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I gruppi: una realtà emergente ed il bilancio consolidato come sistema informativo. Il caso Hotel Together

Informazioni tesi

  Autore: Emiliano Feliciotti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia del Turismo
  Relatore: Miriam Berretta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 188

L’impresa è un organismo vivente e come tale si evolve. Dalla Rivoluzione Industriale ad oggi, il mondo economico ha conosciuto e continua a conoscere un crescente sviluppo, che in tempi recenti è contraddistinto da due tendenze: l’aumento delle dimensioni aziendali e il cambiamento dei rapporti tra le imprese, non più orientati esclusivamente alla competitività. In sostanza, il processo di sviluppo porta a definire accordi di cooperazione e collaborazione di lungo periodo tra aziende indipendenti economicamente e giuridicamente. Nonostante non siano un nuovo oggetto di studio, le forme cooperative-collaborative, assumono attualmente un carattere particolare perchè rappresentano uno dei principali modi con cui le aziende si rapportano con l’ambiente esterno.
La caratteristica principale di tutte le forme aggregative è che, a differenza del comparto industriale in cui sono già radicate da tempo, esse costituiscono una novità per il settore dell’ospitalità italiana, che non esposto direttamente alla concorrenza internazionale, è sempre andato fiero della propria individualità. Gli albergatori hanno sempre preferito operare singolarmente anziché sinergicamente a causa anche della mancanza di sostegni esterni che promuovessero lo sviluppo del settore.
In un momento come quello attuale, in cui la globalizzazione dei mercati, fortemente influenzata dall’aumentata mobilità della domanda turistica, impone un ampliamento delle strategie imprenditoriali, il settore alberghiero si trova spesso a fornire un prodotto costituito non solo dal servizio principale di pernottamento, ma si allarga includendo gli altri servizi ad esso più o meno collegati, tra cui la ristorazione, il viaggio, l’organizzazione e l’assistenza del trasferimento. L’albergatore è dunque chiamato ad uscire dalla propria nicchia e a porsi in relazione sia con tour operator che con agenzie di viaggi, che sempre più spesso tendono ad operare non più con il singolo hotel, ma con gruppi di alberghi riuniti tra loro in varie forme. Per mantenere alto il proprio tasso di occupazione e continuare ad operare in un ambiente altamente competitivo, una delle migliori soluzioni per il singolo albergatore è quella di entrare a far parte di un gruppo. Ma anche in quegli hotel che al momento non rischiano di scomparire schiacciati dalla concorrenza, la via dell’aggregazione viene valutata come proficua tipologia di espansione. La crescita interna, infatti, considerata da un’impresa industriale una delle prime forme di espansione, non è ugualmente realizzabile in un’impresa alberghiera, vincolata spesso da una rigidità logistico-strutturale. Le forme aggregative permettono invece all’albergo di aumentare le proprie potenzialità ed i propri margini, senza dover procedere ad una modifica sostanziale della struttura.
Proprio per questo, e per il fatto che la formazione dei gruppi aziendali non è più riservata a poche società multinazionali o di grandi dimensioni, con il presente lavoro ho voluto analizzare le caratteristiche che contraddistinguono tale particolare forma aggregativa, le modalità con cui si possono formare e le differenti tipologie esistenti in base all’esame di diverse variabili. Ho descritto le varie forze che spingono all’aggregazione e ho preso in esame anche le forze che operano verso la disaggregazione di combinazioni economiche gestite unitariamente, considerando che il gruppo è l’unica forma aggregativa che può crearsi senza presupporre l’esistenza ex-ante delle unità economiche da cui è costituito. Un’attenzione particolare è dedicata alle motivazioni per cui proprio la forma a gruppo viene preferita alle altre, evidenziando i vantaggi e gli svantaggi correlati alla scelta di questa struttura.
Sono quindi passato all’analisi dei caratteri dell’informazione prodotta dal gruppo, individuando i soggetti ad essa interessati e lo strumento attraverso il quale è resa disponibile per i destinatari: il Bilancio consolidato, cui è dedicata interamente la seconda parte di questo lavoro. Ho preso in esame le diverse teorie sul gruppo e sui metodi di consolidamento che sono state elaborate nel corso del tempo dalla dottrina; benché non si identifichino completamente né con le previsioni normative nè con quelle professionali che regolano la materia, esse rappresentano un importante riferimento per l’interpretazione di una realtà complessa come quella dei gruppi. Quindi, ho presentato le fonti – non solo normative – del Bilancio consolidato, prime fra tutte il D.Lgs.127/91, attuativo della VII Direttiva CEE, rivolgendo l’attenzione anche al processo di armonizzazione contabile in atto tra i diversi ordinamenti nazionali, a livello europeo e internazionale, la cui realizzazione migliorerebbe di certo la chiarezza sia per gli operatori che per gli stessi organi di vigilanza. Tutta l’analisi svolta in questo lavoro, trova concreta applicazione in un caso aziendale, trattato nella terza parte.

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VI Prefazione L’impresa è un organismo vivente e come tale si evolve. Dalla Rivoluzione Industriale ad oggi, il mondo economico ha conosciuto e continua a conoscere un crescente sviluppo, che in tempi recenti è contraddistinto da due tendenze: l’aumento delle dimensioni aziendali e il cambiamento dei rapporti tra le imprese, non più orientati esclusivamente alla competitività. In sostanza, il processo di sviluppo porta a definire accordi di cooperazione e collaborazione di lungo periodo tra aziende indipendenti economicamente e giuridicamente. Nonostante non siano un nuovo oggetto di studio, le forme cooperative- collaborative, assumono attualmente un carattere particolare perché rappresentano uno dei principali modi con cui le aziende si rapportano con l’ambiente esterno. La caratteristica principale di tutte le forme aggregative è che, a differenza del comparto industriale in cui sono già radicate da tempo, esse costituiscono una novità per il settore dell’ospitalità italiana, che non esposto direttamente alla concorrenza internazionale, è sempre andato fiero della propria individualità. Gli albergatori hanno sempre preferito operare singolarmente anziché sinergicamente a causa anche della mancanza di sostegni esterni che promuovessero lo sviluppo del settore. In un momento come quello attuale, in cui la globalizzazione dei mercati, fortemente influenzata dall’aumentata mobilità della domanda turistica, impone un ampliamento delle strategie imprenditoriali, il settore alberghiero si trova spesso a fornire un prodotto costituito non solo dal servizio principale di pernottamento, ma si allarga includendo gli altri servizi ad esso più o meno collegati, tra cui la ristorazione, il viaggio, l’organizzazione e l’assistenza del trasferimento. L’albergatore è dunque chiamato ad uscire dalla propria nicchia e a porsi in relazione sia con tour operator che con agenzie di viaggi, che sempre più spesso tendono ad operare non più con il singolo hotel, ma con gruppi di alberghi riuniti tra loro in varie forme. Per mantenere alto il proprio tasso di occupazione e continuare ad operare in un ambiente altamente competitivo, una delle migliori soluzioni per il singolo albergatore è quella di entrare a far parte di un gruppo. Ma anche in quegli hotel che al momento non rischiano di scomparire schiacciati dalla concorrenza, la via dell’aggregazione viene valutata come proficua tipologia di espansione. La crescita interna, infatti, considerata da un’impresa industriale una

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