Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Diritti umani e politica estera irlandese nel secondo dopoguerra

La mia ricerca si propone di indagare cosa s’intenda per diritti umani ed in cosa consista il loro ruolo crescente nella politica estera irlandese.
In un importante documento governativo che delinea le politiche del Dipartimento degli Affari degli Esteri, il White Paper (1996) si legge che “L’enfasi sulle questioni riguardanti i diritti umani è giustamente vista come una parte essenziale dell’approccio per la politica estera adottato dall’Irlanda” [8,1] .
L’idea è nata dalla volontà di studiare i diritti umani in un’ottica che fosse un po' sperimentale e dai suggerimenti dei docenti che mi hanno aiutata in questa ricerca: Gustavo Gozzi e Gerry O’ Connell. Il secondo, esperto ed attivo conoscitore nel campo dei diritti umani, ha posto alla mia attenzione la tematica, sottolineando quanto l’attenzione internazionale fosse stata ultimamente consapevole del ruolo preminente dell’Irlanda in materia di diritti umani, tanto da conferirle con maggioranza dei voti, il seggio al Consiglio di Sicurezza per il mandato 2001-2002.
L’attenzione che il paese rivolge alla tutela dei diritti umani, l’elezione a presidente di Mary Robinson, poi nominato ad Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, il lavoro effettuato da molte ONGs nazionali e soprattutto quello svolto dai missionari nel continente africano, dove più che ‘portatori’ di fede, hanno stimolato le volontà di indipendenza, hanno portato all’elezione del paese nel Consiglio di Sicurezza.
Ho voluto elaborare il mio studio cercando di inserire le parole di esperti nel campo, con l’intenzione di poter creare un prospetto della tematica, che ne delineasse non solo la superficie esterna, ma anche le opinioni e il dibattito talvolta eterogeneo dell’interno.
A tal fine mi sono recata in Irlanda per svolgere delle interviste fra il Dipartimento degli Affari degli Esteri ed Ong irlandesi ed altre ne ho effettuate in Italia.
Proprio la politica estera irlandese, contrassegnata da una storia fatta di violazioni dei diritti umani e strategie politiche volte alla tutela, potrebbe considerarsi un campione di studio, nonché un valido modello di realizzazione di tali diritti.

Mostra/Nascondi contenuto.
5 Introduzione La mia ricerca si propone di indagare cosa s’intenda per diritti umani ed in cosa consista il loro ruolo crescente nella politica estera irlandese. In un importante documento governativo che delinea le politiche del Dipartimento degli Affari degli Esteri, il White Paper (1996) si legge che “L’enfasi sulle questioni riguardanti i diritti umani è giustamente vista come una parte essenziale dell’ approccio per la politica estera adottato dall’Irlanda” [8,1] . L’idea è nata dalla volontà di studiare i diritti umani in un’ottica che fosse un pò sperimentale e dai suggerimenti dei docenti che mi hanno aiutata in questa ricerca: Gustavo Gozzi e Gerry O’ Connell. Il secondo, esperto ed attivo conoscitore nel campo dei diritti umani, ha posto alla mia attenzione la tematica, sottolineando quanto l’attenzione internazionale fosse stata ultimamente consapevole del ruolo preminente dell’Irlanda in materia di diritti umani, tanto da conferirle con maggioranza dei voti, il seggio al Consiglio di Sicurezza per il mandato 2001- 2002. L’attenzione che il paese rivolge alla tutela dei diritti umani, l’elezione a presidente di Mary Robinson, poi nominato ad Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, il lavoro effettuato da molte ONGs nazionali e soprattutto quello svolto dai missionari nel continente africano, dove più che ‘portatori’ 1 di fede, hanno stimolato le volontà di indipendenza, hanno portato all’elezione del paese nel Consiglio di Sicurezza. 1 Spesso accade che nella propria missione civilizzatrice ed evangelica i missionari si facciano quasi ‘impositori’ di credi religiosi ed usanze culturali, compromettendo l’integrità di una cultura diversa, ma anch’essa degna e radicata.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Monia Donati Contatta »

Composta da 191 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1632 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.