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Andrea Camilleri e il romanzo giallo

«S’arrisbigliò malamente: i linzòla, nel sudatizzo del sonno agitato per via del chilo e mezzo di sarde a beccafico che la sera avanti si era sbafàto, gli si erano strettamente arravugliate torno torno il corpo, gli parse d’essere addiventato una mummia. Si susì, andò in cucina, raprì il frigorifero, si scolò mezza bottiglia d’acqua aggilàta. Mentre beveva, taliò fòra dalla finestra spalancata. La luce dell’alba prometteva giornata bona, il mare una tavola, il cielo chiaro senza nuvole.
Montalbano, soggetto com’era al tempo che faceva, si sentì rassicurato circa l’umore che avrebbe avuto nelle ore a venire. Era ancora troppo presto, si ricurcò, si predispose ad altre due ore di dormitina tirandosi il linzòlo sopra la testa. Pensò, come sempre faceva prima d’addormentarsi, a Livia nel suo letto di Boccadasse, Genova: era una prisenza propiziatrice a ogni viaggio, lungo o breve che fosse, in “the country sleep”, come faceva una poesia di Dylan Thomas che gli era piaciuta assà».

Inizia così, con un condensato caratteriale, Il ladro di merendine (1996), terzo romanzo della serie che Andrea Camilleri ha dedicato al suo protagonista, il commissario Montalbano. Nell’incipit si trovano tutti i tratti di una personalità particolare, meteopatica, golosa e, in fondo, tenera, nel pensiero rivolto alla sua donna prima di partire per il viaggio tra le braccia di Morfeo.
In questo lavoro ci interesserà analizzare il romanzo giallo nelle composizioni del siciliano Andrea Camilleri, autore assurto alle cronache nazionali e internazionali per lo straordinario vigore e per la simpatia che ha saputo infondere nel commissario Montalbano, paladino della giustizia di un immaginario paese di Sicilia. Vedremo come il genere giallo si era lentamente affermato in Italia, dagli esordi di autori che non avevano ancora chiara l’idea di come dovesse essere composta una storia di misteri e delitti, fino al suo boom degli anni Sessanta del Novecento, e al suo recentissimo sviluppo e frammentazione in una serie di sottogeneri che vanno dalla spy story, alla detective story, al mystery, al noir.
Di Camilleri indagheremo la vena letteraria, l’ispirazione alla sua terra e il debito con i grandi autori siciliani, che anche si sono confrontati nella composizione di romanzi gialli. Sarà poi il commissario Salvo Montalbano a catturare la nostra attenzione, con la sua visione della realtà siciliana ed il suo personale senso della giustizia.

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2 Premessa. «S’arrisbigliò malamente: i linzòla, nel sudatizzo del sonno agitato per via del chilo e mezzo di sarde a beccafico che la sera avanti si era sbafàto, gli si erano strettamente arravugliate torno torno il corpo, gli parse d’essere addiventato una mummia. Si susì, andò in cucina, raprì il frigorifero, si scolò mezza bottiglia d’acqua aggilàta. Mentre beveva, taliò fòra dalla finestra spalancata. La luce dell’alba prometteva giornata bona, il mare una tavola, il cielo chiaro senza nuvole. Montalbano, soggetto com’era al tempo che faceva, si sentì rassicurato circa l’umore che avrebbe avuto nelle ore a venire. Era ancora troppo presto, si ricurcò, si predispose ad altre due ore di dormitina tirandosi il linzòlo sopra la testa. Pensò, come sempre faceva prima d’addormentarsi, a Livia nel suo letto di Boccadasse, Genova: era una prisenza propiziatrice a ogni viaggio, lungo o breve che fosse, in “the country sleep”, come faceva una poesia di Dylan Thomas che gli era piaciuta assà». Inizia così, con un condensato caratteriale, Il ladro di merendine (1996), terzo romanzo della serie che Andrea Camilleri ha dedicato al suo protagonista, il commissario Montalbano. Nell’incipit si trovano tutti i tratti di una personalità particolare, meteopatica, golosa e, in fondo, tenera, nel pensiero rivolto alla sua donna prima di partire per il viaggio tra le braccia di Morfeo. In questo lavoro ci interesserà analizzare il romanzo giallo nelle composizioni del siciliano Andrea Camilleri, autore assurto alle cronache nazionali e internazionali per lo straordinario vigore e per la simpatia che ha saputo infondere nel commissario Montalbano, paladino della giustizia di un immaginario paese di Sicilia. Vedremo come il genere giallo si era lentamente affermato in Italia, dagli esordi di autori che non avevano ancora chiara l’idea

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Cecilia Fermi Contatta »

Composta da 154 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 10217 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 13 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.