrale della disciplina del diritto d’autore in Italia. Se da una parte, dunque, sono i cultori del diritto industriale a possedere e padroneggiare al meglio gli strumenti necessari per una corretta analisi di questo variegato gruppo di disposizioni, d’altra parte la conoscenza di tale apparato nozionistico e concettuale si rivela condizione necessaria ma non sufficiente. La complessità, talora anche la non perfetta formulazione, di molte fattispecie di reato, costruite spesso per relationem, il variegato quadro degli interessi in gioco,

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