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Il diritto alla comunicazione nel nuovo panorama tecnologico della convergenza multimediale

Nell’ultimo ventennio i sistemi di comunicazione hanno visto ampliare notevolmente le proprie potenzialità, attraverso il continuo perfezionamento dei mezzi e delle tecniche di trasmissione.
Ciò ha portato alla progressiva convergenza di forme diverse di tecnologie, alla nascita di nuove forme di competizione sui mercati, all’emersione di nuove opportunità nelle relazioni interpersonali, così come di pericoli nuovi, ad esempio per la sicurezza e la privacy degli individui.
Uno studio che voglia ripensare oggi il contenuto della libertà di comunicazione riconosciuta e garantita dall’art. 15 della Costituzione non può non confrontarsi con questi nuovi scenari.
Lo sviluppo delle nuove tecnologie, infatti, e, in modo particolare, l’impiego di tecniche di trasmissioni capaci di consentire un aumento vertiginoso sia della qualità che della velocità di circolazione dei segnali, ha completamente mutato la situazione esistente nel settore, rendendo rapidamente obsoleti schemi giuridici previgenti.
E’ in questo clima che le forme giuridiche, ora intese come la esteriorizzazione di regole intrinseche a questi fenomeni, ora intese come la sovrapposizione di schemi formali alla realtà sottostante, ne restano incise, ed il dilemma che attanaglia il giurista si pone talvolta in termini alternativi: se sia opportuno adattare le vecchie regole alle nuove realtà o se sia necessario creare nuove regole.
Innovazioni giuridiche senz’altro radicali sono già intervenute, soprattutto negli ultimi venti anni, nei quali non solo si sono resi disponibili nuovi mezzi e nuovi servizi ma è stato realizzato il progressivo smantellamento di assetti giuridici precedenti. Solo attraverso un percorso circolare che includa esperienza pregressa e attenzione verso le nuove opportunità dei new media e della loro convergenza si potrà, secondo l’opinione di chi scrive, analizzare la realtà giuridica in maniera più equa possibile. Un’analisi, cioè, che parta dal piano fattuale dei profili tecnici del comunicare, traendo da questi gli stimoli e le chiavi di ri-lettura della norma costituzionale, per tornare poi all’esperienza concreta al fine di verificare la tenuta della nuova interpretazione sul piano della disciplina ordinaria e degli strumenti di attuazione, ultima necessaria tappa sul percorso dell’inveramento dei principi costituzionali.
Il presente lavoro ha inteso tracciare un quadro generale del percorso evolutivo seguito dalla disciplina giuridica delle telecomunicazioni, in particolare secondo l’ottica dei diritti degli articoli 15 e 21 della Costituzione, mediante la illustrazione critica delle ragioni a sostegno delle diverse visioni.
Dopo una prima parte, dedicata alle nozioni di telecomunicazione e di convergenza nel diritto, con un interessante excursus storico, il secondo capitolo si sofferma sulla rilevanza costituzionale dei diritti relativi agli articoli 15 e 21. Di essi verranno indicate le trasformazioni che li hanno interessati, con particolare riguardo alle interpretazioni evolutive, permeabili a sfide più moderne che richiedono nuove tutele. Si è affrontato, con vigore tipicamente liberale, il problema concreto che si affaccia alla mente del giurista, quello della fonte normativa che deve farsi carico di discipline di media importanza, se debba cioè trattarsi di fonte autoregolamentare o di fonte autoritativa. Non poteva naturalmente mancare l’approfondimento dell’effettività dei diritti in questione, a partire dal cardine costituzionale costituito dall’articolo 3, comma II.
Chiude il terzo capitolo con la contrapposizione cronologica di due questioni che hanno agitato le riflessioni dei giuristi e dei legislatori europei: il monopolio come logica antica e il suo superamento, attraverso una previa analisi delle barriere giuridico-economico-sociali, sempre in parte presenti, come dimostrano le due recenti case history presentate, e in parte superabili attraverso il novello concetto di “servizio universale”.

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2 INTRODUZIONE Nell’ultimo ventennio i sistemi di comunicazione hanno visto ampliare notevolmente le proprie potenzialità, attraverso il continuo perfezionamento dei mezzi e delle tecniche di trasmissione. Ciò ha portato alla progressiva convergenza di forme diverse di tecnologie, alla nascita di nuove forme di competizione sui mercati, all’emersione di nuove opportunità nelle relazioni interpersonali, così come di pericoli nuovi, ad esempio per la sicurezza e la privacy degli individui. Uno studio che voglia ripensare oggi il contenuto della libertà di comunicazione riconosciuta e garantita dall’art.15 della Costituzione non può non confrontarsi con questi nuovi scenari. Lo sviluppo delle nuove tecnologie, infatti, e, in modo particolare, l’impiego di tecniche di trasmissioni capaci di consentire un aumento vertiginoso sia della qualità che della velocità di circolazione dei segnali, ha completamente mutato la situazione esistente nel settore, rendendo rapidamente obsoleti schemi giuridici previgenti. E’ in questo clima che le forme giuridiche, ora intese come la esteriorizzazione di regole intrinseche a questi fenomeni, ora intese

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Cosimo Presta Contatta »

Composta da 180 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4531 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.