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L'ingresso della Polonia nell'Ue: conseguenze per la filiera del latte

La tesi presenta le opportunità e i rischi a cui andranno incontro sia l'U.E. sia i Paesi dell'Europa dell'est, in particolare la Polonia, nel momento dell'apertura ad est dell'Unione stessa. L'argomento principale è ovviamente quello della filiera del latte che rappresenta un campo di grande rilevanza economica per tutti i Paesi della futura U.E. a 25

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3 INTRODUZIONE Fin dalla sua istituzione, avvenuta nel 1951, l’Unione Europea ha sempre giudicato l’allargamento come una priorità. Si è sempre pensato che un’Europa unita e sempre più grande avrebbe potuto avere un peso internazionale maggiore sia in campo politico sia in campo economico. Nel corso degli anni sempre di più sono state le adesioni degli Stati europei a quella che, inizialmente, era solo una cooperazione di tipo economico voluta per superare la crisi del dopo guerra (CECA, Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio). In realtà questa organizzazione fu solo la base per poter creare una più vasta zona di politica economica comune in cui l’unione economica potesse sfociare poi in un’unione di tipo politico. Tutti i processi d’integrazione che avvennero nei quarant’anni seguenti culminarono il 7 febbraio 1992 con la nascita della Unione Europea e con la creazione di un’Unione Economica Europea. A partire dal 1995 gli Stati membri sono aumentati sino a raggiungere il numero di quindici. Il processo d’ampliamento proprio in questi anni sta vivendo forse la sua sfida più importante; dal 1998 infatti, sono stati avviati i negoziati di adesione con alcuni Stati dell’Europa centro- orientale. “ Per la UE l’allargamento a est è un imperativo politico- dice Franz Fischler, Commissario Europeo per l’agricoltura- se non intende rinnegare i propri principi e se vuole diventare qualcosa di diverso da un club di ricchi privilegiati “ (Piccinini, 1998) Questi accordi sono sfociati nella decisione presa a Copenaghen nel dicembre 2002 in cui si fissa per il I maggio 2004 l’entrata nell’Unione Europea di dieci nuovi membri ovvero Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia e Slovenia. L’estensione dell’Unione ad oltre cento milioni di nuovi cittadini favorirà gli scambi, le attività economiche e darà un nuovo slancio allo sviluppo e all’integrazione dell’economia europea nel suo complesso. L’adesione di questi nuovi Stati membri aumenterà il peso e l’influenza dell’Unione sulla scena internazionale. La prima tornata di adesioni potrebbe aumentare di oltre un quarto la popolazione europea e farle raggiungere quasi 500 milioni; il PIL totale aumenterebbe però al massimo del 5%. Nonostante gli enormi sforzi effettuati dai paesi candidati la loro integrazione nella complessa struttura comunitaria potrebbe risultare assai difficile specialmente in determinati settori.

Tesi di Laurea

Facoltà: Agraria

Autore: Federico Longhini Contatta »

Composta da 82 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1815 click dal 11/01/2006.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.