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La soluzione stragiudiziale della crisi d'impresa

Le tesi de quo è un breve studio sulla opportunità di risolvere la crisi d'impresa secondo modalità alternative alle ordinarie procedure concorsuali. L'analisi dello studio si articola in due capitoli: il primo valuta gli aspetti concettuali del concordato stragiudiziale, in particolare di come si relaziona l'autonomia dei privati in rapporto all'insolvenza e alla par condicio creditorum; il secondo analizza le fasi di risanamento dell'impresa in crisi in attuazione del concordato stragiudiziale.
Nel quadro incerto della soluzione della crisi d'impresa, lo studio in questione evidenzia quali sono le condizioni e i presupposti affinché la soluzione stragiudiziale sia tanto attuabile quanto legittima e quali accorgimenti necessitano al fine di evitare una successiva dichiarazione di fallimento e contestazione del reato di bancarotta.

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1 Capitolo I La crisi d�impresa e la soluzione stragiudiziale 1. La crisi d�impresa e la scelta della soluzione stragiudiziale Alla luce della prescrizione data dall�art. 5, comma II, l. fall., la nozione di insolvenza � stata ben compendiata dalla Suprema Corte in quella condizione di squilibrio finanziario non superabile con mezzi ordinari nei termini ragguagliati dall�ordinaria scadenza dei debiti. Come � stato autorevolmente osservato, � insolvente non solo chi non pu� pagare nessuno, ma anche chi pu� pagare solo alcuni creditori, lasciando insoddisfatti gli altri, o chi pu� pagare le sue obbligazioni solo parzialmente, oppure pu� pagarle integralmente, ma in epoca successiva alla scadenza. Si comprende, allora, come l�insolvenza non sia un mero fatto o uno stato patrimoniale, ma, piuttosto, l�inidoneit� del soggetto a tenere una determinata condotta prolungata nel tempo, consistente nel soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni: comportamento da cui � possibile, per il suo proiettarsi nel futuro, la formulazione di un giudizio di tipo prognostico. 1 L�insolvenza di un impresa in funzionamento risulta, quindi, un concetto relazionale, non rappresentabile sempre con valori assoluti e determinati, cos� da non coincidere con un risultato negativo di bilancio allorch� i flussi monetari o la disponibilit� del credito siano tali da garantire il regolare adempimento delle obbligazioni; essendo, peraltro, vero anche il contrario, nel senso che la decozione non pu� risultare esclusa dalla mera eccedenza di poste attive di bilancio rispetto a quelle passive, allorch� le risorse attive siano difficilmente liquidabili ovvero i profitti non siano in grado di ripianare l�esposizione debitoria dell�impresa. 2 1 Si veda, in tal senso in dottrina, TERRANOVA, Lo stato di insolvenza. Per una concezione formale del presupposto oggettivo del fallimento in Giur. Comm. 1996, I, 82. 2 Si veda, in tal senso in giurisprudenza, CASS. 11 maggio 2001, n. 6550 in Fall. 2001, 1029; CASS. 10 aprile 1996, n. 3321 in Fall. 1996, 1117.

Tesi di Master

Autore: Gianluca Torchiaro Contatta »

Composta da 38 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.