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Il Wto e l'Unione europea

Il lavoro si compone di due parti: nella prima parte è illustrata la struttura ed il funzionamento dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, con particolare attenzione ai settori del commercio internazionale coperti da accordi ed al nuovo sistema di risoluzione delle controversie; nella seconda parte è affrontato il tema del ruolo dell'Unione Europea all'interno del WTO. A questo proposito, l'attenzione è rivolta soprattutto alle dispute commerciali che hanno riguardato l'UE dal 1995 in avanti, per poi soffermarsi più nel dettaglio sui rapporti tra UE e Stati Uniti e tra UE e paesi in via di sviluppo all'interno dell'organizzazione.

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INTRODUZIONE STORICA La nascita del WTO (World Trade Organization) è strettamente legata alla stipulazione del GATT, del quale ha raccolto l’eredità per quanto riguarda la disciplina del commercio internazionale di prodotti industriali. Tuttavia tra i due sussistono importanti differenze per ambito di operatività e per struttura. A sua volta, la conclusione del GATT nel 1947 fu determinata da eventi storici particolari, il primo dei quali fu la Grande Depressione del 1929. La crisi ebbe conseguenze gravissime sull’occupazione di tutte le nazioni economicamente più sviluppate, portò ad un calo della produzione e ad un forte abbassamento del prodotto interno lordo. Il tentativo di risolvere il problema della disoccupazione si concretizzò in molti casi in un’ondata di misure protezionistiche, con conseguente grande contrazione del commercio internazionale, dovuta all’altissima tassazione doganale delle merci e all’introduzione delle quote di importazione in ben 11 tra i paesi sviluppati (alla fine del 1932). In questo scenario assunsero un ruolo di primo piano le teorie dell’economista inglese John Maynard Keynes, che nel 1936 pubblicò la “General Theory of Employment, Interest and Money”, una vera e propria rivoluzione nel campo della macroeconomia. Una delle novità principali del modello keynesiano consisteva nella critica alle teorie classiche imperniate sul laissez-faire, e all’auspicio di un intervento dei governi nella gestione dell’economia, meglio se coordinati tra loro a livello internazionale, al fine di evitare che i cicli economici portassero nuovamente a catastrofi come quella appena vissuta. Il periodo della Depressione fu molto complesso, e richiederebbe una trattazione più approfondita. In questa sede interessa solo evidenziare come da tale situazione di stagnazione economica si uscì solo con la

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Penelope Vecli Contatta »

Composta da 146 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 8822 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 42 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.